Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 35682/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La società affidataria di servizi di trasporto pubblico locale chiedeva il rimborso della maggiore IRAP versata per l'anno d'imposta 2013, sostenendo di avere diritto alle deduzioni del cd. cuneo fiscale previste dall'art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4, d.lgs. 446/1997. L'Ufficio aveva negato il rimborso e i giudici di merito avevano confermato il diniego, qualificando il rapporto con il Comune come concessione di servizi a tariffa. Con il ricorso per cassazione la società deduceva, in sintesi, che il contratto stipulato con il Comune fosse in realtà un appalto di servizi e non una concessione, mancando la traslazione del rischio e la remunerazione a tariffa; inoltre censurava la valutazione dei rapporti economici tra le parti e richiamava anche un preteso giudicato esterno. I primi due motivi contestavano quindi la qualificazione del rapporto ai fini dell'esclusione o meno dall'agevolazione IRAP e la corretta interpretazione delle clausole contrattuali; gli ulteriori motivi, rimasti assorbiti, concernevano il contrasto con l'art. 107 TFUE e l'omessa pronuncia sulle spese.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati il primo e il secondo motivo. Ha affermato che, ai fini dell'esclusione dal beneficio IRAP, occorre la compresenza di concessione e tariffa remunerativa; ha quindi ribadito che la concessione si distingue dall'appalto per il trasferimento del rischio operativo e per la remunerazione fondata sul diritto di sfruttare economicamente il servizio, mentre l'appalto ricorre quando il corrispettivo è posto a carico dell'amministrazione. Ha censurato la sentenza regionale per avere valorizzato in modo निर्णinante poteri di vigilanza, controllo e revoca del Comune e altri elementi non decisivi, trascurando invece la mancanza di remunerazione a tariffa dell'utenza e la necessità di verificare se il rapporto fosse appalto o concessione secondo i criteri corretti. Ha inoltre dato rilievo a un giudicato esterno formatosi tra le stesse parti su un'annualità precedente, relativo al medesimo accordo, che aveva già accertato la natura di appalto del rapporto. Per tali ragioni la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione, per nuovo esame della domanda di rimborso alla luce dei principi indicati. I motivi terzo e quarto sono rimasti assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4, d.lgs. n. 446 del 1997

    Le deduzioni IRAP non spettano alle imprese che operano in concessione e a tariffa solo quando ricorrano congiuntamente entrambi i presupposti; la ratio è evitare sovracompensazioni quando il costo fiscale sia già incorporato nella tariffa remunerativa.

  • artt. 18 e 19, d.lgs. n. 422 del 1997

    Sono richiamati dalla ricorrente per sostenere che i contratti di servizio nel trasporto pubblico locale abbiano natura di appalto di servizi e non di concessione.

  • artt. 1362 e ss. c.c.

    Le clausole contrattuali devono essere interpretate secondo i criteri ermeneutici codicistici, considerando le clausole in reciproca connessione e ricostruendo la volontà effettiva delle parti.

  • artt. 3 e 30, d.lgs. n. 163 del 2006

    Richiamati per la distinzione tra appalto e concessione nell'ambito dei contratti pubblici.

  • art. 3, comma 1, lett. vv), d.lgs. n. 50 del 2016

    Definisce la concessione di servizi come contratto con corrispettivo consistente nel diritto di gestire i servizi, con assunzione del rischio operativo da parte del concessionario.

  • art. 165, comma 2, d.lgs. n. 50 del 2016

    Richiamato per la nozione di concessione e per il rischio operativo connesso alla gestione.

  • art. 107 TFUE

    Richiamato nel terzo motivo, rimasto assorbito; la Corte non si pronuncia nel merito per effetto dell'accoglimento dei primi due motivi.

  • art. 267 TFUE

    Richiamato in subordine nel terzo motivo, con richiesta di rinvio pregiudiziale, rimasta assorbita.

  • art. 87 TCE

    Citato nel ragionamento sulla decisione della Commissione europea, quale precedente formulazione dell'attuale art. 107 TFUE.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato nel passaggio sul rilievo officioso del giudicato esterno.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato in via implicita nella tassonomia degli istituti, ma nel testo la Corte si concentra soprattutto sulla qualificazione giuridica del rapporto e sul giudicato esterno.

Massime di principio

  • In tema di IRAP, l'esclusione delle deduzioni del costo del lavoro per le imprese operanti in concessione e a tariffa richiede la compresenza di entrambi i presupposti: natura concessoria del rapporto e tariffa remunerativa.
  • La distinzione tra concessione di servizi e appalto di servizi dipende anzitutto dalla traslazione del rischio operativo e dal modo di remunerazione: nella concessione il corrispettivo è il diritto di gestire il servizio e il rischio è dell'operatore, nell'appalto il corrispettivo è un pagamento dell'amministrazione.
  • Ai fini della nozione di tariffa rilevante per l'esclusione fiscale non basta un corrispettivo genericamente collegato all'equilibrio economico-finanziario del servizio; occorre una tariffa remunerativa che incorpori il costo fiscale IRAP ed eviti una sovracompensazione.
  • Nella qualificazione del rapporto ai fini fiscali non sono decisivi, da soli, i poteri pubblicistici di vigilanza, controllo o revoca mantenuti dall'amministrazione, né il nomen iuris formale del contratto.
  • Se tra le stesse parti esiste un giudicato esterno relativo al medesimo rapporto e alla sua qualificazione giuridica, tale giudicato è rilevabile d'ufficio e può precludere un diverso accertamento nelle annualità successive, quando il fatto abbia effetti pluriennali.

Come è indicizzato

MaterieRimborsiConcessioneCompensazione
RamiTributiContrattiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.