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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36246/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di beni sottoposti a sequestro preventivo. Il ricorrente deduceva che specifici beni (appezzamenti di terreno in Filadelfia e Francavilla Angitola, rapporti bancari presso Credem, un buono fruttifero postale) provenivano da atti leciti (acquisto da parte della madre, donazione da parte di uno zio, lascito del nonno) e che la consulenza di parte e la perizia producevano elementi idonei a dimostrare la lecita provenienza: il provvedimento impugnato, invece, non aveva motivato specificamente in ordine a tali deduzioni e documenti

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato il provvedimento impugnato, disponendo il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro, sezione del riesame, in diversa composizione. La Corte ha censurato l'omessa e insufficiente motivazione del giudice di merito sulle specifiche allegazioni difensive riguardanti la provenienza lecita dei singoli beni e ha richiamato il principio secondo cui, pur sussistendo una presunzione iuris tantum di illecita accumulazione derivante dalla sproporzione tra patrimonio e redditi in base alla normativa sulla confisca funzionale (art. 240-bis), l'interessato può disarticolare tale presunzione con allegazioni e prove specifiche, cui deve seguire un'onere di verifica motivata da parte del giudice

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso al Tribunale del riesame avverso i provvedimenti cautelari; qui indicata come titolo dell'impugnazione al riesame

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato nell'ambito delle censure di violazione di legge relative alla fase cautelare; riguarda i provvedimenti del giudice per le indagini preliminari

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme processuali di riferimento per le impugnazioni e la motivazione dei provvedimenti; implicito richiamo al corretto esercizio delle forme di impugnazione

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai mezzi di impugnazione e alla necessità di adeguata motivazione dei provvedimenti giudiziari

  • art. 240 cod. pen.

    Norma della materia della confisca; richiamata nel contesto della disciplina più ampia sulla confisca e sugli strumenti sanzionatori patrimoniali

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina la confisca per sproporzione (ex art. 12-sexies d.l. n.306/1992): dalla sproporzione tra redditi e patrimonio può derivare una presunzione iuris tantum di illecita accumulazione, ma il soggetto interessato può fornire specifiche allegazioni e prove per dimostrare la lecita provenienza di beni

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992 n. 306 (oggi art. 240-bis cod. pen.)

    Richiamato come fonte storica della confisca per sproporzione; la Corte ne riprende il principio secondo cui la sproporzione giustifica una presunzione iuris tantum ma consente comunque la prova contraria mediante allegazioni specifiche

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti di contenuto del motivo di ricorso ammesso davanti alla Corte (limiti di specificazione del motivo)

  • art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione ai vizi di motivazione e di legge dedotti nel ricorso per cassazione; concernono i profili di vizio motivazionale e di violazione di norme processuali

Massime di principio

  • Quando il sequestro è effettuato in funzione di una futura confisca per sproporzione (art. 240-bis), la sproporzione accertata costituisce una presunzione iuris tantum di illecita accumulazione: tuttavia tale presunzione può essere efficacemente contrastata da allegazioni e prove specifiche sulla lecita provenienza dei singoli beni
  • Il ricorrente deve formulare deduzioni precise e documentate (atti di acquisto, donazioni, lasciti, documentazione bancaria) riguardo alla provenienza lecita di ciascun bene; più specifiche sono le allegazioni, più penetrante sarà l'onere di verifica motivata per il giudice
  • Il giudice che conferma il sequestro deve motivare espressamente e specificamente il rigetto delle singole allegazioni difensive: la mera affermazione di una sproporzione generale o il richiamo a indici investigativi non è sufficiente se non si risponde ai documenti e alle argomentazioni specifiche presentate
  • L'omessa o carente motivazione in ordine a deduzioni specifiche del difensore integra vizio che può determinare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame
  • In casi di commistione tra risorse lecite e illecite, la valutazione deve essere assetata sul singolo bene e sull'effettiva prova della provenienza, con onere motivazionale per il giudice proporzionato alla specificità delle allegazioni difensive

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