Sentenza n. 4020/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione resistente rispetto alla domanda di visto di ingresso nel territorio dello Stato per motivi di studio avanzata dal ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sull'avvio e sulla conclusione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per motivi di studio, nonché mancata fissazione di un appuntamento presso l'ambasciata italiana in Pakistan
Esito
La controversia
Il ricorrente ha agito contro l'inerzia dell'Amministrazione sia per ottenere la fissazione di un appuntamento presso l'ambasciata italiana in Pakistan, necessario a presentare la domanda di visto dopo la preiscrizione universitaria, sia per ottenere la conclusione del procedimento con il rilascio del titolo. Nelle more del giudizio l'appuntamento è stato concesso. Il ricorrente deduceva quindi l'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione rispetto all'avvio e alla definizione del procedimento di rilascio del visto per motivi di studio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere relativamente alla richiesta di fissazione dell'appuntamento, poiché l'Amministrazione lo aveva concesso nelle more del giudizio, realizzando quanto sollecitato dall'istanza a provvedere. Ha precisato che il termine di 90 giorni per la conclusione del procedimento, previsto dall'art. 5 del d.P.R. n. 349/1999, decorre dalla presentazione della domanda di visto, resa possibile dall'appuntamento; resta comunque l'obbligo dell'Amministrazione di fissare celermente l'appuntamento dopo la richiesta dell'interessato. La domanda volta a ottenere direttamente la conclusione del procedimento con il rilascio del visto è stata dichiarata inammissibile, poiché al momento della proposizione del ricorso non era ancora iniziato il termine di 90 giorni. Il ricorso è stato pertanto definito in parte con cessazione della materia del contendere e in parte con inammissibilità. Le spese sono state compensate per l'ingente flusso di domande gravante sull'ambasciata in Pakistan e per la reciproca soccombenza.
Norme richiamate
art. 5 d.P.R. n. 349/1999
Il termine per la conclusione del procedimento di rilascio del visto decorre dalla presentazione della domanda; prima di tale momento non è azionabile la domanda diretta a ottenere la conclusione del procedimento.
Massime di principio
- Nel procedimento di rilascio del visto di ingresso, il termine per provvedere decorre dalla presentazione della domanda e non dalla mera richiesta di un appuntamento per poterla presentare.
- L'amministrazione competente deve fissare celermente l'appuntamento presso la sede consolare quando l'interessato ne faccia richiesta per formalizzare la domanda di visto.
- La domanda giudiziale diretta a ottenere la conclusione del procedimento per il rilascio del visto è inammissibile se, al momento della proposizione del ricorso, la domanda amministrativa non è stata ancora presentata e non è quindi iniziato il termine per provvedere.
- La concessione dell'appuntamento durante il giudizio determina la cessazione della materia del contendere limitatamente alla domanda volta a ottenere la possibilità di presentare la domanda di visto.
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