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Ordinanza

Ordinanza n. 1281/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento recante diniego del visto per motivi di studio, prot. n. 1185 del 14.11.2025, notificato in pari data; nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale.

Giustizia amministrativa202600696

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per motivi di studio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per motivi di studio, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare ha contestato il provvedimento e gli atti connessi, ma il testo non specifica analiticamente i singoli motivi di legittimità dedotti. Il diniego risultava fondato, secondo l'Ambasciata, sull'inaffidabilità delle informazioni rese dal richiedente in ordine alla sistemazione alloggiativa in Italia. Il TAR ha inoltre rilevato, senza definirla, una questione relativa all'ammissibilità del ricorso per la validità della procura, già oggetto di rilievo ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., da rinviare alla fase di merito.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A un sommario esame, proprio della fase cautelare, le doglianze non sono state ritenute assistite da adeguato fumus boni iuris, considerando la documentazione acquisita e le ragioni poste dall'Ambasciata a fondamento del diniego, relative all'affidabilità delle informazioni sulla sistemazione alloggiativa in Italia. Quanto al periculum in mora, il giudice ha osservato che il ricorrente può ripresentare l'istanza corredandola della documentazione necessaria, così da consentire al Consolato competente di verificare l'effettiva disponibilità di un alloggio per il periodo di studio. La questione sull'ammissibilità del ricorso in relazione alla validità della procura è stata riservata al merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda è stata respinta per difetto di adeguato fumus boni iuris, anche in considerazione della possibilità di ripresentare l'istanza con documentazione idonea.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Richiamato in relazione al rilievo sulla validità della procura e alla questione di ammissibilità del ricorso, riservata alla fase di merito.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il giudice amministrativo valuta le doglianze mediante un esame sommario e può negare la sospensione quando le ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato, supportate dalla documentazione in atti, escludano un adeguato fumus boni iuris.
  • In materia di diniego di visto per motivi di studio, l'inaffidabilità delle informazioni relative alla sistemazione alloggiativa in Italia può giustificare il rigetto della domanda cautelare, quando non risulti adeguatamente comprovata l'effettiva disponibilità dell'alloggio per il periodo di studio.
  • Il periculum in mora può essere ritenuto insussistente o non decisivo quando l'interessato conserva la possibilità di ripresentare l'istanza corredata dalla documentazione necessaria per consentire all'autorità consolare una nuova verifica dei presupposti del visto.
  • Una questione di ammissibilità relativa alla validità della procura, rilevata ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., può essere riservata alla fase di merito senza essere definita nell'ordinanza cautelare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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