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Ordinanza

Ordinanza n. 471/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'annullamento: a) della nota datata 1° luglio 2025, con la quale il Dirigente del Settore Ambiente e Verde Pubblico del Comune di Sassari ha negato la consegna di contenitori singoli per ciascuna unità immobiliare ricompresa nel complesso condominiale, negando altresì - sul presupposto di avere “[…] accertato la presenza di spazi sufficienti” per la collocazione, all’interno delle aree comuni, dei contenitori condominiali per la raccolta dei rifiuti - ogni possibile soluzione alternativa, ammessa dall’art. 3.2.3, comma 11, del Regolamento comunale di gestione dei rifiuti urbani (All. 2) in ipotesi di difficoltà logistiche (tra le quali, come nel caso di specie, la mancanza di spazi idonei nelle aree comuni condominiali); b) di ogni altro atto antecedente, concomitante, conseguente e/o comunque connesso ai superiori provvedimenti, compresa, ove occorra: - la nota datata 4 luglio 2025, con la quale il Dirigente del Settore Ambiente e Verde Pubblico del Comune di SASSARI ha implicitamente confermato l’indisponibilità dell’Amministrazione ad individuare una soluzione alternativa per la collocazione dei contenitori della raccolta differenziata, prevista dal sopra citato art. 3.2.3, comma 11, del Regolamento comunale di gestione dei rifiuti urbani.

Giustizia amministrativa202500599

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di consegna di contenitori singoli per unità immobiliare e di individuazione di soluzioni alternative per la collocazione dei contenitori della raccolta differenziata

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I tre condomìni hanno impugnato la nota del dirigente comunale che aveva negato la consegna di contenitori singoli per ciascuna unità immobiliare e aveva escluso soluzioni alternative per la collocazione dei contenitori condominiali, ritenendo sufficienti gli spazi comuni disponibili. La controversia presenta una complessità tecnica e fattuale, poiché le parti hanno prospettato ricostruzioni incompatibili circa l'esistenza e l'idoneità degli spazi comuni condominiali, anche in relazione alla necessità di preservare gli spazi di manovra dei posti auto autorizzati sotto il profilo edilizio. È intervenuta ad adiuvandum un'impresa privata. Con precedente sentenza non definitiva, il TAR aveva disposto una verificazione ai sensi dell'art. 66 c.p.a., affidandola al Responsabile del Settore Gestione Rifiuti dell'Assessorato regionale alla Difesa dell'Ambiente. L'Assessorato ha successivamente prospettato un conflitto di interessi derivante dai rapporti istituzionali e finanziari con il Comune di Sassari.

La decisione

Il TAR non decide il merito delle censure contro gli atti comunali. Pur ritenendo non condivisibili nel merito le ragioni addotte dall'Assessorato regionale circa il conflitto di interessi, considera opportuno affidare l'incarico a un diverso soggetto istituzionale e nomina quale verificatore il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Sassari, con facoltà di delega a un funzionario di comprovata esperienza. La verificazione dovrà accertare quali aree di proprietà comune dei condomìni siano utilizzabili per collocare i cassonetti collettivi, salvaguardando gli spazi di manovra dei posti auto autorizzati, e se tali aree siano sufficienti per la collocazione e il regolare utilizzo dei cassonetti nel numero e nella tipologia individuati dal Comune. L'attività dovrà svolgersi in contraddittorio con le parti, con possibilità per i difensori di avvalersi di tecnici e previo avviso almeno sette giorni prima. Il verificatore dovrà concludere gli accertamenti entro il 30 marzo 2026, trasmettere una relazione preliminare entro il 10 aprile 2026, ricevere le osservazioni tecniche entro cinque giorni e depositare la relazione conclusiva entro il 30 aprile 2026. È autorizzato l'accesso al fascicolo processuale e agli ulteriori documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni ritenuti necessari. È confermata l'udienza pubblica del 17 giugno 2026. Nessuna decisione è assunta sull'annullamento degli atti impugnati né sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 66 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di disporre una verificazione, affidando a un organismo pubblico l'accertamento di fatti tecnici rilevanti per la decisione.

  • art. 65 c.p.a.

  • art. 67 c.p.a.

Massime di principio

  • Quando la decisione di una controversia amministrativa dipende da accertamenti tecnici e fattuali complessi, caratterizzati da ricostruzioni incompatibili delle parti, il giudice può disporre una verificazione ai sensi dell'art. 66 c.p.a. prima di decidere il merito.
  • La verificazione deve individuare puntualmente i quesiti tecnici rilevanti per la decisione e deve considerare anche gli interessi e i vincoli materiali collegati all'utilizzazione degli spazi oggetto di accertamento.
  • L'attività di verificazione deve svolgersi nel rispetto del contraddittorio, consentendo alle parti di partecipare anche mediante propri tecnici, di ricevere una relazione preliminare e di formulare osservazioni tecniche prima della relazione conclusiva.
  • Qualora l'organismo pubblico inizialmente incaricato prospetti ragioni che rendano opportuno sostituirlo, il giudice può affidare la verificazione a un diverso soggetto istituzionale dotato di adeguata competenza tecnica e di terzietà rispetto alle parti.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeRifiuti
RamiProcesso amministrativoAmbiente
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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