Cassazione Penale, Sentenza n. 21149/2026 del 09/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di restituzione nel termine per proporre appello avverso le sentenze nn. 570/2025 e 571/2025, per fatto fortuito/forza maggiore dovuto al presunto malfunzionamento del "portale deposito atti penali" che avrebbe dirottato i depositi verso il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di L'Aquila invece che al Tribunale di Chieti, con conseguente rifiuto dei depositi
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte di appello aveva già rigettato l'istanza di restituzione per difetto di prova del malfunzionamento e per l'inverosimiglianza delle circostanze prospettate. La Corte suprema ha confermato che il malfunzionamento non è stato dimostrato: erano presenti ricevute del PDP che indicavano il rifiuto per "ufficio destinatario errato" (due comunicazioni datate 24 ottobre 2025) e nessuna certificazione di malfunzionamento, né prova che il difensore avesse tempestivamente segnalato l'anomalia alla cancelleria per regolarizzare il deposito. Perciò il caso fortuito/forza maggiore non è stato riconosciuto. In conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 175-bis cod. proc. pen.
«il malfunzionamento dei sistemi informatici dei domini del Ministero della giustizia è certificato dal direttore generale per i servizi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, attestato sul portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia e comunicato dal dirigente dell'ufficio giudiziario …»; oppure è «accertato ed attestato dal dirigente dell'ufficio giudiziario»; «se, nel periodo di malfunzionamento certificato … o accertato …, scade un termine previsto a pena di decadenza, il pubblico ministero, le parti private e i difensori sono restituiti nel termine quando provino di essersi trovati, per caso fortuito o forza maggiore, nell'impossibilità di redigere o depositare tempestivamente l'atto …»
La norma richiede una certificazione ufficiale del malfunzionamento (da parte del direttore generale dei servizi informativi o del dirigente dell'ufficio giudiziario). Solo se il malfunzionamento è certificato/accertato e la parte prova l'impossibilità effettiva di depositare, è possibile la restituzione dei termini per decadenza. In mancanza di tale certificazione e di prove concrete, l'eccezione di caso fortuito/forza maggiore non può essere accolta
art. 616 cod. proc. pen.
Consente la condanna alle spese processuali a carico della parte soccombente; qui è stata applicata per la fase di cassazione a seguito del rigetto del ricorso
Massime di principio
- Per ottenere la restituzione dei termini per deposito telematico a causa di malfunzionamento, è indispensabile la certificazione ufficiale del malfunzionamento (direttore generale per i servizi informativi o dirigente dell'ufficio giudiziario) oppure prove formali e circostanziate che dimostrino l'impossibilità effettiva di depositare
- Le mere asserzioni del difensore sul malfunzionamento del portale sono insufficienti: è necessario produrre ricevute, comunicazioni del sistema, richieste di intervento tecniche, PEC o altre prove datate che documentino l'anomalia e le iniziative adottate per regolarizzare il deposito
- Se il sistema segnala il rifiuto del deposito per "ufficio destinatario errato" o simile, il difensore deve tempestivamente avvisare la cancelleria competente e compiere ogni atto utile per regolarizzare il deposito; l'inerzia può precludere il riconoscimento del caso fortuito
- Conservare e produrre tutta la documentazione generata dal portale (ricevute, schermate con indicazione del destinatario visualizzato, comunicazioni di rifiuto) e ogni prova di contatti con l'amministrazione giudiziaria o richieste di certificazione tecnica aumenta le possibilità di successo
- In caso di malfunzionamento certificato per un periodo determinato, le parti che dimostrano di essere state nell'impossibilità di depositare tempestivamente possono ottenere la restituzione dei termini; in assenza di certificazione, la richiesta sarà probabilmente respinta e si possono anche sostenere le spese processuali
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