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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15843/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Carzo era imputato di aver stipulato, in concorso con Ascrizzi Ferdinando, un accordo elettorale politico-mafioso con il sindaco uscente Gioffrè Antonino per le elezioni comunali di Cosoleto: promessa di procurare voti mediante metodo mafioso in cambio della promessa di reperimento di posti di lavoro per Modafferi Annunziata e Casella Rita; in una seconda fase avrebbe cercato, tramite l'intermediario Ascrizzi, di impedire la candidatura e il voto a favore del nipote Giuseppe Casella in cambio delle medesime promesse di assunzione. La contestazione si fondava principalmente su intercettazioni telefoniche tra Carzo e i suoi familiari. La difesa ha contestato la valutazione probatoria sostenendo selezione delle intercettazioni, mancanza di indicazione di tempo/luogo/modo dell'accordo, assenza di prova che le richieste di assunzione fossero collegate a un patto elettorale e difetto dell'elemento soggettivo e del nesso con la posizione associativa del ricorrente.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo fondate entrambe le censure e riscontrando gravi carenze motivazionali e manifesti profili di illogicità nella valutazione delle intercettazioni da parte del Tribunale del riesame. La Corte ha rilevato che il provvedimento impugnato non ha chiarito tempo, luogo e modalità dell'ipotizzato accordo politico-mafioso, non ha confrontato adeguatamente le deduzioni difensive e ha compiuto inferenze congetturali sulle conversazioni del 2017. Pertanto l'ordinanza che confermava la custodia cautelare è stata annullata e la causa è stata rinviata al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo giudizio, affinché si rivaluti la gravità indiziaria superando i vuoti argomentativi individuati.

Norme richiamate

  • art. 416-ter cod. pen.

    La Corte richiede elementi probatori chiari e specifici (tempo, luogo, modalità, nesso con la posizione associativa) per ritenere sussistente lo scambio elettorale politico-mafioso; non è sufficiente la mera apparenza di influenza o generiche affermazioni sul potere di condizionare il voto

  • art. 416-bis cod. pen. (terzo comma)

    La valutazione della modalità di procacciamento dei voti mediante metodo mafioso richiede prova degli elementi tipici indicati dalla norma; il Tribunale non ha adeguatamente dimostrato l'esistenza di tali connotati nell'accordo contestato

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza al rinvio: la Corte annulla e rinvia per nuovo esame al Tribunale competente ai sensi della norma procedurale

Massime di principio

  • Per ritenere configurato lo scambio elettorale politico-mafioso è necessario che gli indizi individuino chiaramente tempo, luogo e modalità dell'accordo e il nesso con la posizione associativa dell'indagato; mere ipotesi o affermazioni generiche non sono sufficienti
  • Le intercettazioni devono essere valutate nel loro complesso e il giudice deve confrontarsi esplicitamente con le obiezioni difensive e con le conversazioni che possono fornire un diverso contesto interpretativo
  • La semplice promessa o successiva assegnazione di posti di lavoro non prova di per sé un patto elettorale mafioso: va dimostrato il collegamento causale e la funzione di procacciamento di voti attraverso il metodo mafioso
  • È necessario distinguere l'influenza familiare o locale sul voto dall'azione organizzata e funzionale di un'associazione di tipo mafioso; il ruolo e la posizione del soggetto nell'organizzazione sono elementi rilevanti
  • In caso di valutazioni indiziarie fragili o di motivazioni con lacune logiche, il provvedimento cautelare può essere annullato e la questione rimessa al giudice di merito per una nuova, motivata valutazione della gravità indiziaria

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