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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6568/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Trieste del 04/04/2024. Bombace denunciava violazioni di norme del d.lgs. 74/2000 (artt. 2, 5, 8, 9) e del codice penale (art. 110), vizi di motivazione e l'inutilizzabilità o inattendibilità di deposizioni (art. 63 c.p.p.). Contestava altresì la riqualificazione di capi (c, d, e) e l'insufficiente specificazione del contributo causale o morale posto a suo carico nella frode carosello e nelle omissioni dichiarative.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte: ha annullato senza rinvio i capi c), d) ed e) (relativi alle dichiarazioni IVA di Ergo Armonia per gli anni indicati) trasmettendo gli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Trieste; ha altresi annullato con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Trieste i capi g), s) e f) nella parte riferita alla fattura emessa dalla Edil B di Burgio Leonardo, per carenza di riscontri estrinseci alle dichiarazioni ritenute inutilizzabili. Invece ha rigettato il ricorso rispetto ai profili collegati alla costituzione e gestione delle cartiere IT Distribution e Tecnotrade (Forzese e Coppola) e alle omissioni dichiarative correlate (capi n, o, p, q, r), confermando in gran parte le responsabilità e la qualificazione dei fatti nei limiti indicati nella motivazione (iva: responsabilità per utilizzo fatture della Tecnotrade e ruolo di gestione/occulata imprenditorialità di Bombace). La sentenza di merito è dunque parzialmente annullata (alcuni capi senza rinvio, altri con rinvio) e in parte confermata.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000 art. 2

    Delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti; la Corte conferma che può concorrere chi, pur non essendo amministratore formale, abbia contribuito a creare il meccanismo fraudolento che ha consentito l'utilizzo delle fatture fittizie.

  • d.lgs. 74/2000 art. 5

    Delitto omissivo (omessa presentazione della dichiarazione IVA); la Cassazione ricorda il diverso modello tipico rispetto all'art. 2 e riconosce che, se la dichiarazione è presentata oltre il termine utile, il fatto può ricondursi all'art. 5 e non all'art. 2.

  • d.lgs. 74/2000 art. 8

    Utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti da parte di altro soggetto; la Corte conferma che il concorso può essere affermato anche per soggetti esterni che abbiano fornito fatture di cartiere controllate.

  • d.lgs. 74/2000 art. 9

    Regime derogatorio che richiede la coesistenza di due delitti distinti e perfezionati (emissione fattura inesistente e dichiarazione fraudolenta); non è applicabile quando la dichiarazione non è tempestivamente presentata e quindi il reato di art. 2 non si perfeziona.

  • cod. proc. pen. art. 63

    Prevede l'inutilizzabilità delle deposizioni rese da persone che risultino indagate per i medesimi fatti; la Corte territoriale aveva dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei titolari delle cartiere, effetto che può compromettere i riscontri probatori se non vi sono elementi extrinseci di corroborazione.

  • cod. pen. art. 110

    Concorso di persone nel reato; la sentenza valorizza il concorso anche per chi abbia concorso nel creare e gestire il meccanismo fraudolento pur non avendo cariche formali.

  • cod. pen. art. 81

    Concurso di reati e cumulo materiale/ideologico: richiamato nella motivazione di merito per unificazione delle condanne, ove pertinente.

  • cod. proc. pen. artt. 125, 192, 521, 546

    Norme processuali invocate nel ricorso relative al limite di riqualificazione in appello, motivazione, ammessa impugnazione e limiti della decisione di merito; la Cassazione ha richiamato il principio di correlazione tra accusa e sentenza e i limiti a riqualificazioni non contestate che impediscano il contraddittorio.

Massime di principio

  • La testimonianza dei titolari di cartiere può essere dichiarata inutilizzabile ex art. 63 c.p.p.; se tali dichiarazioni sono essenziali, la loro inutilizzabilità può determinare l'annullamento della decisione se non esistono riscontri estrinseci adeguati.
  • Il criterio dell'effettività (amministratore di fatto/oculto imprenditore) può attribuire responsabilità penale a chi gestisce operative e finanziarie anche in assenza di qualifiche formali: controllo, gestione dei conti, percezione di compensi e organizzazione sono elementi decisivi.
  • La distinzione tra reato commissivo (art. 2 d.lgs. 74/2000) e reato omissivo (art. 5 d.lgs. 74/2000) è sostanziale: se la dichiarazione è presentata oltre i termini previsti non si può agevolmente ricondurre il fatto all'art. 2 ma va valutata la sussunzione nell'art. 5.
  • L'art. 9 d.lgs. 74/2000 (deroga) si applica solo quando coesistono due reati autonomamente perfezionati (emissione di fatture inesistenti e dichiarazione fraudolenta); in mancanza di una delle due condotte non può valere la deroga.
  • La qualificazione del concorso morale richiede indicazione dell'apporto concreto fornito, ma il ruolo di gestione effettiva delle strutture fittizie può, di per sé, giustificare l'attribuzione di responsabilità per i reati tributari collegati.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio (quando il vizio consente di chiudere il giudizio di legittimità) o con rinvio (quando mancano riscontri probatori e occorre nuovo esame in sede di merito); la trasmissione al P.M. può comportare ulteriori atti investigativi o valutazioni.
  • In presenza di riqualificazioni in appello, la difesa deve essere messa in condizione di confrontarsi specificamente con la nuova contestazione: differenze sostanziali tra fattispecie contestata e quella ritenuta impongono attenzione al principio di correlazione accusa-sentenza.
  • Se parti importanti del ragionamento probatorio dipendono da dichiarazioni potenzialmente inutilizzabili, il giudice d'appello deve indicare riscontri estrinseci idonei; l'assenza di tali riscontri può portare all'annullamento per vizio probatorio.

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