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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12667 n. 31329 del 24/09/2024

PAC2000A/RAMI DI AZIENDA DI DOC ROMA-UNICOOP FIRENZE

AGCMC12667

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

PAC 2000A Soc. Coop., cooperativa del sistema Conad, intende acquisire il controllo esclusivo di tredici punti vendita a insegna DOC situati a Roma e provincia, appartenenti a DOC Roma S.r.l. e/o alla controllante Unicoop Firenze. L’operazione include anche la cessione di alcuni rami d’azienda accessori (esercizi commerciali in affitto e autorimesse). L’AGCM ha ritenuto che la concentrazione, nei mercati locali della vendita al dettaglio GDO, possa ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva e ha quindi avviato l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, l. 287/1990.

PAC 2000A/rami di azienda DOC Roma-Unicoop Firenze: acquisizione di tredici punti vendita GDO a Roma e provincia, con avvio istruttoria

PAC 2000A / rami di azienda DOC Roma-Unicoop Firenze

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato la comunicazione di PAC 2000A Soc. Coop. relativa all’acquisizione di tredici punti vendita a insegna DOC ubicati a Roma e provincia, di proprietà di DOC Roma S.r.l. e, in parte, della controllante Unicoop Firenze soc. coop. L’operazione è stata qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990 e ha dato luogo all’avvio dell’istruttoria ex art. 16, comma 4, l. 287/1990.

Parti e assetto dell’operazione

PAC 2000A è la principale cooperativa del sistema CONAD e opera nella distribuzione di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo attraverso una rete di punti vendita Conad e Todis, prevalentemente nell’Italia centro-meridionale. I target sono costituiti da tredici punti vendita GDO a marchio DOC situati nel territorio di Roma e provincia; dodici sono di proprietà di DOC Roma S.r.l. e uno è di proprietà di Unicoop Firenze ma gestito da DOC in affitto di ramo d’azienda. Nel compendio ceduto rientrano anche alcuni rami accessori: esercizi commerciali concessi in affitto a terzi non operanti nella GDO e due rami destinati ad autorimessa.

L’operazione non è subordinata a condizioni sospensive o risolutive. Il closing era previsto per il 16 settembre 2024 e il trasferimento della piena proprietà e del possesso dei punti vendita doveva completarsi gradualmente entro la fine di settembre 2024. Il preliminare contiene un patto di non concorrenza di durata biennale; il contratto quadro prevede inoltre un obbligo quinquennale di PAC, il cui contenuto non è integralmente riportato nel provvedimento e viene rinviato ad approfondimento istruttorio quanto all’accessorietà.

Inquadramento giuridico e soglie

L’AGCM afferma che l’operazione comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di parti di impresa e quindi integra una concentrazione. Il provvedimento chiarisce che non ricorrono le condizioni per l’applicazione del Regolamento (CE) n. 139/2004, sicché la fattispecie resta soggetta alla legge n. 287/1990 e all’obbligo di notifica preventiva ex art. 16, comma 1. Le soglie nazionali risultano superate, poiché il fatturato totale in Italia dell’insieme delle imprese interessate è superiore a 567 milioni di euro e almeno due imprese coinvolte superano i 35 milioni di euro di fatturato nazionale.

Mercati rilevanti

Sul piano merceologico e geografico, l’operazione interessa la distribuzione moderna di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, con particolare attenzione alla GDO. L’Autorità richiama la distinzione tra grande distribuzione e distribuzione organizzata e osserva che, nei provvedimenti più recenti, i discount sono stati ricondotti ai mercati delle tipologie di punto vendita di dimensione corrispondente.

Per la parte retail, i tredici punti vendita target sono tutti supermercati. Di conseguenza, il mercato rilevante concreto è quello dei supermercati, inteso come insieme dei punti vendita di dimensione superiore a 100 mq presenti in un’isocrona di massimo 15 minuti di guida da ciascun punto vendita oggetto di cessione. Il provvedimento ricorda inoltre le ulteriori definizioni usate in precedenza: mercato delle superette, mercato dei supermercati e mercato degli ipermercati, con delimitazioni basate sulla dimensione dei punti vendita.

Sul versante degli approvvigionamenti, l’Autorità considera i mercati nazionali degli acquisti di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo da parte delle catene GDO. Pur ricordando che in passato sono stati individuati mercati distinti per categoria di prodotto e per marchio, nel caso concreto la delimitazione merceologica viene lasciata aperta, poiché la concentrazione non appare idonea a produrre effetti significativi in tale ambito.

Valutazione degli effetti concorrenziali nei mercati locali

L’analisi antitrust si concentra sui mercati locali delle vendite al dettaglio. Nelle isocrone n. 1-6 e 10-13 la concentrazione determinerebbe quote congiunte elevate e incrementi non trascurabili. In particolare:

  • nelle isocrone n. 1, 3, 12 e 13 la nuova entità raggiungerebbe quote superiori al 35% e fino a circa il 40%, con incrementi superiori al 5% in tre mercati su quattro e una distanza dal primo concorrente talora superiore a 4 volte;
  • nell’isocrona n. 2 la quota congiunta sarebbe tra il 30% e il 35%, con incremento significativo e posizione circa cinque volte superiore al principale concorrente;
  • nelle isocrone n. 4, 5, 6, 10 e 11 la quota post-merger sarebbe tra il 25% e il 30%, con incrementi significativi e distacco rilevante dal concorrente più vicino.

