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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24468/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la declaratoria di inammissibilità dell'appello per tardività. La Corte d'appello aveva ritenuto che il dispositivo fosse stato letto il 24 gennaio 2022; il termine di sessanta giorni per il deposito della motivazione scadeva quindi il 25 marzo 2022; dal giorno successivo decorreva il termine di quarantacinque giorni per il deposito dell'appello, con scadenza il 9 maggio 2022. L'appello è stato invece depositato il 10 maggio 2022. Il difensore in cassazione deduceva violazione dell'art. 172, comma 4 c.p.p., sostenendo che il termine per il deposito del gravame decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito della sentenza, per cui l'atto depositato il 10 maggio sarebbe stato tempestivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione. Ha confermato che, applicando correttamente il decorso dei termini, il termine dei 45 giorni per il deposito dell'appello si è chiuso il 9 maggio 2022 e il deposito del 10 maggio 2022 è tardivo. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma determinata equitativamente in euro tremila. Sentenza pronunciata a Roma il 5 aprile 2023.

Norme richiamate

  • art. 172 c.p.p., comma 4

    Il ricorrente invocava questa norma per sostenere che il termine per proporre il gravame decorre dal giorno successivo alla scadenza del termine per il deposito della motivazione. La Corte, tuttavia, ha applicato il conteggio dei termini ritenuto corretto nel caso di specie: sessanta giorni per il deposito della motivazione decorrenti dal giorno successivo alla lettura del dispositivo e, una volta scaduti, il decorso del termine di quarantacinque giorni per il deposito dell'appello; nel concreto il 60° giorno era il 25/03/2022 e il 45° giorno del termine per impugnare il 09/05/2022, perciò il deposito del 10/05/2022 è tardivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata per disciplinare le conseguenze della dichiarata inammissibilità del ricorso: condanna alle spese processuali e obbligo di versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinata equitativamente (qui fissata in euro 3.000).

Massime di principio

  • I termini per il deposito delle motivazioni e per l'impugnazione vanno calcolati con attenzione: il conteggio dei giorni decorre generalmente dal giorno successivo a quello dell'evento iniziale (es. lettura del dispositivo o scadenza del termine precedente).
  • Il termine di 60 giorni per il deposito della motivazione e il successivo termine di 45 giorni per proporre l'appello si susseguono; l'ultimo giorno di ciascun termine è inderogabile: il deposito anche solo il giorno successivo comporta la tardività.
  • In presenza di dubbi sul computo dei termini, è prudente depositare l'atto prima della scadenza o, se possibile, chiedere chiarimenti/ordinanza al giudice per evitare inammissibilità per termini.
  • Conservare e produrre prova certa della data di deposito (ricevuta, timbro, pec) è essenziale per dimostrare la tempestività dell'impugnazione.
  • La violazione del termine processuale determina, oltre all'inammissibilità dell'impugnazione, possibili sanzioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p.; valutare sempre tempestività e conseguenze economiche prima di proporre ricorso.

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