Decreto ministeriale n. 73 del 02/04/2025
Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con cui è stato istituito il Reparto Operativo Laghi della Guardia Costiera.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto istituisce presso Milano il Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera, quale articolazione di coordinamento SAR per i laghi di Garda, Maggiore e Como, dipendente dal Direttore marittimo della Liguria. Contestualmente rende parte integrante il Piano S.A.R. "laghi maggiori", che disciplina organizzazione, fasi di emergenza, situazioni operative, coordinamento in zona, comunicazioni, rapporti con altri organi e esercitazioni. Il modello è impostato su tre livelli di coordinamento, con possibilità di passaggio tra U.C.G., R.O.L.-GUAR.COST. e I.M.R.C.C., e prevede neutralità finanziaria e abrogazione delle precedenti disposizioni organizzative sui presìdi lacuali.
istituzione del Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera e approvazione del Piano S.A.R. "laghi maggiori"
Istituzione del Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera e Piano S.A.R. "laghi maggiori"
Il decreto istituisce un assetto unitario per la ricerca e soccorso sui laghi di Garda, Maggiore e Como, accentrando il coordinamento presso il Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera con sede a Milano e dipendenza funzionale dal Direttore marittimo della Liguria. Il provvedimento attua il quadro normativo richiamato in premessa, in particolare il D.Lgs. n. 300/1999, il D.P.R. n. 662/1994, il DPCM n. 186/2023, il D.Lgs. n. 66/2010, il D.Lgs. n. 171/2005 e il Piano nazionale SAR approvato con D.M. n. 45/2021.
Base normativa e finalità
Il decreto muove dalla competenza del MIT in materia di navigazione, sicurezza della navigazione e trasporto nelle acque interne, e dalla specifica attribuzione al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera delle funzioni SAR sui laghi ove sia istituito un presidio. La finalità dichiarata è quella di disciplinare in modo unitario e coerente i presìdi lacuali, in risposta alle esigenze di sicurezza manifestate dalle comunità dei laghi maggiori, predisponendo un sistema integrato di coordinamento delle attività di soccorso, ricerca e salvataggio.
Istituzione e competenze del R.O.L.-GUAR.COST.
L'articolo 1 istituisce il "Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera" presso Milano. L'unità opera come Lake Rescue Sub Center (LRSC), coordinando le attività SAR dei nuclei lacuali del Corpo sui tre laghi interessati. Il Reparto esercita altresì il coordinamento delle attività di polizia di sicurezza della navigazione e dei controlli sulla sicurezza della navigazione da diporto, oltre a ogni altra funzione attribuita al Corpo dalla normativa vigente.
L'articolo 2 indica le tre articolazioni dipendenti:
- 1° Nucleo Guardia Costiera Lago di Garda;
- 2° Nucleo Guardia Costiera Lago Maggiore;
- 3° Nucleo Guardia Costiera Lago di Como.
La dotazione organica, le posizioni tabellari, le sedi operative, le unità e i mezzi assegnati sono demandati a un provvedimento del Comandante generale, entro le risorse già assegnate.
Coordinamento in prima situazione operativa
L'articolo 3 attribuisce al Direttore marittimo della Liguria il compito di designare la Sala Operativa che svolge la funzione di coordinamento in prima situazione operativa, cioè di Unità Costiera di Guardia (UCG). Il sistema è dunque costruito in modo graduale: il primo livello interviene sul posto, il secondo livello è il R.O.L.-GUAR.COST., il terzo è l'I.M.R.C.C.
Abrogazioni e neutralità finanziaria
L'articolo 4 dispone l'abrogazione, dalla data del decreto, di tutte le precedenti disposizioni relative all'organizzazione dei presìdi della Guardia Costiera sui laghi. È inoltre ribadito il principio di invarianza finanziaria: nessun nuovo o maggiore onere deve gravare sulla finanza pubblica e i compiti devono essere assolti con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.
Struttura del Piano S.A.R. "laghi maggiori"
Il Piano S.A.R. allegato è parte integrante del decreto ed è organizzato in capitoli dedicati a generalità, autorità coordinatrici e situazioni operative, fasi di emergenza, coordinamento in zona, compiti degli altri organi, comunicazioni, rapporti con gli organi di informazione ed esercitazioni. Il piano distingue tra una parte generale, costantemente aggiornata dal M.R.C.C., e una parte locale, contenente le risorse e i collegamenti operativi, curata dal L.R.S.C. di riferimento, cioè il R.O.L.-GUAR.COST. di Milano. È vietata la diffusione dei dati aggregati sulla consistenza e capacità operativa dei mezzi riportati nella seconda parte del piano.
