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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17136/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il ricorrente, detenuto per espiare una pena complessiva di anni nove e mesi quattro di reclusione, impugnava l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato le domande di affidamento in prova al servizio sociale e di detenzione domiciliare. Deduceva violazione di legge in relazione all'art. 47 l. n. 354/1975, sostenendo che il giudice di merito avesse svolto una valutazione lacunosa, omettendo di considerare la positiva evoluzione della personalità maturata durante la lunga esperienza carceraria, il corretto comportamento intramurario e la concreta opportunità lavorativa offerta all'esterno, elementi che avrebbero consentito un reinserimento sociale pieno e affidabile.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure fossero in realtà meramente fattuali, aspecifiche e non idonee a scardinare la motivazione dell'ordinanza impugnata, motivazione reputata completa, lineare, logica e non contraddittoria. Il Tribunale di sorveglianza aveva correttamente valorizzato, da un lato, la mancata avvio di un effettivo processo di revisione critica da parte del condannato, ancora fermo nella negazione dei fatti, e, dall'altro, il parere della D.D.A. che lo indicava come elemento apicale di un clan tuttora attivo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    la doglianza di violazione di legge è stata ritenuta non decisiva perché le censure introdotte erano in realtà censure di merito, non consentite in sede di legittimità se non nei limiti del controllo sulla tenuta логico-giuridica della motivazione.

  • art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354

    norma sull'affidamento in prova al servizio sociale; il suo presupposto applicativo richiede una prognosi favorevole sulla futura condotta e sulla capacità di reinserimento sociale, che nel caso concreto è stata esclusa.

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo esonero non ravvisato nel caso di specie.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, non sono ammissibili censure che si risolvano in una mera rilettura del merito o in doglianze fattuali, se la decisione impugnata è sorretta da motivazione completa, logica e non contraddittoria.
  • Ai fini dell'affidamento in prova e, più in generale, delle misure alternative, il giudice di sorveglianza deve formulare una prognosi sulla futura condotta del condannato valorizzando il percorso trattamentale, l'eventuale revisione critica del reato e gli elementi concreti di reinserimento sociale.
  • La persistente negazione dei fatti e l'assenza di una revisione critica possono legittimare un giudizio sfavorevole sulla prognosi risocializzante, specie se corroborati da elementi esterni che esprimano perdurante pericolosità sociale.
  • La valutazione di sorveglianza è espressione di discrezionalità giudiziale, sindacabile in cassazione solo nei limiti della manifesta illogicità, contraddittorietà o violazione di legge.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, ove non ricorrano cause di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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