Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35687/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che ha dichiarato estinto per prescrizione il reato a lui ascritto ma, per il resto, ha confermato la condanna di primo grado per bancarotta (riqualificata in parte) relativa a prelievi/resti­tuzioni ai soci. L'unico motivo sviluppato in Cassazione censura la mancata e difettosa valutazione della natura delle somme prelevate (se versamenti in conto capitale o finanziamenti postergati), richiamando la CTU acquisita nel giudizio civile e il rigetto del sequestro conservativo; deduce inoltre l'esistenza di un giudicato assolutorio formato a favore di altri soci e la mancata valutazione del dolo specifico richiesto per la bancarotta preferenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Il Collegio ha richiamato e confermato i principi distintivi tra versamenti in conto capitale e finanziamenti a titolo di mutuo, sottolineando che la qualificazione dipende dalla volontà negoziale e dalla concreta attuazione (contabilità, delibere, comportamento delle parti). Ha ritenuto che nel caso concreto sussistessero evidenze di squilibrio finanziario della società e documentazione (delibera assembleare, contabilità, voce "anticipazione soci e finanziamenti postergati" e parere del collegio sindacale) che giustificassero la qualificazione dei rimborsi come finanziamenti postergati ai sensi dell'art.2467 c.c.; tale qualificazione integra la violazione della par condicio creditorum e legittima la configurazione della bancarotta preferenziale con dolo in re ipsa dell'amministratore accentratore. Ha inoltre ritenuto irrilevanti, ai fini penali, provvedimenti interinali (sequestro) e non vincolanti le risultanze favorevoli del CTU civile, quand'anche acquisite. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna alle spese e l'obbligo di versamento in favore della Cassa delle Ammende di euro 3.000.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama il limite di rilievo e sviluppo dei motivi di ricorso in Cassazione rispetto ai motivi di appello; la Corte ha ritenuto il motivo in Cassazione generico e non adeguatamente svolto in appello.

  • art. 234 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'acquisizione di consulenze tecniche d'ufficio; la Corte ha rilevato che l'acquisizione della CTU civile non vincola il giudice penale e che la sentenza d'appello ha motivatamente rifiutato di condividerne le conclusioni.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come regola di coordinamento tra processi civile e penale; la Corte ha ritenuto irrilevante l'asserita violazione in quanto la pronuncia civile non era definitiva e il giudice penale ha motivato le ragioni del non accoglimento delle risultanze civili.

  • art. 2467 cod. civ.

    Norma chiave: disciplina la postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci effettuati in situazioni che avrebbero richiesto conferimenti. La Corte l'ha applicata estensivamente per qualificare i rimborsi ai soci come postergati quando sussisteva squilibrio finanziario della società, con conseguente irripetibilità dei versamenti fino al soddisfacimento degli altri creditori; tale qualificazione ha alimentato la configurabilità della bancarotta preferenziale.

  • art. 2647 cod. civ.

    Citato nella motivazione come riferimento alla disciplina sulle restituzioni e postergazione (il testo della sentenza usa anche art.2467 come norma centrale); la Corte si è comunque incentrata sull'applicazione del principio di postergazione previsto dalla disciplina sui finanziamenti dei soci.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna alle spese e ad un contributo alla Cassa delle Ammende nel processo di legittimità; applicata per l'onere di versamento di euro 3.000 a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Distinguere sempre fra versamenti in conto capitale (apporti assimilabili a capitale di rischio, non esigibili durante la vita sociale) e finanziamenti a titolo di mutuo (crediti esigibili): la qualificazione dipende dalla volontà negoziale, dalle delibere sociali, dalla contabilizzazione e dalla concreta attuazione.
  • Quando la società è in squilibrio finanziario o in una situazione che avrebbe reso ragionevole un aumento di capitale, i versamenti dei soci possono essere presunti postergati ai sensi dell'art.2467 c.c.; tale presunzione incide sulla valutazione penale dei prelievi/rimborsi ai soci.
  • Le risultanze del giudizio civile (CTU, provvedimenti interinali) non sono vincolanti per il giudice penale: il giudice penale deve valutare autonomamente la prova e motivare il non seguito delle risultanze civili.
  • Ai fini della bancarotta preferenziale è richiesto il dolo specifico di avvantaggiare il creditore soddisfatto accettando il pregiudizio per gli altri creditori; tuttavia, quando l'amministratore provvede a pagamenti che favoriscono i soci/partecipanti in un contesto di crisi societaria, il dolo può ritenersi sussistente in re ipsa, soprattutto se l'amministratore ha ruolo decisionale centrale.
  • In Cassazione i motivi generici o non adeguatamente sviluppati in sede di appello sono inammissibili: è essenziale che le censure siano specifiche e già oggetto di adeguata deduzione in grado d'appello.
  • I provvedimenti cautelari interinali (es. rigetto o concessione di sequestro conservativo) hanno natura provvisoria e non vincolano la valutazione penale definitiva.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.