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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36591/2025 del 10/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il G.i.p. aveva riconosciuto la continuazione tra reati già giudicati separatamente e aveva proceduto a nuova determinazione del trattamento sanzionatorio. Il ricorso deduceva: (i) errore nella individuazione della pena base, perché il G.i.p. avrebbe preso a riferimento la pena complessiva delle due sentenze anziché la più elevata pena determinata per il singolo reato più grave; (ii) illegittimità e carenza di motivazione nella quantificazione degli aumenti di pena, effettuata senza congrua e autonoma giustificazione per ciascun reato satellite.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato su entrambi i motivi. Ha richiamato il principio secondo cui, nella rideterminazione della pena per la continuazione (art. 81 cod. pen.) tra reati già parzialmente unificati in sede di cognizione, il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati, individuare il reato più grave sulla base della maggiore entità della pena concretamente già determinata per quel reato e poi applicare autonomi aumenti per ciascun reato satellite (compresi quelli già riuniti in continuazione). Ha inoltre affermato che ogni aumento deve essere calcolato distintamente e giustificato in modo congruo e autonomo. Poiché l'ordinanza impugnata non ha seguito tali criteri, è stata annullata e la causa è stata rinviata al G.i.p. del Tribunale di Napoli in diversa persona per rinnovata valutazione.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma rilevante per l'istanza volta al riconoscimento della continuazione in sede esecutiva e per la rideterminazione della pena conseguente; la Corte la richiama come quadro procedurale dell'intervento del giudice dell'esecuzione.

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina la continuazione tra reati; la Corte ne interpreta l'applicazione nella sede esecutiva disponendo che i reati devono essere scorporati e che la pena base sia individuata sulla più elevata pena concretamente determinata per il reato più grave, a cui poi si applicano aumenti per i satelliti.

  • Sez. 1, n. 17948 del 31/01/2024

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio che il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati e individuare la pena maggiore sulla base della pena concretamente determinata per ciascun reato.

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce l'obbligo di calcolare distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite e di fornire per ciascun aumento adeguata e autonoma motivazione.

  • Corte costituzionale, n. 183 del 2013

    Principio richiamato in materia di rinvio per nuovo giudizio: la decisione di rinviare 'in diversa persona fisica' per evitare pregiudizi derivanti da valutazioni già espresse.

Massime di principio

  • Nella rideterminazione della pena per continuazione tra reati già giudicati, il giudice dell'esecuzione deve 'scorporare' i singoli reati e non considerare in modo indistinto la pena complessiva delle sentenze.
  • La pena base deve corrispondere alla maggiore pena concretamente già determinata per il reato più grave, non alla sommatoria o alla pena complessiva dei titoli di condanna.
  • Gli aumenti di pena devono essere calcolati distintamente per ciascun reato satellite e ciascun aumento richiede una motivazione autonoma e congrua.
  • La mancata applicazione di queste regole di calcolo e motivazione comporta il vizio dell'ordinanza e l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
  • In sede esecutiva, è fondamentale documentare esplicitamente la metodologia di calcolo (scorporo, individuazione del reato principale, quantificazione e motivazione degli aumenti) per evitare impugnazioni vittoriose in cassazione.
  • Se viene disposto il rinvio, la corte può ordinare la riassegnazione del procedimento a giudice diverso per garantire imparzialità e corretto esame.

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