Cassazione Penale, Sentenza n. 14732/2026 del 23/04/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia in carcere disposta dal GIP per i reati di detenzione illecita di stupefacenti, detenzione e porto di arma con matricola abrasa e ricettazione. Il ricorrente deduceva vizi di motivazione e violazioni di legge nella valutazione delle dichiarazioni del coindagato Carlo Boglioli (contestando l'attendibilita e l'uso selettivo delle sue affermazioni), l'assenza di riscontri autonomi a carico del Siciliano, la mancata considerazione di elementi difensivi specifici, l'ingiustificata qualificazione delle esigenze cautelari e la scelta della misura (omessa valutazione della richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico), nonche l'omessa valutazione della memoria difensiva del 20/10/2025 relativa ai limiti di legge alla custodia cautelare ex art. 275, comma 4, cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi alla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e alla sussistenza delle esigenze cautelari, ritenendo congrua e non manifestamente illogica la valutazione del Tribunale del riesame (in particolare la valutazione frazionata delle dichiarazioni del coindagato Boglioli e i riscontri investigativi come pedinamenti, incontri, videochiamate, sequestro di quasi 3,5 kg di cocaina e di un'arma). Tuttavia il ricorso è stato accolto limitatamente al motivo relativo all'omessa valutazione della memoria difensiva fondata sull'art. 275, comma 4, cod. proc. pen.: la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio esclusivamente per la determinazione della misura adeguata in considerazione di quella doglianza, disponendo il resto del rigetto.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla richiesta proposta al Tribunale del riesame; disciplina il procedimento per i provvedimenti cautelari impugnati davanti al riesame.
art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamata dal ricorrente per contestare la valutazione probatoria; dalla sentenza emerge che la Corte ha ritenuto legittima la valutazione frazionata delle dichiarazioni del coindagato alla luce di riscontri investigativi concreti.
art. 273 cod. proc. pen.
Richiamata dal ricorrente nella censura di vizio di motivazione; la Corte non ha ravvisato inammissibilità o illogicità nella motivazione del Tribunale sul punto degli indizi e dei riscontri.
art. 275, comma 4, cod. proc. pen.
Norma che pone limiti all'uso della custodia cautelare in presenza di specifiche situazioni familiari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia espresso alcun riferimento e valutazione sulla memoria difensiva che invocava tale limite, determinando l'annullamento con rinvio limitato alla scelta della misura.
Massime di principio
- Le dichiarazioni del coindagato possono essere valutate in modo frazionato: parti attendibili possono essere tenute in considerazione anche se altre risultano mendaci, purché vi siano riscontri investigativi che le corroborino.
- Il giudice delle misure può legittimamente utilizzare elementi investigativi 'obiettivi' (pedinamenti, incontri, videochiamate, quantitativi di droga sequestrati, possesso di armi) come riscontri ai racconti dichiarativi per fondare i gravi indizi di colpevolezza.
- Per contrastare efficacemente la motivazione cautelare, la difesa deve indicare specificamente le contraddizioni e le fonti che le dimostrano; censure generiche risultano inammissibili.
- L'accertamento delle esigenze cautelari richiede motivazione concreta: il rinvenimento di ingenti quantitativi di stupefacente e di armi può giustificare il ricorso alla custodia in carcere per il rischio di collegamenti con organizzazioni criminali e la possibile reiterazione.
- Prima di confermare o disporre la custodia in carcere il giudice deve esaminare e motivare specificamente eventuali limitazioni previste dall'art. 275, comma 4 (situazioni familiari che possono escludere la custodia), e decidere esplicitamente sulle richieste alternative della difesa (es. arresti domiciliari con braccialetto elettronico).
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