L’Autorità richiama anche i delta HHI, che risultano elevati in più aree, e sottolinea che le quote potrebbero non riflettere pienamente la forza competitiva del caso concreto, data la prossimità concorrenziale tra Conad e DOC in termini di format e livello qualitativo. Viene inoltre evidenziato che l’operazione comporterebbe, di fatto, la scomparsa di Unicoop/DOC dal territorio di Roma e provincia.

Effetti sul contesto territoriale e sugli approvvigionamenti

Il provvedimento dedica attenzione al quadro competitivo nel Lazio e nel Comune di Roma. In tale area il settore GDO è descritto come fortemente concentrato: Conad detiene una quota significativa del fatturato a Roma, PAC contribuisce per circa il 21% e CE.DI.GROS risulta il principale centro di distribuzione. L’acquisizione della quota di Unicoop-Doc, pari a circa il 2%, a favore di PAC potrebbe rafforzare ulteriormente la posizione della catena Conad nella macroarea romana e laziale, con impatto anche a livello dei singoli punti vendita.

Sul fronte degli approvvigionamenti, invece, l’Autorità ritiene che l’operazione non sia idonea a incidere significativamente sulle dinamiche nazionali. Il compendio ceduto ha peso molto limitato nelle alleanze di acquisto nazionali e i dati Nielsen richiamati mostrano una presenza marginale di DOC nel sistema complessivo.

Esito

Sulla base delle analisi svolte, l’AGCM conclude che l’operazione è suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nei mercati locali della vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, soprattutto nelle isocrone da 1 a 6 e da 10 a 13, anche a causa della costituzione o del rafforzamento di una posizione dominante. Per tale ragione dispone l’avvio dell’istruttoria nei confronti di PAC 2000A Soc. Coop. e Unicoop Firenze soc. coop., fissando altresì il termine per l’audizione delle parti, l’accesso agli atti e il termine di conclusione del procedimento in novanta giorni dalla delibera.

Punti principali

Parti e struttura del sistema Conad

PAC 2000A è la più grande cooperativa del Consorzio CONAD e opera nella distribuzione di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, tramite una rete di punti vendita Conad e Todis attivi soprattutto nell’Italia centro-meridionale. I rami Target sono tredici punti vendita a insegna DOC situati a Roma e provincia, per la maggior parte di proprietà di DOC Roma S.r.l., con un ulteriore ramo di proprietà di Unicoop Firenze e gestito da DOC in affitto di ramo d’azienda.

Contenuto dell’operazione

L’operazione consiste nell’acquisizione da parte di PAC, direttamente o tramite controllate, della proprietà dei tredici punti vendita. Il compendio ceduto comprende anche rami d’azienda relativi a esercizi commerciali dati in affitto a terzi non attivi nella GDO e due rami destinati ad autorimessa. Il closing era previsto per il 16 settembre 2024 e il trasferimento della piena proprietà e del possesso dei punti vendita sarebbe stato completato gradualmente entro la fine di settembre 2024. Il contratto preliminare prevede un patto di non concorrenza di due anni; il contratto quadro contiene inoltre un obbligo quinquennale di PAC non integralmente riportato nel provvedimento.

Qualificazione giuridica e soglie

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), l. 287/1990, perché comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di parti di impresa. L’operazione rientra nella disciplina nazionale e non in quella del Regolamento (CE) n. 139/2004, non ricorrendo le sue condizioni di applicabilità. È soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, l. 287/1990, poiché il fatturato complessivo nazionale delle imprese interessate supera 567 milioni di euro e almeno due di esse superano i 35 milioni di euro di fatturato nazionale.

Mercati rilevanti individuati

L’operazione riguarda la GDO. Sul versante retail, i tredici punti vendita sono tutti supermercati; pertanto i mercati locali rilevanti sono quelli dei supermercati, definiti come aree isocrone di massimo 15 minuti di guida centrate sui punti vendita target e comprensive di tutti i punti vendita di dimensione superiore a 100 mq. Sul versante upstream, l’AGCM considera i mercati nazionali dell’approvvigionamento di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo, lasciandone aperta la delimitazione merceologica perché, nel caso concreto, non rilevante ai fini dell’esito.

Valutazione concorrenziale e quote

Nei mercati locali interessati, la nuova entità raggiungerebbe quote significative, in numerosi casi superiori al 25% e fino a circa il 40%, con incrementi rilevanti e spesso con una distanza marcata dal primo concorrente. L’AGCM evidenzia quote post-merger tra 35-40% in alcune isocrone, 30-35% in altre e 25-30% in diverse ulteriori aree, con delta HHI elevati. L’Autorità sottolinea anche la prossimità concorrenziale tra Conad e DOC e il fatto che l’operazione comporterebbe la scomparsa di Unicoop/DOC dall’area di Roma e provincia, rafforzando la catena Conad nel Lazio.

Effetti sui mercati dell’approvvigionamento

Sul piano nazionale degli acquisti, l’AGCM ritiene che l’operazione non produca effetti significativi. Il peso del compendio ceduto nelle alleanze di acquisto è ritenuto trascurabile: DOC rappresenta circa lo 0,11% del totale italiano e l’alleanza Conad+Finiper è indicata come seconda per dimensione con il 17,33% del fatturato totale della DO in Italia. Per questo versante, l’esatta delimitazione merceologica viene lasciata aperta.

Esito procedurale

Alla luce delle criticità riscontrate nei mercati locali della vendita al dettaglio, l’AGCM conclude che l’operazione è suscettibile di ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva, anche per la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, nelle isocrone da 1 a 6 e da 10 a 13. Di conseguenza dispone l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, l. 287/1990 nei confronti di PAC 2000A e Unicoop Firenze.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllogdomercato rilevantequote di mercatofase ii

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