Definizioni e riferimenti operativi
Il piano contiene un ampio glossario, che chiarisce i concetti di ricerca, soccorso, servizio SAR, area di ricerca e soccorso, centro di coordinamento, centro secondario, mezzo SAR, unità SAR, posto di allarme, fasi di emergenza, luogo sicuro di sbarco, IMRCC, LRSC, UCG, OSC, MRO e altre nozioni operative. Le definizioni servono a uniformare l'impiego della terminologia e a delimitare con precisione ruoli e responsabilità.
Fasi di emergenza e obbligo di soccorso
Il piano conferma che l'obbligo giuridico di soccorso si applica anche alle operazioni sui laghi maggiori e che la sua omissione ingiustificata costituisce reato. Il soccorso d'ufficio è qualificato come soccorso obbligatorio, coordinato dalla Guardia Costiera, che può impiegare mezzi SAR, mezzi privati ex art. 70 Codice della navigazione e ogni altra risorsa pubblica o privata utile. L'obiettivo primario è la salvezza della vita umana; il recupero del mezzo è considerato solo se essenziale per la salvaguardia della vita.
Situazioni operative: UCG, LRSC e IMRCC
Il sistema prevede tre situazioni operative:
- 1ª situazione operativa: l'UCG, delegata dal Direttore marittimo della Liguria, coordina e dirige il soccorso con i mezzi propri e con quelli disponibili sul posto, mantenendo informato il LRSC.
- 2ª situazione operativa: il LRSC/R.O.L.-GUAR.COST. assume il coordinamento diretto, in particolare quando le condizioni meteo sono avverse, le risorse dell'UCG sono inadeguate o intervengono mezzi aerei.
- 3ª situazione operativa: l'IMRCC coordina direttamente il soccorso nei casi di disastro di notevoli proporzioni, sconfinamento o valutazioni contingenti che lo rendano opportuno.
Il piano disciplina anche i casi di passaggio tra le situazioni, la cessazione dell'emergenza e l'uso di messaggi formalizzati per ogni cambio di assetto.
Ambito territoriale e mezzi impiegabili
Le aree di responsabilità coincidono con:
- l'intero bacino morfologico del Lago di Garda;
- l'intero bacino del Lago di Como, esclusi i laghi di Garlate e Mezzola;
- il bacino italiano del Lago Maggiore, escluso lo specchio acqueo svizzero.
I mezzi impiegabili sono distinti in mezzi specializzati, nella disponibilità immediata della Guardia Costiera, e mezzi concorrenti, appartenenti ad altre amministrazioni, navi presenti, mezzi di altri Stati, unità del soccorso sanitario, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa, della Protezione civile e altre risorse dotate delle necessarie abilitazioni.
Comunicazioni e messaggistica
Il capitolo dedicato alle comunicazioni stabilisce l'uso di sistemi radio, telefonici, internet e segnali ottici, con frequenze riservate al traffico di soccorso. Il piano disciplina i segnali MAYDAY, PAN PAN e SECURITE, nonché i dispositivi automatici EPIRB, ELT, PLB, AIS-SART, AIS-MOB ed EPIRB-AIS. La messaggistica standard comprende:
- SITREP;
- richiesta mezzi;
- SAR OPORD;
- MISREP;
- SAR COORD;
- SAR COORD REQUEST;
- Search Action Plan.
Viene ribadito che la compilazione dei messaggi non deve mai causare ritardi nelle operazioni e che le comunicazioni devono essere chiare, concise, precise, pertinenti e correttamente indirizzate.
Rapporti con altri organi e unità straniere
Il piano attribuisce compiti di concorso a Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, altre amministrazioni e, in casi di urgenza, a unità aeronavali straniere. Per il Lago Maggiore è prevista l'interlocuzione con l'autorità coordinatrice adiacente e, in particolare, con l'R.C.C. svizzero per le attività che possono interessare le acque di competenza elvetica. È inoltre previsto il coinvolgimento dell'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri in caso di carenza di assistenza all'estero.
