Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3129/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso per tardività. Nel ricorso straordinario deduce in termini generali violazione dell'art. 24 Costituzione (diritto di difesa), violazione del diritto di difesa ex art. 178, lett. c) c.p.p., e violazione dell'art. 127 c.p.p. per omessa notifica o comunicazione della fissazione dell'udienza in camera di consiglio del 20/07/2022.

La decisione

La Corte amministrativa ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario perché proposto con argomentazioni manifestamente infondate e prive di specificità, omettendo di confrontarsi con l'ordinanza che aveva già dichiarato la tardività (art. 311, comma 1, c.p.p.). La Corte ha ritenuto che l'impugnazione non fosse riconoscibile come ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. e che l'inammissibilità potesse essere dichiarata de plano. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro tremila a titolo di sanzione.

Norme richiamate

  • art. 24 Costituzione

    Invocato dal ricorrente come violazione del diritto di difesa; la Corte rileva che la deduzione è generica e non specifica e quindi non idonea a fondare il ricorso straordinario.

  • art. 178, lett. c) c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per violazione del diritto di difesa; la Corte non ha ritenuto provata alcuna lesione concreta di tale diritto da parte dell'impugnata decisione.

  • art. 127 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente con riferimento all'omessa notifica della fissazione dell'udienza; la Corte osserva che l'inammissibilità del ricorso può essere dichiarata de plano senza necessità di udienza o comunicazione ai difensori quando ricorrono gli estremi delle irregolarità attinenti al rapporto di impugnazione (applicazione del comma 9).

  • art. 311, comma 1, c.p.p.

    Norma che disciplina il termine per proporre il ricorso per cassazione; la Corte ha considerato il ricorso originario tardivo ai sensi di questa norma, motivo per cui l'inammissibilità era già stata dichiarata.

  • art. 625-bis c.p.p.

    Definisce i presupposti del ricorso straordinario; la Corte ha sottolineato che l'atto impugnatorio deve essere effettivamente riconoscibile come ricorso straordinario e che nel caso in esame non risultava tale riconoscibilità.

  • art. 610, comma 5-bis c.p.p.

    Richiamato in giurisprudenza e dalla Corte per spiegare che l'inammissibilità per tardività può essere dichiarata de plano anche in materia cautelare, richiamando i termini e le regole di impugnazione.

  • art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Richiamato nella catena di rinvii normativa relativa ai casi di inammissibilità per mancato rispetto dei termini; utilizzato dalla Corte per inquadrare la possibilità di decisione de plano.

  • art. 585 c.p.p. e art. 99 disp. att. c.p.p.

    Riferimenti normativi sui termini per le impugnazioni e sulla loro applicabilità anche ai termini del libro IV del codice; servono a confermare che i termini per la cassazione sono perentori e la loro violazione legittima la declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • Un ricorso straordinario deve contenere deduzioni specifiche e puntuali: deduzioni generiche o formule invocate di principio (es. violazione dell'art. 24 Cost.) senza concretizzare le doglianze sono in genere ritenute inammissibili.
  • L'inammissibilità per tardività di un ricorso per cassazione può essere dichiarata de plano (senza udienza e senza preventiva comunicazione ai difensori) quando la tardività è manifesta e rientra nelle ipotesi previste dalle norme sui termini di impugnazione.
  • Prima di proporre un ricorso straordinario contro una decisione che ha dichiarato tardivo un precedente ricorso per cassazione, è essenziale confrontarsi con le ordinanze e le motivazioni che hanno già accertato la tardività e documentare elementi specifici che giustifichino una deroga o un errore procedurale.
  • L'oggetto dell'impugnazione deve essere effettivamente riconoscibile come ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p.; se l'atto non rientra nella tipologia di errori denunciabili con tale rimedio, la Corte lo dichiarerà intrinsecamente inammissibile.
  • In ipotesi di mancata o omessa notifica di provvedimenti o fissazioni d'udienza, è necessario produrre prove concrete dell'omissione e spiegare perché tale omissione abbia determinato l'impossibilità di rispettare i termini di impugnazione; la mera allegazione verbale non basta.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.