Cassazione Penale, Sentenza n. 47767/2022 del 16/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per furto aggravato. Il ricorrente, tramite difensore, articolava quattro motivi di censura: nullità della sentenza d'appello, omissione di rilievo della prescrizione, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità e al trattamento sanzionatorio. Nel corso del procedimento di cassazione è intervenuta la questione della morte dell'imputato, con richiesta del Procuratore generale di annullamento senza rinvio per questa causa estintiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha dichiarato estinto il reato per morte dell'imputato, accertando che Giustino Piscopo è deceduto in Aversa il 20/03/2019. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la morte dell'imputato, anche se intervenuta dopo la proposizione del ricorso per cassazione, impone l'annullamento senza rinvio e la dichiarazione dell'estinzione del reato, essendosi esaurito il rapporto processuale e risultando preclusa ogni pronuncia di proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129, comma secondo, c.p.p.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, art.23, comma 8
Richiamata per annotare che le parti non hanno chiesto la discussione orale secondo la disciplina emergenziale; rilevazione meramente procedurale.
decreto-legge 30 dicembre 2021, n.228, art.16
Richiamato per la proroga della disciplina processuale collegata al dl. n.137/2020; riferimento di carattere organizzativo/procedurale.
art.129, comma secondo, codice di procedura penale
La Corte richiama che, per effetto della morte dell'imputato, è preclusa ogni eventuale pronuncia di proscioglimento nel merito: la causa estintiva impedisce di decidere sul merito e impone l'annullamento senza rinvio.
Giurisprudenza consolidata (Sez. U, n.49783 del 24/09/2009, Chiasserini; Sez. 3, n.23906 del 12/05/2016, Patti)
Principio secondo cui la morte dell'imputato, anche se sopravvenuta dopo la proposizione del ricorso per cassazione, determina l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la declaratoria di estinzione del reato perché si è esaurito il rapporto processuale.
Massime di principio
- La morte dell'imputato durante il procedimento di impugnazione (anche dopo la proposizione del ricorso per cassazione) estingue il reato e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
- La declaratoria di estinzione per morte prevale su questioni relative all'ammissibilità del ricorso: il rapporto processuale si esaurisce e non è possibile pronunciare proscioglimenti nel merito.
- Per ottenere l'annullamento e la dichiarazione di estinzione è necessario far pervenire al giudice/cancelleria idonea certificazione del decesso; la Pubblica Accusa può concludere per l'annullamento senza rinvio quando il decesso è accertato.
- Gli aspetti procedurali emergenziali (es. eventuale discussione orale prevista da disposizioni temporanee) non incidono sulla declaratoria di estinzione: la questione fondamentale rimane l'accertamento del decesso.
- In situazioni analoghe è opportuno valutare separatamente eventuali riflessi civili o amministrativi, poiché l'estinzione del reato penale non determina automaticamente l'estinzione di profili di responsabilità civile o risarcitoria.
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