Provvedimento AGCM C12668 n. 31334 del 24/09/2024
DIGITAL VALUE/ITALTEL
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha esaminato l’acquisizione da parte di Digital Value S.p.A. dell’intero capitale di Italtel S.p.A., operazione qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990 e soggetta a notifica ex art. 16. L’Autorità ha ritenuto che l’operazione riguardi il mercato dei servizi IT, con possibili segmenti per funzionalità e per settore industriale, ma ha riscontrato sovrapposizioni orizzontali marginali e un contesto concorrenziale frammentato. È stato quindi deliberato di non avviare l’istruttoria, non ravvisandosi ostacoli significativi alla concorrenza né costituzione/rafforzamento di posizione dominante.
Digital Value / Italtel: acquisizione del controllo esclusivo – autorizzazione senza condizioni, senza avvio di istruttoria
Digital Value / Italtel: acquisizione del controllo esclusivo
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato l’acquisizione, da parte di Digital Value S.p.A., dell’intero capitale sociale di Italtel S.p.A. L’operazione determina il passaggio di Italtel sotto il controllo esclusivo di Digital Value ed è stata notificata ai sensi dell’art. 16 L. 287/1990.
Le parti e l’operazione
Digital Value è una società italiana attiva nelle infrastrutture ICT e nella fornitura di soluzioni e servizi IT per clienti nei settori telecomunicazioni, manifatturiero, energia, utilities e pubblica amministrazione. Italtel è una società italiana specializzata nella progettazione, sviluppo e realizzazione di soluzioni tecnologiche per grandi aziende e amministrazioni pubbliche, con offerta rivolta a telco, media e tower company, PA, banking & insurance, energy & utilities, healthcare e manufacturing.
L’operazione consiste nella compravendita della totalità delle azioni di Italtel da parte di Digital Value dai venditori Nextalia SGR S.p.A. e Clessidra Capital Crediti SGR S.p.A. A esito del closing, Italtel sarà integralmente controllata da DV e integrata nel relativo gruppo. Il provvedimento segnala altresì che non risultano pattuite clausole di non concorrenza o non sollecitazione rilevanti ai fini della valutazione.
Qualificazione giuridica e profili procedurali
L’AGCM ha qualificato l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, in quanto comporta l’acquisizione del controllo di un’impresa. L’operazione non rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento (CE) n. 139/2004 e resta quindi soggetta alla disciplina nazionale.
Il provvedimento richiama le soglie dell’art. 16, comma 1, L. 287/1990, rilevando che il fatturato totale realizzato nell’ultimo esercizio a livello nazionale dall’insieme delle imprese interessate supera 567 milioni di euro e che almeno due delle imprese interessate superano, individualmente, i 35 milioni di euro. Ne consegue l’obbligo di notifica preventiva.
Mercato rilevante del prodotto
L’Autorità ha individuato come mercato interessato quello dei servizi di information technologies (IT). In linea con la prassi europea e nazionale, ha osservato che tale mercato può essere segmentato sia in base alla funzionalità del servizio sia in base al settore industriale servito.
Sotto il profilo funzionale, sono stati richiamati i seguenti segmenti:
- consulenza;
- implementazione di applicazioni e servizi gestiti;
- implementazione di infrastrutture e servizi gestiti;
- servizi per i processi aziendali;
- infrastruttura come servizio;
- assistenza hardware.
Sotto il profilo settoriale, il provvedimento menziona i segmenti bancario e titoli di credito, comunicativo, media, istruzione, servizi sanitari, governativo, assicurativo, industria manifatturiera e risorse naturali, vendita al dettaglio, trasporti, servizio pubblico e commercio all’ingrosso.
L’istruttoria di mercato non è stata spinta fino a una definizione più stringente, perché l’operazione non pone criticità concorrenziali nemmeno assumendo segmentazioni più ristrette.
Mercato geografico
Il mercato dei servizi IT è stato considerato, in via conservativa, di dimensione nazionale. L’AGCM richiama infatti i propri precedenti che valorizzano l’omogeneità delle condizioni concorrenziali sul territorio italiano e l’assenza di significative importazioni di servizi IT, pur a fronte di una crescente internazionalizzazione di domanda e offerta.
Anche la definizione geografica è stata comunque lasciata aperta ai fini della decisione, poiché non sono emerse criticità neppure circoscrivendo l’analisi al solo ambito nazionale.
