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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15390/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il decreto di conferma della confisca patrimoniale sostenendo l'omessa o apparente motivazione sul presupposto della confisca. In particolare hanno censurato l'eccessiva dipendenza del provvedimento dalle conclusioni del perito senza una oggettiva indagine sulle fonti di finanziamento degli acquisti; l'assenza di analisi sui debiti accollati dalle societa' (e sulla loro estinzione); la mancata dimostrazione di incremento patrimoniale dopo trasferimenti societari; la generica e non dettagliata indicazione di presunti adeguamenti immobiliari e dei relativi importi; e l'insufficiente verifica della capacita' reddituale dei terzi intestatari rispetto allo sforzo finanziario delle acquisizioni.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza, ritenendo che il decreto impugnato fosse adeguatamente motivato anche avvalendosi delle risultanze peritali. I giudici hanno confermato che Antonio Gentile e le societa' a lui riconducibili avevano posto in essere meccanismi fraudolenti (fatture per operazioni inesistenti e creazione di crediti d'imposta fittizi per complessivi circa 4.039.852,88 euro) e che parte di tali somme era stata reinvestita in immobili in Sardegna. La Corte ha rilevato l'assenza, nelle parti, di risorse lecite confrontabili con il valore degli investimenti, l'irrilevanza dei compensi qualificati come frutto di illeciti, e la sostanziale riconducibilita' delle societa' al proposto. Ha inoltre ritenuto inidonea la linea difensiva basata sull'accollo dei debiti come alternativa al disimpegno di liquidita'. Conseguentemente e' stata confermata la confisca e condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali, quantificate in via equitativa in euro 3.000,00 ciascuno a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • normativa sulle misure di prevenzione patrimoniali e confisca (disciplina penale e antimafia applicabile alle confische per sproporzione e per provenienza delittuosa)

    La confisca e' stata applicata in funzione preventiva/sanzionatoria riconducendo i beni all'impiego di proventi di reato; il procedimento ha ritenuto sufficiente l'accertamento della provenienza illecita delle somme e della sproporzione rispetto alle risorse lecite dei soggetti coinvolti

  • principio dell'adeguata motivazione giudiziale

    Il giudice di merito e la Corte territoriale hanno ritenuto che la motivazione fosse adeguata anche se fondata su perizia tecnica, purché articolata e collegata ad altri elementi di fatto (dichiarazioni dei redditi, struttura societaria, risultanze processuali) e dunque non viziata da mera apparente motivazione

Massime di principio

  • La semplice critica alla valutazione peritale non e' sufficiente: per ottenere l'annullamento di una confisca occorre dimostrare concretamente e in modo puntuale l'errore di fatto o di diritto nella ricostruzione delle fonti finanziarie
  • Quando risulta accertata una sistematica produzione di proventi illeciti e il loro reinvestimento, la confisca puo' essere confermata anche se parte delle transazioni sono state formalmente intestate a terzi, se ricorrono indizi di effettiva riconducibilita'
  • Per contrastare la presunzione di illiceita' e di sproporzione e' necessario produrre prove dettagliate della capacita' reddituale lecita dei terzi intestatari (flussi di reddito, documentazione bancaria, ammortamento dei debiti), non semplici deduzioni o elementi formali
  • L'accollo di debiti non esclude automaticamente l'esborso di liquidita' o la necessita' di risorse finanziarie: il giudice valutera' concretamente se l'accollo abbia realmente evitato l'impiego di mezzi provenienti da attivita' illecite
  • La motivazione che integra e raccorda perizia, risultanze fiscali e indagini sul controllo effettivo delle societa' e dei flussi e' idonea a sostenere una misura ablativa patrimoniale; gli errori tecnici vanno dimostrati con elementi obiettivi e non con mere contrapposizioni interpretative

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