Cassazione Penale, Sentenza n. 37233/2024 del 10/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Firenze del 07/07/2022. Spinelli denuncia violazione di legge e difetto di prova del dolo nella condanna per reati di falsita' e la mancata motivazione rafforzata nel ribaltare l'assoluzione di primo grado. Maremmi lamenta di essere stato erroneamente ritenuto autore del progetto della vasca e responsabile come tecnico asseveratore, omessa motivazione sul concorso di persone, sul dolo, sul diniego dell'applicazione dell'art.131-bis c.p. e sul diniego delle generiche; contesta inoltre la valutazione delle prove a discarico. La Mura contesta la mancata valutazione della responsabilita' civile dopo aver dichiarato la prescrizione dei reati e l'omessa considerazione di un memorandum di intesa. Nocchi deduce travisamento delle prove e contesta la conferma della condanna al risarcimento dei danni.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha accolto il ricorso di Spinelli per carenza della motivazione rafforzata e insufficiente prova del dolo, ordinando l'annullamento della sentenza impugnata agli effetti penali nei suoi confronti con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Firenze. Ha altresi' accolto il ricorso di Maremmi con annullamento agli effetti penali e rinvio per nuovo esame, rilevando la carenza di motivazione e l'erronea qualificazione del ruolo (tecnico asseveratore vs autore del progetto) e l'omessa risposta su questioni decisive (art.131-bis, generiche). Per La Mura e Nocchi la Cassazione ha rilevato insufficiente e apodittica motivazione sulle statuizioni civili: ha annullato le statuizioni civili e ha rinviato la cognizione delle pretese risarcitorie al giudice civile competente in grado di appello. In sintesi: annullamento penale con rinvio per Spinelli e Maremmi; annullamento degli effetti civili e rinvio al giudice civile per La Mura e Nocchi.
Norme richiamate
Codice penale
art. 81, comma finale; art. 110; art. 481; art. 483
La Cassazione richiede prova del dolo per i reati di falsità (art. 481 e 483) e sottolinea l'inammissibilita' di ricostruire responsabilita' a titolo colposo per reati che richiedono dolo. L'art.81 e l'art.110 sono indicati in relazione alla condivisione della responsabilita' e al cumulo di fattispecie.
Legge n. 241 del 1990
Richiamate in relazione ai profili amministrativi e alla documentazione resa ai fini dei permessi e delle autorizzazioni; la vicenda amministrativa incide sulla valutazione della conformita' edilizia ma la prova penale del dolo resta necessaria.
Codice penale
La mancata considerazione della domanda di applicazione della causa di non punibilita' per particolare tenuita' del fatto (art.131-bis) costituisce motivo di censura quando la parte ne abbia fatto istanza e il giudice non dia risposta motivata.
Codice di procedura penale
La norma disciplina la rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Cassazione precisa che l'obbligo di motivazione rafforzata della Corte d'appello non e' condizionato alla rinnovazione dell'istruttoria, ma richiede una spiegazione specifica quando si rovescia la valutazione probatoria del primo grado.
Strumenti urbanistici comunali / legge regionale
art. 160, comma 5 Norme tecniche di attuazione del Regolamento urbanistico comunale; art. 140 legge regionale n. 1 del 2005
Il Tribunale aveva ritenuto illegittimo l'art.160, comma 5 perche' consentiva l'applicazione della disciplina precedente alla variante; e che non sussistevano i presupposti per gli accertamenti di conformita' ex art.140 LR 1/2005 quando manca la doppia conformita'. Queste valutazioni urbanistiche risultano rilevanti ma non sostituiscono la necessita' di prova del dolo penale.
Massime di principio
- La Corte d'appello che rovescia una pronuncia di assoluzione deve fornire una motivazione rafforzata: spiegare punto per punto perche' la valutazione del primo grado e' infondata e confutare i principali argomenti a discarico con argomentazioni persuasive e specifiche.
- Per reati di falsita' documentale (art.481 e 483 c.p.) e' indispensabile la prova del dolo generico; non e' sufficiente attribuire responsabilita' sulla base della sola firma o della circostanza formale se non emerge consapevolezza o volontarieta'.
- Quando un tecnico e' qualificato in atti processuali come asseveratore, la sua responsabilita' non puo' essere automaticamente trasformata in quella dell'autore del progetto senza chiara prova del ruolo fattuale svolto e del contributo intenzionale alla falsificazione.
- Se la corte penale dichiara l'intervenuta prescrizione per reati, ma conferma o dispone obblighi risarcitori civili, occorre motivazione adeguata e separata: in mancanza la statuizione civile puo' essere annullata e rimessa al giudice civile competente.
- La domanda di applicazione di istituti estintivi o di non punibilita' (es. art.131-bis) deve essere esaminata e motivata dal giudice; l'omessa risposta e' motivo di annullamento se la questione e' rilevante per la decisione.
- Nel valutare responsabilita' penale in vicende che intrecciano profili urbanistici e amministrativi, la mera illegittimita' di titoli amministrativi non e' automaticamente sufficiente a fondare il dolo penale: serve un nesso probatorio che dimostri la consapevolezza dell'autore rispetto all'illegittimita'.
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