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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4289/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Reggio ha impugnato l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Monza per reati complessi (fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni fiscali fraudolente, bancarotta fraudolenta e documentale, riciclaggio, detenzione illecita di arma) contestando: violazione degli artt. 274 e 275 c.p.p. relativamente alle esigenze cautelari. In particolare ha dedotto che il Tribunale avrebbe fondato il pericolo di inquinamento probatorio e di recidiva su una presunzione di colpevolezza e sulla generica conoscenza del sistema fraudolento, senza indicare elementi concreti e attuali; inoltre ha sostenuto che non si è valutata adeguatamente la possibilità di misure meno afflittive (arresti domiciliari o controlli a distanza ai sensi dell'art. 275-bis).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità non possa sostituirsi al giudice di merito nella valutazione degli elementi fattuali e della congruità della misura cautelare, salvo che la motivazione sia manifestamente carente o illogica. Ha giudicato la motivazione del Tribunale coerente e sufficiente: esistevano elementi concreti che giustificavano il pericolo di inquinamento probatorio (ramificati legami con prestanome e possibilità di intervenire tramite terzi), la pericolosità sociale e la recidiva (conoscenza dei sistemi fraudolenti, operatività anche durante misure alternative precedenti, possesso di arma, precedenti penali), e l'inadeguatezza delle misure alternative. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; resta ferma la custodia cautelare (non è disposta la liberazione) e la cancelleria è incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 274 codice di procedura penale

    Norma che elenca le esigenze cautelari (inquinamento probatorio, reiterazione del reato, tutela dell'ordine pubblico). La Corte ha ritenuto che l'applicazione dell'art. 274 sia stata motivata con elementi concreti (ramificati legami con prestanome, pericolo di inquinamento) e che la valutazione del giudice di merito su tali esigenze non sia sindacabile in Cassazione se non per carenza formale della motivazione.

  • art. 275 codice di procedura penale

    Stabilisce i limiti e le condizioni per l'applicazione delle misure cautelari. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito in ordine all'adeguatezza della misura custodiale sulla base degli elementi fattuali e della personalità dell'indagato.

  • art. 275‑bis codice di procedura penale

    Prevede strumenti di controllo a distanza e misure alternative. La Corte ha osservato che il ricorrente non ha fornito elementi specifici per dimostrare l'idoneità di tali misure nel caso concreto e che il Tribunale ha valutato l'inadeguatezza degli arresti domiciliari date le modalità operative dell'indagato.

  • art. 94, comma 1‑ter, disposizioni attuative codice di procedura penale

    Disposizione procedurale relativa agli adempimenti in caso di permanenza della custodia cautelare non oggetto della decisione di liberazione; la Corte ha disposto l'inoltro degli adempimenti conseguenti.

  • Normativa penale sostanziale (esempi citati nell'ordinanza: art. 648 c.p., art. 648‑ter.1 c.p., artt. del codice penale e d.lgs. n. 74/2000, r.d. n. 267/1942, legge n. 865/1967)

    Le norme sostanziali sono quelle sulla ricettazione/provento di furto, riciclaggio, reati tributari e bancarotta. La Corte non ha riesaminato il merito delle imputazioni ma ha considerato la gravità e la pluralità dei reati quali elementi valutabili dal giudice di merito ai fini cautelari.

Massime di principio

  • La Cassazione non sostituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito sulla valutazione degli elementi fattuali e degli indizi: può censurare la motivazione solo se è manifestamente carente, illogica o apparente.
  • Per ritenere sussistente il pericolo di inquinamento probatorio è sufficiente che il giudice, sulla base di elementi concreti (es. uso di prestanome, ramificazioni societarie, possibilità di intervenire tramite terzi), dimostri la capacità dell'indagato di compromettere le acquisizioni probatorie; lo stato avanzato delle indagini non esclude l'applicabilità della misura.
  • La recidiva o la pericolosità sociale possono essere desunte dalla personalità dell'indagato, dai suoi precedenti, dalla continuità e dalla modernità delle condotte contestate (es. comportamenti fino a epoche recenti), e da elementi quali il possesso di armi; tali valutazioni richiedono argomentazione specifica ma rientrano nella sfera del giudice di merito.
  • L'obbligo di valutare misure meno afflittive grava sul ricorrente: per ottenere la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari o controlli a distanza è necessario indicare fatti e motivi concreti che provino la loro idoneità nel caso concreto; affermazioni generiche sono inidonee.
  • In sede di impugnazione in Cassazione, le doglianze di carattere principalmente fattuale o generiche sono inammissibili: occorre focalizzare censure di diritto ben circostanziate o dimostrare la manifesta illogicità/contraddittorietà della motivazione del giudice di merito.

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