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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42166/2024 del 15/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 16/05/2024 del Tribunale di Reggio Calabria che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame contro il sequestro preventivo disposto rispetto a somme e beni per presunta truffa aggravata (art. 640 comma 2 n.1 c.p.). Il motivo principale del ricorso era che la decisione del riesame si sarebbe basata su elementi di data positioning tratti da tabulati telefonici acquisiti in relazione ad intercettazioni ritenute inutilizzabili in altro procedimento; la difesa sosteneva quindi la derivata inutilizzabilità dei dati di posizionamento, la nullita del decreto autorizzativo per mancanza di motivazione e l'assenza negli atti del decreto che avrebbe autorizzato l'acquisizione dei tabulati

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per infondatezza. Ha confermato che il sindacato sulla decisione del riesame è limitato alla violazione di legge e che il Tribunale del riesame aveva svolto un'ampia motivazione valutando complessivamente elementi documentali e indiziari. La Cassazione ha ritenuto che i dati di posizionamento siano elementi oggettivi e autonomi rispetto al contenuto delle intercettazioni, e che nel caso vi fosse stata regolare autorizzazione per l'acquisizione dei tabulati (con rispetto della giurisdizionalizzazione e della normativa sulla privacy e sulla data retention). Pertanto la declaratoria di inutilizzabilità delle captazioni non ha automaticamente esteso la sua efficacia ai dati di posizionamento ottenuti con provvedimento autorizzatorio valido. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 640 comma secondo n.1 cod. pen.

    Norma sostanziale del reato contestato (truffa aggravata). Utilizzata per definire il fatto ritenuto idoneo a giustificare il sequestro preventivo nella misura indiziaria richiesta

  • art. 325 comma 1 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze del riesame a profili di violazione di legge, in particolare a mancanza o apparente motivazione

  • art. 132 d.lgs. n.196/2003 (codice della privacy)

    Richiamato in relazione alle garanzie per l'acquisizione dei tabulati telefonici; la Corte ha ritenuto rispettata la procedura autorizzatoria prevista dalla normativa sulla privacy

  • art. 189 cod. proc. pen.

    Richiamato per qualificare i dati di posizionamento come prova atipica, cioè prova non regolamentata espressamente ma utilizzabile se acquisita con garanzie

  • d.l. n. 132/2021 e art. 1 comma 1-bis introdotto con l. n. 178/2021

    Norme sulla disciplina dell'utilizzo dei dati relativi al traffico telefonico e limiti temporali e di utilizzo. La Corte ha verificato la conformità dell'uso dei tabulati rispetto alla disciplina vigente e al bilanciamento tra indagine e riservatezza

  • art. 15 Cost.

    Riferimento costituzionale alla necessità di bilanciare le garanzie sulla segretezza delle comunicazioni con esigenze investigative; la Corte ha ritenuto che la compressione sia stata giustificata e autorizzata

  • art. 14 Cost.

    Richiamato insieme all'art. 15 Cost. per evidenziare i limiti costituzionali alla compressione di diritti fondamentali come la segretezza delle comunicazioni e l'inviolabilità del domicilio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che impone la condanna alle spese processuali del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte

  • Direttiva 2002/58/CE art. 15 par.1

    Richiamata per il principio del bilanciamento tra effettività delle indagini e tutela della riservatezza nelle attività di conservazione e uso dei dati delle comunicazioni elettroniche

  • art. 191, art. 125 comma 3, art. 321 cod. proc. pen., art. 240-bis cod. pen., art. 55 d.lgs. n.165/2011 (censiti nel ricorso)

    Norme indicate dalla difesa come violate o rilevanti; la Corte ha infatti esaminato i profili procedurali e sostanziali e non ha rinvenuto violazioni di legge riconoscibili ai fini del rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulle ordinanze di riesame è limitato a vizi di legge, in particolare alla mancanza assoluta o all'apparente motivazione; non si sostituisce al giudice del fatto per valutazioni di merito
  • I dati di posizionamento e gli altri metadati oggettivi ricavati dai tabulati possono costituire prova autonoma e non sono automaticamente inutilizzabili per il solo fatto che intercettazioni collegate siano state dichiarate inutilizzabili in altro procedimento, purché la loro acquisizione sia stata autorizzata e rispetti le garanzie di legge
  • La distinzione tra contenuto delle comunicazioni (captazioni) e dati esterni o di geolocalizzazione è cruciale: le prime sono protette dalla segretezza delle comunicazioni, i secondi sono elementi oggettivi di natura tecnica che possono essere utilizzati se raccolti legalmente
  • L'utilizzo di tabulati ante riforma o acquisiti in epoche diverse richiede attenzione alla normativa transitoria e ai limiti posti dal d.l. 132/2021 e dalla legge di conversione; in alcuni casi i dati storici possono essere utilizzati solo unitamente ad altri elementi probatori
  • La giurisdizionalizzazione dell'acquisizione (autorizzazione giudiziaria) e la motivazione del provvedimento di acquisizione sono elementi determinanti per la legittimità dell'uso dei dati nelle indagini
  • La tutela della riservatezza è rilevante ma non assoluta: può essere compressa in presenza di garanzie e controllo giurisdizionale quando ciò sia necessario per la prevenzione e l'accertamento dei reati

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