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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36652/2025 del 11/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva revocato la detenzione domiciliare concessa al ricorrente per grave stato di salute (art. 47-ter, comma 1, lett. c, Ord. pen.), in ragione di una condotta trasgressiva con rilievo penale (presunto spaccio). Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione per omessa e non puntuale riconsiderazione delle sue condizioni di salute attuali e per mancata comparazione tra tali condizioni e le esigenze di tutela della collettività; segnala inoltre che l'episodio contestato sarebbe di lieve entità e ancora sub iudice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha affermato che la revoca della detenzione domiciliare non è automatica ma richiede valutazione della compatibilità della condotta con la prosecuzione della misura, tenendo conto dell'entità della trasgressione, della reiterazione, delle giustificazioni e del comportamento complessivo; se la misura è stata concessa per gravità dello stato di salute, la revoca presuppone anche l'accertamento della compatibilità dello stato di salute con il carcere e un bilanciamento comparativo tra esigenze di cura e di tutela della collettività. L'ordinanza impugnata è stata ritenuta carente perché non ha rievocato e rivalutato il quadro clinico attuale del ricorrente né ha effettuato il necessario bilanciamento; la decisione è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di sorveglianza per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 47-ter, comma 1, lett. c, Ordinamento penitenziario

    Norma richiamata come base per la concessione della detenzione domiciliare per gravi condizioni di salute; la Corte indica che tale concessione impone, al momento della revoca, una verifica della compatibilità dello stato di salute con la detenzione carceraria.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 13951 del 04/02/2015 (Marotta)

    Principio secondo cui la revoca della misura alternativa non è automatica ma richiede accertamento che la condotta renda incompatibile la prosecuzione della misura; occorre valutare entità della trasgressione, reiterazione, plausibilità delle giustificazioni e comportamento complessivo.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 22253 del 17/04/2024 (F.)

    Richiama l'obbligo, quando la detenzione domiciliare è concessa per motivi sanitari, di accertare la compatibilità dello stato di salute con la detenzione in carcere prima di revocare la misura.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 55049 del 07/06/2017 (Levi)

    Conferma la necessità di una valutazione comparativa tra esigenze di cura del detenuto e esigenze di prevenzione e tutela della collettività.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 44579 del 09/12/2010 (Villafranca)

    Ulteriore richiamo al principio del bilanciamento tra finalità trattamentali/umanitarie della misura alternativa e esigenze di prevenzione dei reati in caso di violazioni.

Massime di principio

  • La revoca della detenzione domiciliare non è automatica dopo una violazione: va valutata la compatibilità della condotta con la prosecuzione della misura, considerando entità, reiterazione e giustificazioni.
  • Se la misura è stata concessa per gravi condizioni di salute, la revoca richiede un esplicito accertamento della compatibilità dello stato di salute con il regime carcerario e un confronto comparativo tra il diritto alla salute e le esigenze di sicurezza.
  • Il giudice deve motivare in modo aggiornato il bilanciamento tra tutela della collettività e principio di umanità della pena; omissioni in questa valutazione rendono la revoca annullabile.
  • La rilevanza penale della condotta contestata va valutata in relazione alla sua entità e al rischio concreto per la collettività; fatti “sub iudice” o di lieve entità possono influire sul bilanciamento.
  • In caso di dubbio sulla compatibilità della detenzione con lo stato di salute, occorre favorire accertamenti sanitari aggiornati e motivazioni dettagliate prima di adottare misure più afflittive.

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