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Sentenza

Sentenza n. 1420/2026 - Salerno, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600903

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio formatosi sulla richiesta di parere paesaggistico della Soprintendenza nell’ambito del procedimento di condono edilizio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (Soprintendenza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il silenzio formatosi sulla richiesta di parere formulata dal Comune di Capaccio Paestum alla Soprintendenza il 2 gennaio 2025, nell’ambito del procedimento relativo a un’istanza di condono edilizio ai sensi della legge n. 47/1985 per opere realizzate su un fabbricato esistente. Hanno chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e la declaratoria dell’obbligo della Soprintendenza di provvedere con un atto espresso e motivato oppure, qualora il parere fosse già stato reso ma non comunicato, l’obbligo del Comune di definire il procedimento.

La decisione

Nelle more del giudizio, la Soprintendenza ha depositato un parere favorevole con prescrizioni al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per il condono edilizio richiesto. Il difensore dei ricorrenti ha confermato in camera di consiglio la sopravvenuta carenza di interesse. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità del silenzio. In considerazione della dinamica del contenzioso, ha condannato l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio in favore dei ricorrenti, liquidate in euro 500,00.

Norme richiamate

  • legge n. 47/1985

    La domanda di condono edilizio dei ricorrenti era presentata ai sensi di tale legge; il testo non esplicita ulteriori profili interpretativi della disciplina.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione, da parte dell’amministrazione, dell’atto richiesto nell’ambito di un giudizio avverso il silenzio determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e comporta l’improcedibilità del ricorso, quando il provvedimento elimina l’inerzia oggetto della domanda.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse, conseguente all’adozione dell’atto richiesto, consente al giudice amministrativo di definire il giudizio senza esaminare nel merito la legittimità del silenzio.
  • L’adozione dell’atto richiesto durante il giudizio non esclude necessariamente la condanna dell’amministrazione alle spese, che possono essere poste a suo carico in ragione della dinamica del contenzioso.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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