Cassazione Penale, Sentenza n. 10066/2025 del 13/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza di gravame con due censure principali: (1) nullità dell'accertamento tecnico di polizia giudiziaria relativo all'analisi del campione di stupefacente per omesso avviso al difensore (l'analisi fu eseguita un mese dopo le operazioni di constatazione/pesatura/campionamento, inaudita altera parte); (2) illogicità della motivazione circa il riconoscimento dell'aggravante dell'"ingente quantità" (art. 80, comma 2, D.P.R. 309/1990), con contestazione della valutazione e della proiezione del THC puro ricavabile dallo stupefacente sequestrato e del corretto parametro-soglia da adottare.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato in parte fondato. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché la questione è assorbita dalla scelta del rito abbreviato (rinuncia ad eccepire nullità relative ad accertamenti tecnici irripetibili non preceduti da avviso alle parti). Il secondo motivo è stato accolto: la Corte di cassazione ha rilevato contraddittorietà nella valutazione della quantità complessiva e del corrispondente THC puro rispetto al valore-soglia applicato; di conseguenza ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'aggravante di cui all'art. 80, comma 2, D.P.R. 309/1990 e ha rinviato per nuovo giudizio su tale punto ad altra sezione della Corte di appello di Reggio Calabria. Il resto del ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo Unico stupefacenti)
art. 73; art. 80, comma 2; art. 87
L'art. 80, comma 2, disciplina l'aggravante per ingente quantità: la decisione ha esaminato la corretta soglia di THC puro da adottare e ha ritenuto che la Corte di appello abbia applicato in modo contraddittorio i dati di proiezione del principio attivo rispetto alla soglia; l'art. 87 è stato richiamato nel contesto degli accertamenti tecnici
Codice penale
Richiamato per il concorso di reati (concorso di norme/partecipazione nel reato ascritto all'imputato)
Codice di procedura penale
Richiamati quali norme di disciplina dei motivi di impugnazione in cassazione e della relativa valutazione; usati per inquadrare l'esame dei motivi di ricorso
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 28459 del 23/04/2013 (Ramella)
Principio secondo cui la scelta del rito abbreviato comporta rinuncia ad eccepire la nullità relativa all'effettuazione di accertamenti tecnici irripetibili non preceduti dall'avviso alle parti; è la base per dichiarare inammissibile il primo motivo
Giurisprudenza: Sezioni Unite (sul parametro soglia del THC, cfr. SU Polito)
Le Sezioni Unite hanno indicato i criteri per determinare la soglia di 'ingente quantità' in termini di mg di THC puro da adottare nella proiezione: la sentenza discute l'applicazione del corretto valore-soglia (la decisione di merito ha fatto confusione tra valori soglia precedentemente indicati dalla giurisprudenza, richiedendo una verifica coerente dei calcoli)
Massime di principio
- La scelta del rito abbreviato comporta la rinuncia ad eccepire nullità relative ad accertamenti tecnici irripetibili non preceduti dall'avviso alle parti; tali censure diventano generalmente inammissibili in cassazione.
- Nelle cause per stupefacenti con aggravante per "ingente quantità" è imprescindibile la coerenza tra il peso complessivo considerato, la percentuale di parte utilizzabile (tenendo conto di fusto/rami/foglie/semi e soggetti maschili), l'eventuale essiccazione e la proiezione del THC puro: ogni discrepanza nei calcoli deve essere chiarita o può portare all'annullamento dell'aggravante.
- La giurisprudenza di legittimità fornisce parametri-soglia (espresso in mg di THC puro) che devono essere applicati correttamente; l'errata individuazione o l'incoerenza nell'applicazione della soglia rispetto ai dati fattuali comporta rimessione per nuovo giudizio.
- In presenza di dubbi ragionevoli sulla corretta quantificazione del principio attivo o sulla metodologia di proiezione scientifica, il dubbio favorisce l'imputato e può comportare la mancata applicazione dell'aggravante.
- Il giudice d'appello che modifica il parametro jurisprudenziale richiamato (es. richiamando SU) deve riconciliare espressamente i nuovi criteri con i dati di fatto già accertati dal primo grado; la mancata ricostruzione coerente determina motivazione contraddittoria e vizio annullabile.
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