Cassazione Penale, Sentenza n. 3967/2023 del 31/01/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per truffa aggravata sostenendo, principalemente, l'illegittimità della notifica del decreto di citazione a giudizio in appello: la notifica sarebbe stata "tentata" al civico 22 di via Caio Lelio anziché al civico 36 dove era stata eletta la domiciliazione, e la conseguente notifica sostitutiva al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. sarebbe nulla perché non preceduta dalla verifica dell'impossibilità di perfezionare la notifica al domicilio eletto. Inoltre deduceva un vizio relativo all'individuazione del dies a quo della prescrizione e chiedeva la retrodatazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha qualificato la situazione come omessa notifica presso il domicilio eletto e ha ritenuto illegittima l'attivazione della notifica sostitutiva al difensore senza preventiva verifica dell'idoneità/possibilità di eseguire la notifica al domicilio eletto. Tale vizio integra una nullità assoluta non sanabile; perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Milano per il prosieguo. Sul secondo motivo la Corte ha escluso l'estinzione del reato per prescrizione (il termine scadrebbe il 10/01/2023) e ha precisato che la richiesta di retrodatazione del dies a quo, che comporta accertamenti di merito, non è decidibile in sede di legittimità.
Norme richiamate
art. 161 cod. proc. pen.
Consente la notifica sostitutiva al difensore se la notifica presso il domicilio eletto risulta impossibile; la Corte richiede una rigorosa verifica dell'impossibilità del domicilio eletto affinché la notifica sostitutiva sia legittima.
art. 179 cod. proc. pen.
Stabilisce la nullità assoluta per l'omessa vocatio in ius; la Corte ricorda che tale nullità ricorre quando manca la notificazione o quando la forma adottata risulta inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto.
art. 184 cod. proc. pen.
Prevede la sanatoria per vizi delle notifiche che si risolvono in irregolarità; la decisione distingue quando il vizio è sanabile (irregolarità) e quando invece configura omissione e nullità assoluta.
art. 157 cod. proc. pen.
Regola la notifica presso il difensore di fiducia in presenza di una prima notifica personale andata a buon fine; la Corte chiarisce che, se la notifica sostitutiva può essere inquadrata in tale procedura (cioè dopo prima notifica personale), può trattarsi di irregolarità sanabile, altrimenti si tratta di omissione.
d.l. n. 137 del 2020
Norma sul procedimento celebrato con contraddittorio scritto; richiamata per spiegare la modalità di svolgimento del procedimento davanti alla Corte di Cassazione.
Massime di principio
- La notifica sostitutiva al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. è legittima solo se è stata preliminarmente accertata e documentata l'impossibilità di perfezionare la notifica presso il domicilio eletto; in mancanza si configura omissione della citazione e nullità assoluta.
- Occorre distinguere tra 'irregolarità' (vizi formali sanabili ai sensi dell'art. 184 c.p.p.) e 'omissione' della notifica (nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p.): la valutazione dipende dalla matrice procedurale della notifica (se è intervenuta prima notifica personale e se si applica art. 157, comma 8-bis).
- La presunzione di conoscenza dell'atto tramite il rapporto fiduciario con il difensore non supplisce all'assenza di una verifica dell'idoneità del domicilio eletto quando la procedura corretta non è stata seguita; dunque la conoscenza effettiva del difensore non sana automaticamente un'omessa notifica all'imputato.
- Quando la nullità è assoluta la Cassazione annulla senza rinvio e dispone la trasmissione degli atti per nuovo corso; se invece è irregolarità sanabile, la pronuncia può essere annullata con rinvio solo per la correzione.
- Le questioni che richiedono accertamenti di merito (es. retrodatazione del dies a quo della prescrizione sulla base di rapporti di fatto complessi) non sono decidibili in sede di legittimità e andranno valutate nel grado di merito competente.
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