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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1724/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato la sua istanza (ex art. 671 c.p.p.) volta al riconoscimento della continuazione fra reati già giudicati con sentenze irrevocabili: (a) fra i reati definiti con sentenze del 28/04/2021 e del 10/06/2023 (illeciti in materia di stupefacenti), sostenendo che la vicinanza temporale (circa un mese), i fini connessi alla partecipazione ad un'associazione criminale e la precedente valutazione in sede di cognizione non sono stati adeguatamente considerati; (b) fra i reati definiti con sentenze del 14/10/2008 e del 14/12/2009 (rapine), già ritenuti in continuazione fra loro e connessi, secondo il ricorrente, a un medesimo disegno criminoso anche rispetto a fatti giudicati con sentenza del 07/05/2008. Lamenta violazione dell'art. 81 c.p. e vizi di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia adeguatamente motivato il diniego della continuazione: con riferimento ai fatti del 2021 e 2023 ha valutato, oltre alla contiguità spazio-temporale, altri indicatori specifici che depongono contro un progetto criminoso unitario (diversi luoghi, finalità particolari, diverso tipo di sostanza, presenza del correo solo in uno dei fatti); per le rapine del 2008 e 2009 ha ritenuto decisiva la distanza temporale, le diverse sedi e i diversi correi, escludendo che al momento dell'ideazione dei primi fatti fosse già deliberata la commissione dei successivi. Ha inoltre rilevato che il richiamo a precedenti pronunce non è stato adeguatamente specificato rispetto ai titoli e alle date. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Articolo invocato come base procedurale per l'istanza in sede di esecuzione: il giudice dell'esecuzione ha deciso l'istanza ai sensi di tale norma e ha motivato il rigetto valutando gli elementi rilevanti per la continuazione.

  • art. 81 cod. pen.

    La doglianza riguardava la applicazione della disciplina sulla continuazione; la Corte ha ritenuto che l'articolazione della continuità richiede la valutazione complessiva di contiguità spazio-temporale, finalità, modalità, coautori e altri indicatori concreti, e che l'assenza di questi elementi conduce al diniego della continuazione.

  • Cass. Sez. U. n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo, Rv. 270074 — 01)

    La Corte ha seguito gli orientamenti di legittimità richiamati: il giudice può valutare, oltre alla mera contiguità temporale, indicatori concreti tratti dalle modalità dei fatti per escludere l'esistenza di un disegno criminoso unitario.

Massime di principio

  • La contiguità spazio-temporale è un elemento rilevante ma non decisivo per il riconoscimento della continuazione; va integrata con valutazioni su finalità, modalità, tipo di reato, identità o diversità dei correi e dei luoghi.
  • Il giudice dell'esecuzione può rivedere la questione della continuazione anche se in sede di cognizione vi sono già state valutazioni: le decisioni precedenti influenzano ma non vincolano automaticamente l'esito in sede esecutiva se emergono elementi contrari.
  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione è necessario fornire argomentazioni specifiche e confrontarsi con le motivazioni adottate dal giudice; mere asserzioni generiche o il richiamo non dettagliato a precedenti pronunce sono insufficienti.
  • Distanze temporali significative, luoghi diversi e diversi correi sono indicatori forti contrari alla sussistenza di un progetto criminoso unitario.
  • Nella pratica difensiva, per rafforzare una richiesta di continuazione conviene documentare e dimostrare la persistenza di un disegno criminoso unitario mediante elementi concreti: medesime finalità, stesso modus operandi, identità dei partecipanti o stretti collegamenti organizzativi, omogeneità delle modalità e delle vittime/mercati di riferimento.

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