Cassazione Penale, Sentenza n. 8079/2025 del 27/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite sul concetto di pena illegale ab origine, ha concluso che la libertà controllata non è più prevista dall'ordinamento dopo il d.lgs. 150/2022 e che quindi la pena patteggiata è illegale. Ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Genova per il prosieguo del giudizio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione della sentenza di patteggiamento che aveva applicato, su accordo delle parti, la "libertà controllata" come sanzione sostitutiva (pena di mesi sei di reclusione e 1.500,00 euro di multa sostituita con libertà controllata di anni uno) per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il Procuratore generale ha dedotto l'illegalità della pena ai sensi dell'art. 448-bis (e art. 448, comma 2-bis) cod. proc. pen., perché a seguito del decreto legislativo n. 150/2022 (c.d. "riforma Cartabia") e della modifica dell'art. 53 della legge 689/1981, la libertà controllata non rientra più tra le sanzioni sostitutive applicabili dalla data di efficacia della riforma.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5
reato per cui è stato applicato il patteggiamento
articolo sostanzia la fattispecie di reato (normativa sostanziale) cui si riferisce la pena patteggiata
art. 448-bis cod. proc. pen.
consente il ricorso per cassazione avverso la sentenza di patteggiamento per motivi tra cui l'illegalità della pena
consente al Procuratore generale di impugnare la sentenza di patteggiamento quando la pena applicata è illegale; la Corte ha ammesso il ricorso e lo ha valutato sul punto
art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.
riferimento normativo usato nella motivazione sull'ammissibilità del ricorso
definisce i limiti e le ipotesi di ammissibilità del ricorso per cassazione contro il patteggiamento (espressione della volontà, correlazione accusa-sentenza, qualificazione giuridica, illegalità della pena)
decreto legislativo n. 150/2022
c.d. "riforma Cartabia" che ha riscritto l'apparato delle sanzioni sostitutive
ha eliminato la "libertà controllata" dall'elenco delle sanzioni sostitutive e ha introdotto nuovi istituti (pene sostitutive) previsti nel codice penale
art. 20-bis cod. pen.
norma che contiene le nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma
elenca le sanzioni sostitutive oggi previste (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità) escludendo la libertà controllata
art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689
modificato in relazione all'assetto delle sanzioni sostitutive
la modifica normativa è richiamata a supporto dell'affermazione che la libertà controllata non rientra più tra le sanzioni alternative
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sezioni Unite, es. Marcon, Savin, P.)
principio che la pena è illegale ab origine quando non corrisponde per specie o quantità a quella prevista dall'ordinamento
la Corte ha richiamato i precedenti delle Sezioni Unite per confermare che la presenza di una pena non prevista dal sistema determina l'illegittimità ab origine e legittima l'annullamento senza rinvio
Massime di principio
- Nei patteggiamenti la pena concordata deve essere prevista dall'ordinamento sia quanto alla specie sia quanto alla misura; se la sanzione non è più prevista la pena è illegale ab origine.
- Il Procuratore generale può proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento per illegittimità della pena ai sensi dell'art. 448-bis (e art. 448, comma 2-bis) cod. proc. pen.; la Corte può annullare senza rinvio quando la pena è illegale ab origine.
- Dopo modifiche legislative rilevanti (es. d.lgs. 150/2022) è necessario verificare la compatibilità delle sanzioni sostitutive applicate con il nuovo assetto normativo prima di concludere un patteggiamento.
- Se una pena sostitutiva è stata soppressa dalla legge, la sua applicazione nel patteggiamento può determinare l'annullamento della sentenza e la trasmissione degli atti al giudice competente per il prosieguo.
- La distinzione tra pena illegale per specie (sanzione non prevista dal sistema) e per quantità (misura non consentita) è cruciale: entrambe possono giustificare l'annullamento, ma l'analisi deve essere puntuale rispetto al testo normativo vigente.
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