Sentenza del 07/03/2019 n. 179 - Corte di Giustizia UE
La Corte si pronuncia sulla posizione di merci comunitarie relativamente alle procedure di immissione in libera pratica nel territorio doganale dell'Unione. Rinvio pregiudiziale - Unione doganale - Regolamento (CEE) n. 2913/92 - Articolo 37 - Codice doganale comunitario - Regolamento (CEE) n. 2454/93 - Articolo 313 - Posizione doganale delle merci - Presunzione del carattere comunitario delle merci.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la posizione doganale di merci ricevute e utilizzate in Portogallo, fornite e fatturate da società stabilite in paesi terzi, tra cui Ungheria, Polonia e Svizzera. La ricorrente sosteneva che le merci dovessero beneficiare della presunzione generale di carattere comunitario prevista dall'articolo 313, paragrafo 1, del regolamento n. 2454/93, anche in assenza di documenti comprovanti l'immissione in libera pratica. Le autorità doganali ritenevano invece che tali merci fossero state introdotte nel territorio doganale dell'Unione ai sensi dell'articolo 37 del codice doganale e rientrassero nell'eccezione prevista dall'articolo 313, paragrafo 2, lettera a). Poiché la società non aveva dimostrato che tutte le merci fossero state presentate in dogana, dichiarate e immesse in libera pratica, le autorità le considerarono merci non comunitarie, con conseguente nascita dell'obbligazione doganale e dell'IVA all'importazione.
La decisione
La Corte di giustizia ha stabilito che le merci fornite e fatturate da società di paesi terzi a una società stabilita nell'Unione devono essere considerate merci introdotte nel territorio doganale dell'Unione ai sensi dell'articolo 37 del codice doganale. Esse non beneficiano quindi automaticamente della presunzione di carattere comunitario prevista dall'articolo 313, paragrafo 1, del regolamento di applicazione. Per ottenere il riconoscimento della posizione comunitaria, l'importatore deve fornire la prova dell'avvenuta presentazione in dogana e dell'espletamento delle formalità necessarie, in particolare dell'immissione in libera pratica. In mancanza di tale prova, le autorità doganali possono qualificare le merci come non comunitarie e applicare l'articolo 202 del codice doganale, facendo sorgere l'obbligazione doganale all'importazione. La decisione non annulla direttamente l'atto nazionale, ma fornisce al giudice portoghese l'interpretazione vincolante per decidere la controversia. Le spese sono state rimesse al giudice nazionale.
Norme richiamate
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 4, punto 7
Merci comunitarie: le merci importate da paesi o territori che non fanno parte del territorio doganale della Comunità e immesse in libera pratica.
La qualifica di merce comunitaria per i prodotti provenienti da paesi terzi dipende, in particolare, dall'effettiva immissione in libera pratica.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 37
Le merci introdotte nel territorio doganale della Comunità sono sottoposte, fin dalla loro introduzione, a vigilanza doganale.
La vigilanza doganale opera dal momento dell'introduzione delle merci e permane finché non sia determinata la loro posizione doganale. L'obbligo si applica anche quando l'introduzione sia irregolare.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 38
Le merci introdotte nel territorio doganale della Comunità devono essere condotte senza indugio all'ufficio doganale designato o in altro luogo autorizzato.
La regolarità dell'introduzione richiede il rispetto delle formalità di conduzione delle merci verso un ufficio doganale o luogo autorizzato.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 40
Le merci ... devono essere presentate in dogana dalla persona che ha introdotto le merci nel territorio doganale della Comunità.
Tutte le merci provenienti dall'esterno devono essere presentate in dogana; il mancato adempimento può integrare un'introduzione irregolare.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 79
L'immissione in libera pratica attribuisce la posizione doganale di merce comunitaria ad una merce non comunitaria.
L'immissione in libera pratica è l'atto che attribuisce formalmente alle merci non comunitarie la posizione comunitaria, previa applicazione delle formalità e dei dazi dovuti.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, codice doganale comunitario, articolo 202
L'obbligazione doganale all'importazione sorge in seguito all'irregolare introduzione nel territorio doganale della Comunità.
L'introduzione senza rispetto degli obblighi doganali fa sorgere il debito doganale al momento dell'irregolarità.
Regolamento (CEE) n. 2454/93, articolo 313, paragrafi 1 e 2, lettera a)
Tutte le merci che si trovano sul territorio doganale della Comunità sono considerate merci comunitarie, tranne quando si accerti che non hanno posizione comunitaria. Non sono considerate merci comunitarie ... le merci introdotte nel territorio doganale della Comunità, di cui all'articolo 37 del codice.
La presunzione generale di carattere comunitario non si applica alle merci introdotte dall'esterno ai sensi dell'articolo 37, salvo che la posizione comunitaria sia debitamente provata.
Regolamento (CEE) n. 2454/93, articoli da 314 a 323
Prevedono i documenti e le modalità con cui può essere dimostrata la posizione comunitaria delle merci escluse dalla presunzione generale.
Regolamento (CEE) n. 2913/92, articoli 13, 14 e 16
Attribuiscono alle autorità doganali poteri di controllo e impongono alle persone interessate, compreso l'importatore che detiene le merci, di fornire documenti, informazioni e assistenza e di conservarli per il periodo previsto.
Massime di principio
- La mera detenzione di merci nel territorio dell'Unione, accompagnata da fatture di fornitori extra-UE, non dimostra il carattere unionale delle merci.
- La presunzione secondo cui le merci presenti nel territorio doganale sono comunitarie è una regola residuale e non opera per le merci introdotte dall'esterno, che rientrano nell'eccezione dell'articolo 313, paragrafo 2, lettera a).
- Per le merci provenienti da paesi terzi, l'importatore deve poter documentare la presentazione in dogana, la dichiarazione e l'immissione in libera pratica oppure un'altra valida prova della posizione doganale.
- L'assenza o l'insufficienza della documentazione può consentire all'amministrazione doganale di considerare le merci non comunitarie, senza che debba necessariamente dimostrare in positivo l'origine extra-UE o l'irregolarità concreta di ogni singolo passaggio.
- Le fatture commerciali provano l'acquisto e la provenienza dichiarata, ma normalmente non sostituiscono i documenti doganali necessari a provare l'immissione in libera pratica.
- Chi importa o detiene merci provenienti da paesi terzi deve conservare una tracciabilità documentale completa, perché l'onere di dimostrare la posizione comunitaria può gravare sull'operatore economico in sede di controllo.
- Se non sono state rispettate le formalità di introduzione, presentazione e dichiarazione, può sorgere un'obbligazione doganale all'importazione e, secondo il caso, anche un debito IVA.
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