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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37883/2022 del 06/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso ritenendo fondato il motivo: ha ritenuto bancabile la prova che l'atto era stato depositato il 12 gennaio 2021 presso il Tribunale di Bologna e che quindi l'appello era tempestivo. Perciò ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Rimini per un nuovo esame.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato tardivo e quindi inammissibile il suo appello contro la sentenza del Giudice di Pace di Rimini. Il motivo unico dedotto era l'erronea determinazione della data di proposizione dell'appello: il Tribunale aveva ritenuto come data di deposito il 18 gennaio 2021 (data del timbro di arrivo presso la cancelleria del Tribunale di Rimini), mentre la ricorrente aveva effettivamente depositato l'atto il 12 gennaio 2021 presso il Tribunale di Bologna, che successivamente lo aveva trasmesso al tribunale competente. Tale deposizione anteriore rendeva l'appello tempestivo.

Massime di principio

  • La data rilevante per valutare la tempestività di un atto è quella del deposito effettivo dell'atto presso l'ufficio ricevente che ha preso in carico l'atto inizialmente; se è provabile un deposito anteriore presso un diverso ufficio che ha poi trasmesso l'atto, tale data può essere considerata per la tempestività.
  • In caso di discrepanza tra il timbro di arrivo dell'ufficio cui è destinato l'atto e la data di deposito presso l'ufficio che ha ricevuto originariamente l'atto, è necessario fornire documentazione probatoria (es. copia dell'atto timbrata dall'ufficio originario, ricevute, PEC) per dimostrare la data anteriore e ottenere il riconoscimento della tempestività.
  • La dichiarazione di inammissibilità per tardività può essere impugnata con ricorso (o mezzo giurisdizionale previsto) fondato su prova documentale dell'avvenuto deposito in data utile; il giudice di grado superiore può annullare il provvedimento e rinviare per nuovo esame se ritiene fondata la prova.
  • Per evitare contestazioni, è buona prassi depositare copie dell'atto con apposizione del timbro di ricevuta dall'ufficio che riceve, conservare ricevute di invio (PEC, raccomandata A/R) e richiedere tempestiva comunicazione di avvenuta trasmissione fra uffici quando l'atto è inoltrato da un altro tribunale.
  • Quando un atto è inoltrato tra uffici giudiziari, la catena documentale di trasmissione è determinante: l'assenza di prova del deposito iniziale può portare a dichiarazioni di tardività, mentre la prova documentale in ordine cronologico prevale sul timbro di arrivo dell'ufficio destinatario.
  • Se sussiste incertezza sulla data di deposito, il difensore deve tempestivamente produrre memorie e documenti a sostegno della data anteriore e, se necessario, chiedere misura cautelare o provvedimento che sospenda gli effetti dell'ordinanza impugnata in attesa della decisione sul ricorso.

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