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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32465/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'assise d'appello di Napoli contestando il diniego delle attenuanti generiche. Con un unico motivo hanno denunciato violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo che il secondo giudice ha valorizzato soltanto la gravità della condotta senza esaminare profili personali rilevanti (in particolare la confessione resa in appello, la giovane età e il contesto di grave degrado in cui erano cresciuti), elementi che secondo la difesa avrebbero dovuto incidere sulla concessione delle attenuanti generiche e sul trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché il gravame conteneva argomenti di merito già valutati dal giudice di appello, configurando una richiesta di rinnovata valutazione del merito, incompatibile con il giudizio di legittimità. La sentenza impugnata era motivata con riferimento alla "gravità delle condotte anche materiali" e alla elevata capacità a delinquere desumibile dai numerosi precedenti penali; la giovane età non è stata ritenuta favorevole alla luce dei pregiudizi penali e della confessione sopravvenuta in appello, valutata come elemento funzionale alla riduzione della pena. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per disporre la condanna alle spese processuali e, in mancanza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; qui applicata a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Richiamata quale principio secondo cui, in assenza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende; utilizzata dalla Corte per motivare l'ulteriore condanna pecuniaria.

Massime di principio

  • La Cassazione non è competente a riesaminare il merito dei fatti ove l'impugnazione si risolva in una richiesta di rinnovata valutazione del giudice di merito: motivi che sostanzialmente ripropongono valutazioni di fatto sono inammissibili.
  • Il diniego delle attenuanti generiche, se adeguatamente motivato dal giudice di merito con riferimento alla gravità della condotta e ai precedenti, difficilmente è sindacabile in cassazione se non mediante errori di diritto o vizi logico-giuridici specifici.
  • La confessione resa in sede di appello può essere valutata come circostanza attenuante, ma il suo effetto è rimesso alla valutazione del giudice di merito e può essere neutralizzato dalla gravità del fatto e da precedenti penali rilevanti.
  • La giovane età o il contesto socio-familiare difficoltoso non sono automatismi favorevoli: hanno efficacia attenuante solo se il giudice di merito li ritiene rilevanti rispetto al quadro complessivo della responsabilità e della personalità dell'imputato.
  • Un ricorso con unico motivo che lamenta genericamente difetto di motivazione rischia l'inammissibilità se non indica specifici profili di nullità o violazioni di legge che giustifichino il sindacato di legittimità.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la parte ricorrente può essere condannata alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende, salvo elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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