Rapporti con gli organi di informazione
Il piano dedica una sezione alla comunicazione istituzionale in emergenza, imponendo che le informazioni siano diffuse in modo unitario, ufficiale, non enfatico e rispettoso della privacy. Le dichiarazioni devono provenire dai soggetti individuati dalla catena gerarchica nelle diverse situazioni operative e devono essere tempestive, regolari, concise e realistiche.
Esercitazioni
L'ultimo capitolo disciplina le esercitazioni, affidandole all'Organizzazione S.A.R. dei laghi maggiori per verificare prontezza operativa, attuazione delle procedure, tempestività degli interventi e funzionamento delle telecomunicazioni. L'IMRCC emana una direttiva annuale, il LRSC organizza esercitazioni complesse nelle proprie aree e sono possibili esercitazioni non programmate per migliorare il livello addestrativo.
Allegati operativi
Sono allegati modelli standard di messaggi e questionari operativi per la raccolta delle informazioni iniziali, la richiesta di mezzi aeronavali, il SAR OPORD, il MISREP, il SAR COORD, il SAR COORD REQUEST e il Search Action Plan di matrice IAMSAR. Tali modelli sono funzionali a garantire uniformità, tracciabilità e tempestività nella gestione del soccorso sui laghi maggiori.
Punti principali
Istituzione del Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera
Viene istituita presso Milano l'unità denominata "Reparto Operativo Laghi - Guardia Costiera" (R.O.L.-GUAR.COST.), con dipendenza dal Direttore marittimo della Liguria. Il Reparto esercita la funzione di coordinamento, in seconda situazione operativa, delle attività SAR svolte dai nuclei del Corpo sui laghi di Garda, Maggiore e Como, nonché il coordinamento delle attività di polizia di sicurezza della navigazione e dei controlli sulla nautica da diporto.
Articolazione territoriale dei nuclei lago
Dal R.O.L.-GUAR.COST. dipendono tre nuclei: 1° Nucleo Lago di Garda, 2° Nucleo Lago Maggiore e 3° Nucleo Lago di Como. La dotazione organica, le sedi operative, le unità e i mezzi sono demandati a successivo provvedimento del Comandante generale, entro le risorse già assegnate.
Adozione del Piano S.A.R. "laghi maggiori"
Il piano costituisce il documento univoco di coordinamento delle attività di soccorso sui laghi maggiori, attuando le previsioni dell'art. 14, comma 1, lett. a), del DPCM n. 186/2023 e dell'art. 134 del Codice dell'ordinamento militare, oltre ai riferimenti della Convenzione SAR 1979 e del suo regolamento di attuazione.
Sistema di coordinamento e situazioni operative
Il piano individua tre livelli di coordinamento: 1ª situazione operativa con U.C.G. delegata dal Direttore marittimo della Liguria; 2ª situazione operativa con coordinamento diretto del R.O.L.-GUAR.COST.; 3ª situazione operativa con coordinamento diretto dell'I.M.R.C.C.. I passaggi tra livelli sono formalizzati con specifici messaggi di coordinamento.
Fasi di emergenza e procedure SAR
Sono disciplinate le fasi di INCERFA, ALERFA e DETRESFA, con obbligo di immediata raccolta informazioni, allertamento dei mezzi, definizione delle aree di ricerca, designazione dell'O.S.C. e attivazione delle operazioni di soccorso nella fase di pericolo. La messaggistica deve essere tempestiva e non può ritardare le operazioni.
Comunicazioni, modulistica e rapporti con altri enti
Il piano regola canali radio, telefonici, internet e segnali di soccorso, nonché i messaggi standardizzati (SITREP, richiesta mezzi, SAR OPORD, MISREP, SAR COORD, SAR COORD REQUEST e Search Action Plan). Sono previsti compiti di concorso per Vigili del Fuoco, Forze di polizia, altre amministrazioni e, in casi urgenti, unità straniere, incluse quelle svizzere per il Lago Maggiore.
Neutralità finanziaria e abrogazioni
Il decreto dichiara l'abrogazione di tutte le precedenti disposizioni inerenti all'organizzazione dei presìdi della Guardia Costiera sui laghi e precisa che dall'attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, dovendosi operare con le risorse disponibili a legislazione vigente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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