Cassazione Penale, Sentenza n. 11395/2024 del 19/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Cicerale impugnava la sentenza della Corte di appello di Campobasso che aveva riformato la decisione del Tribunale di Larino e l'aveva condannata per il reato indicato come ex art. 54 1161 cod. nav. La ricorrente deduceva che le opere contestate non costituivano un'occupazione arbitraria di suolo demaniale ma una mera innovazione non autorizzata su area per la quale era stata rilasciata una concessione demaniale; quindi la fattispecie avrebbe natura di reato istantaneo e sarebbe già estinta per prescrizione. Inoltre la difesa lamentava che la Corte di appello non aveva dato risposta al rilievo formulato con memoria difensiva circa l'esistenza della concessione demaniale e la conseguente esclusione dell'occupazione abusiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la Corte di appello di Campobasso per avere omesso di affrontare il rilievo difensivo relativo alla sussistenza della concessione demaniale sulla quale erano state eseguite le opere contestate, circostanza che, se accertata, escluderebbe la configurazione dell'occupazione abusiva e può incidere sulla natura istantanea o continuata del reato e sulla prescrizione. Per tali ragioni la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Salerno per un nuovo esame.
Norme richiamate
art. 54 1161 cod. nav.
La norma è richiamata come riferimento per il reato contestato. Dalla sentenza emerge che la qualificazione giuridica della condotta (occupazione abusiva su demanio o innovazione su area concessa) influisce sulla natura istantanea o continuata del reato e, conseguentemente, sulla decorrenza della prescrizione
Massime di principio
- Se le opere sono state realizzate su area coperta da concessione demaniale regolarmente rilasciata, non si configura automaticamente l'occupazione abusiva: occorre verificare i limiti della concessione e la natura dell'intervento
- Distinguere con cura tra reato istantaneo e reato continuato o permanente: la qualificazione incide direttamente sulla decorrenza e sull'estinzione per prescrizione
- Il difensore deve documentare e produrre tempestivamente la concessione demaniale e ogni atto autorizzativo rilevante; l'omessa valutazione di tali documenti da parte del giudice d'appello è motivo di annullamento
- In sede di appello il giudice è tenuto a rispondere ai rilievi difensivi rilevanti per la decisione; la mancata trattazione di un punto decisivo può giustificare il rimedio in Cassazione e il rinvio
- Quando si prospetta l'estinzione per prescrizione, è fondamentale determinare con precisione la natura dell'illecito e i termini di prescrizione applicabili, nonché gli eventi che interrompono o sospendono il decorso
- In caso di contestazione su demanio e concessioni, il processo può richiedere accertamenti di fatto sulle aree interessate e sui titoli abilitativi: in mancanza di valutazione, il rinvio per nuovo esame è probabile
- La richiesta di inammissibilità del ricorso da parte del pubblico ministero non impedisce che la Corte di Cassazione esamini se vi siano omessi passi decisivi o violazioni di diritto che giustifichino annullamento e rinvio
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