Valutazione degli effetti concorrenziali
L’operazione genera una sovrapposizione orizzontale tra le attività delle parti nel mercato nazionale dei servizi IT. Nel 2023, Italtel deteneva una quota inferiore all’1%, mentre Digital Value era attiva con una quota del 15%. La quota post-merger risulta pertanto pari al 15%.
Anche ipotizzando un mercato più ristretto, l’Autorità ha riscontrato effetti contenuti:
- nel segmento implementazione di applicazioni e servizi gestiti, Italtel ha una quota del 1-5% e DV del 5-10%, con quota congiunta post-merger del 5-10%;
- nel segmento implementazione di infrastrutture e servizi gestiti, Italtel ha una quota del 1-5% e DV del 5-10%, con quota post-merger del 5-10%.
Se si considerano i segmenti settoriali con le maggiori sovrapposizioni, DV presenta quote del 1-10% nel settore telecomunicazioni e media e del 1-10% nella pubblica amministrazione. Per Italtel non erano disponibili dati analoghi, ma la sua presenza complessivamente marginale e le quote contenute di DV inducono l’Autorità a escludere effetti apprezzabili sulla struttura concorrenziale.
Struttura del mercato e assenza di criticità
Il provvedimento sottolinea che il mercato nazionale dei servizi IT è particolarmente frammentato e caratterizzato dalla presenza di operatori qualificati quali IBM, Lutech, Maticmind e TIM, attivi anche nei segmenti telecomunicazioni e media e pubblica amministrazione. Alla luce di tale contesto, le sovrapposizioni tra le parti sono considerate trascurabili.
L’AGCM esclude dunque che l’operazione sia idonea a produrre effetti orizzontali significativi o a rafforzare una posizione di mercato tale da incidere negativamente sulla concorrenza.
Esito del procedimento
In applicazione dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990, l’Autorità ha ritenuto che l’operazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nel mercato interessato e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante.
È stato quindi deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, L. 287/1990. Il provvedimento costituisce, in sostanza, un’autorizzazione senza condizioni, con comunicazione alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
Punti principali
Parti e operazione
Digital Value, attiva nelle infrastrutture ICT e nei servizi IT per clienti privati e pubblici, acquisisce l’intero capitale sociale di Italtel, società specializzata in soluzioni tecnologiche per grandi aziende e pubbliche amministrazioni. L’operazione comporta il passaggio al controllo esclusivo di Italtel da parte di DV, mediante compravendita delle azioni detenute da Nextalia SGR e Clessidra.
Qualificazione giuridica e soglie
L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990. Non ricorrendo le condizioni di applicabilità del Regolamento (CE) n. 139/2004, la concentrazione è stata ritenuta soggetta alla disciplina nazionale e alla notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo nazionale dell’insieme delle imprese interessate supera 567 milioni di euro e quello di almeno due imprese supera 35 milioni di euro.
Mercato rilevante e segmentazione
L’Autorità ha indicato come mercato interessato quello dei servizi di information technologies (IT). Richiamando la propria prassi e quella della Commissione europea, ha rilevato una possibile segmentazione per funzionalità del servizio e per settore industriale. Tra i segmenti funzionali menzionati vi sono, in particolare, implementazione di applicazioni e servizi gestiti e implementazione di infrastrutture e servizi gestiti; tra i segmenti settoriali, telecomunicazioni/media e pubblica amministrazione risultano quelli con le principali sovrapposizioni.
Valutazione concorrenziale
Sul mercato nazionale dei servizi IT, la Target detiene una quota inferiore all’1% e DV una quota del 15%, con quota congiunta post-merger del 15%. Anche assumendo segmenti più ristretti, le quote restano contenute: nel segmento implementazione di applicazioni e servizi gestiti la quota post-merger è del 5-10%, mentre nel segmento implementazione di infrastrutture e servizi gestiti è anch’essa del 5-10%. Nei segmenti settoriali telecomunicazioni/media e pubblica amministrazione, le quote di DV sono indicate rispettivamente tra 1-10% e 1-10%, mentre Italtel ha una presenza marginale. L’Autorità ha inoltre evidenziato la frammentazione del mercato e la presenza di concorrenti qualificati come IBM, Lutech, Maticmind e TIM.
Esito
L’AGCM ha concluso che l’operazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nel mercato interessato e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. È stato quindi deliberato di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990, con autorizzazione sostanzialmente incondizionata.
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