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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10077/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sequestro preventivo di somme per complessivi 17.051,96 euro, ritenute profitto dell'indebita percezione del reddito di cittadinanza; sono stati bloccati 11.393 euro su conti correnti. Il ricorrente ha proposto quattro motivi: (1) illegittima qualificazione del sequestro/confisca come "diretta" sulle somme di denaro nonostante fosse stata fornita prova della liceità della loro provenienza; (2) violazione del principio di inesecutibilità/impignorabilità nei limiti di legge (richiamando art. 545 c.p.c.) e applicabilità di tali limiti anche al sequestro finalizzato alla confisca; (3) violazione del principio di proporzionalità perché il sequestro renderebbe impossibile pagare affitto e coprire somme protette (es. limite triplo della pensione sociale); (4) motivazione insufficiente in ordine al periculum in mora.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso in più punti, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Tribunale di Savona per nuovo giudizio. Ha stabilito che: (i) la confisca (e il sequestro preventivo ad essa strumentale) su somme di denaro ha natura diretta solo se è provata la derivazione causale delle somme dal reato; in assenza di tale prova la confisca deve essere qualificata come per equivalente; (ii) i limiti di impignorabilità degli emolumenti da lavoro e delle pensioni (art. 545 c.p.c.) si applicano anche alla confisca per equivalente e al sequestro ad essa finalizzato, come affermato dalle Sezioni unite (sentenza n. 26252/2022); (iii) il Tribunale non ha motivato il rispetto del principio di proporzionalità. Il quarto motivo è stato assorbito. Il tribunale di merito dovrà applicare i principi indicati e verificare se e in quali limiti sia legittimo il sequestro.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    norma che disciplina il sequestro preventivo; la Corte richiama che il sequestro finalizzato alla confisca deve essere valutato alla luce del nesso causale necessario per qualificare la confisca come diretta

  • art. 316-ter cod. pen.

    norma penale richiamata in relazione al reato contestato all'indagato (elemento dell'impianto accusatorio)

  • art. 7 D.l. 28 gennaio 2019, n. 4

    riferimento normativo al regime del reddito di cittadinanza, in relazione all'indebita percezione contestata

  • art. 545 cod. proc. civ.

    limiti di impignorabilità di stipendi, salari, pensioni e indennità: la Corte conferma l'applicabilità di tali limiti anche alla confisca per equivalente e al sequestro finalizzato alla confisca

  • Sezioni Unite, sentenza n. 26252 del 24/02/2022 (Cinaglia)

    principio che estende i limiti di impignorabilità (art. 545 c.p.c.) alla confisca per equivalente e al sequestro ad essa finalizzato; ricondotta a principi costituzionali di tutela del minimo vitale

  • Sezioni Unite, pronuncia informativa 26/09/2024 (Coppola)

    principio secondo cui la confisca diretta di somme di denaro è ammessa solo ove sia provato il nesso di derivazione causale dalle somme al reato; in assenza di prova la confisca è per equivalente

Massime di principio

  • La confisca o il sequestro diretto di denaro richiedono la prova del nesso causale tra le somme e il reato; se tale nesso non è dimostrato la misura va qualificata come confisca per equivalente.
  • I limiti di impignorabilità (art. 545 c.p.c.) relativi a stipendi, salari, pensioni e indennità si applicano anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente: il giudice deve verificare e sottrarre al vincolo le somme non aggredibili.
  • Il sequestro preventivo deve rispettare il principio di proporzionalità: il giudice deve motivare che il vincolo non impedisce il soddisfacimento dei bisogni essenziali (es. affitto, minima sussistenza) e quantificare eventuali quote indisponibili.
  • Il giudice di merito deve esplicitare se il sequestro sia "impeditivo" o finalizzato alla confisca e confrontarsi con la giurisprudenza di legittimità; non sono ammissibili richiamo sommario a principi giurisprudenziali senza applicazione al caso concreto.
  • In casi simili, il difensore dovrebbe proporre prova documentale sulla provenienza lecita delle somme e chiedere l'applicazione dei limiti di impignorabilità e della proporzionalità al fine di ridurre o escludere il vincolo.

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