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Sentenza

Sentenza n. 987/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento quanto ad entrambi i ricorsi RR.GG. n. 964 del 2024 e n. 970 del 2024: del provvedimento del Ministero dell’Interno Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile della Liguria 18.10.2023, n. 20894, recante il nulla osta condizionato di fattibilità ai sensi dell’art. 17 del d. lgs. 26/06/2015, n. 105 (Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose), rilasciato su istanza della società controinteressata Superba s.r.l. per la realizzazione di un nuovo deposito di prodotti chimici e petrolchimici a Ponte Somalia nel Porto di Genova.

Giustizia amministrativa202400964

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nulla osta condizionato di fattibilità del Ministero dell'Interno, adottato ai sensi dell'art. 17 d.lgs. 105/2015, per la realizzazione di un nuovo deposito di prodotti chimici e petrolchimici presso Ponte Somalia nel Porto di Genova

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società ricorrenti hanno impugnato il nulla osta condizionato di fattibilità e gli atti istruttori relativi al progetto di delocalizzazione dei depositi costieri di prodotti chimici della società Superba dalle aree di Genova Multedo all'area portuale di Ponte Somalia. I ricorsi contestavano l'atto nell'ambito della più ampia vicenda pianificatoria e autorizzatoria relativa alla localizzazione del nuovo impianto. Il Ministero dell'Interno e Superba hanno eccepito la tardività e l'inammissibilità dei ricorsi per difetto di interesse, sostenendo che il nulla osta fosse un atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività. Nel corso del giudizio, tuttavia, le precedenti sentenze del TAR Liguria nn. 328 e 329 del 2024, relative agli atti urbanistici e pianificatori presupposti alla delocalizzazione, sono state integralmente confermate dal Consiglio di Stato con le sentenze nn. 2323 e 2325 del 2026. Le ricorrenti hanno quindi rappresentato che il definitivo venir meno della cornice pianificatoria a monte rendeva priva di utilità una pronuncia sulla legittimità del nulla osta e determinava la sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha riunito i ricorsi per connessione oggettiva e, prendendo atto del definitivo travolgimento della cornice pianificatoria presupposta al nulla osta, li ha dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse. Secondo il giudice, una decisione di merito sul nulla osta non avrebbe più prodotto alcun effetto favorevole giuridicamente apprezzabile per le ricorrenti. Ai fini della soccombenza virtuale, il TAR ha comunque rilevato che il nulla osta di fattibilità costituisce un atto endoprocedimentale privo di immediata e definitiva lesività: dopo il suo rilascio, il gestore deve trasmettere il rapporto definitivo di sicurezza e il Comitato Tecnico Regionale deve esprimere il parere tecnico conclusivo, potendo imporre prescrizioni integrative o vietare l'inizio dell'attività. La questione della tardività è stata ritenuta non necessaria ai fini della decisione. Le ricorrenti sono state condannate alle spese, liquidate in euro 2.000,00 ciascuna per ogni parte vittoriosa, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 17 d.lgs. 105/2015

    a seguito del rilascio del nulla osta di fattibilità, eventualmente condizionato, “il gestore trasmette al CTR il rapporto definitivo di sicurezza relativo al progetto particolareggiato” e “Il Comitato, esaminato il rapporto definitivo di sicurezza, esprime il parere tecnico conclusivo entro il termine di quattro mesi dal ricevimento del rapporto di sicurezza, comprensivo dei necessari sopralluoghi. Nell'atto che conclude l'istruttoria sono indicate le valutazioni tecniche finali, le eventuali prescrizioni integrative e, qualora le misure che il gestore intende adottare per la prevenzione e per la limitazione delle conseguenze di incidenti rilevanti risultino nettamente inadeguate ovvero non siano state fornite le informazioni richieste, è disposto il divieto di inizio di attività”

    Il nulla osta di fattibilità è un atto endoprocedimentale, privo di immediata e definitiva lesività, perché il procedimento prosegue con l'esame del rapporto definitivo di sicurezza e con l'adozione del parere tecnico conclusivo, nel quale possono essere imposte prescrizioni o disposto il divieto di inizio dell'attività.

  • art. 5, comma 4, l. 84/1994

    È richiamato nel precedente giudizio quale disposizione che imponeva, per la localizzazione del nuovo impianto petrolchimico, il ricorso a una variante sostanziale al piano regolatore portuale anziché a un mero adeguamento tecnico-funzionale.

Massime di principio

  • Il nulla osta di fattibilità previsto dall'art. 17 d.lgs. 105/2015 ha natura endoprocedimentale e, in quanto tale, non è immediatamente e definitivamente lesivo: la sua impugnazione non è sorretta da un interesse attuale quando l'atto conclusivo del procedimento può ancora introdurre prescrizioni, formulare valutazioni tecniche definitive o vietare l'inizio dell'attività.
  • La sopravvenuta caducazione o il definitivo venir meno degli atti pianificatori e autorizzatori presupposti può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione di un atto collegato, quando una pronuncia di merito non sia più idonea a produrre alcuna utilità giuridicamente apprezzabile per il ricorrente.
  • Quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può regolare le spese sulla base della soccombenza virtuale, valutando quale sarebbe stato l'esito della controversia ove il giudizio fosse proseguito.

Come è indicizzato

MaterieAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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