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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5606/2023 del 09/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato su due motivi: I) censura della confisca di euro 1.560 ai sensi dell'art. 240-bis cod. pen., ritenuta sproporzionata rispetto al reddito del ricorrente e riconducibile a somme elargite dai genitori per spese quotidiane; II) vizio di motivazione e violazione di legge per difetto di prova della detenzione dell'eroina addebitata al ricorrente (si contestava che lo stupefacente non fosse di sua proprietà).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Quanto al primo motivo, la Corte ha ritenuto legittima la confisca della somma sequestrata, in quanto la Corte territoriale ha correttamente valutato la sproporzione fra la somma e lo stato di disoccupazione del prevenuto e l'assenza di giustificazioni circa la provenienza del denaro. Quanto al secondo motivo, la censura è stata considerata come una valutazione di merito inammissibile in questa sede: la Corte di appello aveva motivatamente ritenuto provata la detenzione in capo all'Hamdi in quanto lo stesso si era assunto la responsabilità dello stupefacente al momento dell'arresto, lo stupefacente era stato rinvenuto nel giardino di pertinenza della sua abitazione e l'ipotesi alternativa (appartenenza a terzi) era priva di riscontri probatori. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/90

    Riferimento alla fattispecie di illecita detenzione di sostanze stupefacenti (hashish ed eroina), contestata e ritenuta provata dalla Corte territoriale.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma richiamata in relazione alla confisca di somme ritenute di possibile illecito profitto: la Corte ha ritenuto legittima la confisca alla luce della sproporzione tra il denaro rinvenuto e la situazione economica/occupazionale del ricorrente e dell'assenza di giustificazione sulla provenienza.

  • Principio di non sindacabilità in Cassazione delle valutazioni di merito

    La Corte ha applicato il principio per cui la Corte di legittimità non può rimettere in discussione le valutazioni probatorie e di fatto svolte dai giudici di merito se adeguatamente motivate, prive di contraddizioni o manifeste illogicità.

Massime di principio

  • La confisca di somme di denaro può essere confermata quando emerge una disproporzione con il reddito o le condizioni di vita dell'imputato e quest'ultimo non giustifica adeguatamente la provenienza del denaro.
  • Una ammissione di responsabilità al momento dell'arresto costituisce elemento probatorio rilevante e può sostenere la responsabilità per detenzione di stupefacenti, specie se corroborata dal luogo del rinvenimento (es. pertinenza dell'abitazione).
  • Dichiarazioni successive incoerenti o illogiche del ricorrente non necessariamente scalfiscono la valutazione probatoria iniziale effettuata dai giudici di merito.
  • La Corte di cassazione non è sede per riesaminare i fatti o rimettere in discussione valutazioni di merito adeguatamente motivate: i motivi che in realtà sollecitano una nuova valutazione del materiale probatorio sono inammissibili.
  • Per contestare efficacemente una confisca basata su 'sproporzione' è necessario fornire elementi documentali o prove concrete sulla lecita provenienza delle somme sequestrate.
  • L'ipotesi alternativa che lo stupefacente appartenga a terzi deve essere supportata da elementi probatori concreti; la mera possibilità non è sufficiente a invertire la valutazione dei giudici di merito.

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