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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31935/2026 del 26/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (indagato)

La controversia

L'indagato era sottoposto a custodia cautelare in carcere per il delitto tentato di omicidio aggravato dal concorso di persone, in relazione a un'aggressione commessa all'esterno di una discoteca ai danni di un minore, immobilizzato e colpito ripetutamente alla testa, all'addome e al torace con una mazza, pugni e calci. Il Tribunale del riesame aveva confermato la sussistenza del quadro indiziario e, nel successivo giudizio sull'istanza di revoca o sostituzione della misura, il giudice aveva ritenuto non decisive le novità dedotte dalla difesa: uno scritto dell'indagato contenente la propria versione dei fatti, il miglioramento delle condizioni della persona offesa e un divieto questorile di accesso ai locali pubblici di intrattenimento nella provincia. Il ricorso per cassazione deduceva violazione degli artt. 274, 275 e 125, comma 3, c.p.p., nonché vizio di motivazione. La difesa sosteneva che il Tribunale non avesse adeguatamente valutato l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari, la proporzionalità della custodia in carcere e la possibilità di fronteggiare il pericolo con gli arresti domiciliari, anche mediante braccialetto elettronico. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione sulla persistenza del pericolo di reiterazione criminosa specifica, ma carente quella relativa all'adeguatezza della custodia carceraria, poiché il Tribunale si era limitato ad affermare apoditticamente l'inidoneità degli arresti domiciliari senza spiegare perché tale misura, eventualmente accompagnata dal controllo elettronico, non fosse sufficiente.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei limiti indicati, annullando l'ordinanza impugnata limitatamente alla valutazione dell'adeguatezza della custodia cautelare in carcere e rinviando al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio sul punto. Ha invece rigettato il ricorso quanto alla persistenza delle esigenze cautelari, ritenendo logicamente motivata la valutazione del pericolo di reiterazione criminosa specifica. Il giudice del rinvio dovrà motivare specificamente sull'inidoneità degli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico, rispetto alla custodia in carcere.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Richiamato quale base normativa del concorso di persone nel reato contestato.

  • art. 56 c.p.

    Richiamato quale base normativa del tentativo punibile.

  • art. 575 c.p.

    Richiamato quale norma incriminatrice dell'omicidio tentato.

  • art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p.

    La persistenza del pericolo di reiterazione criminosa specifica costituisce esigenza cautelare ostativa alla revoca della misura quando adeguatamente motivata.

  • art. 275 c.p.p.

    Impone la verifica della proporzionalità e dell'adeguatezza della misura cautelare e richiede, fuori dai casi di presunzione assoluta, una motivazione specifica sull'inidoneità delle misure meno afflittive.

  • art. 275, comma 3-bis, c.p.p.

    Rafforza l'onere motivazionale del giudice nella valutazione delle alternative alla custodia cautelare in carcere, inclusi gli arresti domiciliari con controllo elettronico.

  • art. 309 c.p.p.

    Disciplina il riesame delle misure cautelari personali; il giudicato cautelare può precludere la rivalutazione del quadro indiziario, ma non esonera dalla verifica delle esigenze e dell'adeguatezza della misura.

  • art. 309, comma 7, c.p.p.

    Individua il Tribunale di Napoli quale giudice competente per il nuovo giudizio disposto in sede di rinvio.

  • art. 310 c.p.p.

    Richiamato in relazione all'appello cautelare avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di revoca o sostituzione della misura.

  • art. 125, comma 3, c.p.p.

    Richiamato quale parametro dell'obbligo di motivazione dei provvedimenti giudiziari.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    Richiamato per l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • Il giudicato cautelare sul quadro indiziario non esclude che, nella fase successiva, il giudice debba verificare l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari e la proporzionalità e adeguatezza della misura in corso.
  • Quando la custodia cautelare in carcere è mantenuta per il pericolo di reiterazione criminosa e non ricorre una presunzione assoluta di adeguatezza, il giudice deve motivare specificamente perché gli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico, non siano idonei a fronteggiare le esigenze cautelari.
  • È insufficiente una motivazione meramente assertiva sull'inidoneità della misura domiciliare: il giudice deve confrontarsi concretamente con la situazione personale dell'indagato e con le caratteristiche del pericolo cautelare.
  • La valutazione della persistenza del pericolo di reiterazione e quella dell'adeguatezza della misura sono autonome: una motivazione congrua sulla prima non supplisce alla carenza motivazionale sulla seconda.

Come è indicizzato

MaterieElemento soggettivoImpugnazioniCustodia cautelareEsigenze cautelari
RamiParte generaleProcesso penaleMisure cautelari
SottomaterieCarcereArresti domiciliari
IstitutiConcorso di personeTentativo

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