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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 391/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva respinto la richiesta di retrodatazione della misura cautelare della custodia in carcere. Il ricorrente contestava l'esclusione della applicazione dell'art. 297 c.p.p. (contestazione a catena), deducendo che i due procedimenti relativi a fatti ravvicinati e con elementi comuni avrebbero dovuto essere riuniti o quantomeno considerati come espressione di un medesimo disegno criminoso. Si sosteneva che la separazione delle indagini fosse frutto di una scelta dell'organo inquirente volta a ritardare l'esecuzione della seconda misura, che gli atti investigativi erano stati condivisi tra le Questure di Varese e Catania e che il Gip di Como era comunque a conoscenza degli elementi che avrebbero giustificato la seconda misura (cessione di 1,5 kg di eroina). Veniva inoltre prospettata incompetenza territoriale e criticata la valutazione meramente quantitativa degli elementi giustificativi della misura.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che le questioni relative all'esistenza di connessione ai sensi dell'art. 297 c.p.p. e alla desumibilità dagli atti del primo procedimento degli elementi idonei a giustificare le varie misure costituiscano quaestiones facti riservate ai giudici di merito. La Corte ha valutato la motivazione del Tribunale come logica e coerente: i giudici hanno escluso un "medesimo disegno criminoso" tra le vicende, ravvisando piuttosto una dedizione abituale ad attività delittuose a fini di lucro; hanno ritenuto non provato che la sostanza trovata presso il Daci fosse collegata a forniture al clan adranita; hanno ritenuto legittima la diversa competenza territoriale e l'esclusione della contestazione a catena. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come criterio procedurale per l'azione del tribunale adito; non oggetto di specifica interpretazione sostanziale nella motivazione

  • art. 297 cod. proc. pen.

    Applicabile solo quando risulti un collegamento processuale concretizzato in un medesimo disegno criminoso; la sua sussistenza è fatto di merito da accertare dai giudici di merito e sindacabile in Cassazione solo sotto il profilo della logicità e coerenza della motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'imposizione delle spese al ricorrente in caso di rigetto del ricorso

  • Giurisprudenza citata

    Sez. 1, n. 22681 del 27/05/2008 (Caniello); Sez. 6, n. 12676 del 20/12/2006 (Barresi)

    Principi consolidati secondo cui la valutazione della connessione e della desumibilità degli elementi probatori è una questione di fatto devoluta al giudice di merito; la Corte di legittimità controlla la sola logicità, coerenza e non contraddittorietà della motivazione

Massime di principio

  • La sussistenza di una "contestazione a catena" o di una connessione ai sensi dell'art. 297 c.p.p. richiede l'emersione di un medesimo disegno criminoso e va accertata in sede di merito: la Cassazione non riesamina i fatti ma verifica la logicità e la coerenza della motivazione
  • La richiesta di retrodatazione della custodia cautelare e le questioni relative alla competenza territoriale dipendono dalla valutazione degli elementi conoscitivi disponibili al momento dell'adozione delle misure e dalla loro interpretazione operata dal giudice, che deve essere adeguatamente motivata
  • La mera prossimità temporale, la similitudine della tipologia di reato o del tipo di sostanza sequestrata non sono sufficienti, di per sé, a fondare la tesi di un unico disegno criminoso; occorrono elementi probatori che colleghino direttamente le condotte in un progetto unitario
  • Gli atti investigativi condivisi tra uffici diverse non bastano automaticamente a dimostrare una contestazione a catena: è necessario dimostrare il concerto operativo e l'unità del disegno criminoso
  • In sede di impugnazione in Cassazione, le critiche rivolte alla valutazione probatoria dei giudici di merito devono mostrare vizi di logicità, coerenza o contraddittorietà nella motivazione per poter ottenere accoglimento

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