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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10369/2023 del 10/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la decisione di consegna in esecuzione di un mandato di arresto europeo, deducendo violazione degli artt. 125 cod. proc. pen. e 16 legge n. 69/2005 per mancata acquisizione di informazioni integrative sulle condizioni delle carceri ceche. Sosteneva che il rapporto CPT del 2021 dimostrava un elevato tasso di detenzione e sovraffollamento nella Repubblica Ceca e che la Corte territoriale non aveva compiuto gli accertamenti richiesti dalla difesa in ordine al rischio di trattamenti inumani o degradanti dopo la consegna.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente considerato il rapporto CPT/Inf(2019)23 (visita in situ del 2018) come l'ultimo rapporto ispezionante disponibile e che il richiamo del ricorrente al 2021 riguardasse il tasso statistico di detenzione (indice 180) e non le condizioni materiali delle strutture penitenziarie. Inoltre il ricorrente non aveva allegato fatti concreti e specifici relativi al rischio di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU; la censura è stata pertanto ritenuta generica. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende; è stato disposto l'adempimento di cui all'art. 22, comma 5, legge n. 69/2005.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale

    Norma richiamata in relazione ai poteri e limiti dell'impugnazione; la Corte ha ritenuto che il motivo fosse generico e quindi inammissibile ai sensi della disciplina processuale

  • Legge n. 69 del 2005 (esecuzione del mandato di arresto europeo)

    Prevede la possibilità di richiedere informazioni integrative e chiarimenti dall'autorità richiedente; la Corte ha ritenuto che le informazioni disponibili (rapporti CPT e fonti aperte) fossero sufficienti e che non fossero stati forniti elementi concreti che giustificassero ulteriori accertamenti

  • Legge n. 69 del 2005

    Norma procedurale relativa agli adempimenti a carico della cancelleria dopo la decisione di consegna; la Corte ha disposto l'invio degli atti per gli adempimenti previsti

  • Codice penale ceco (come indicato nel mandato)

    art. 234, 209, 21 e 23 (illecito contestato: detenzione abusiva di strumenti di pagamento, alterazione/contraffazione di mezzi di pagamento, concorso in truffa e tentata truffa)

    Norme sostanziali estere che definiscono i reati per cui è chiesta la consegna; richiamate in motivazione fattuale della decisione di consegna

  • Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) - Consiglio d'Europa (rapporti)

    CPT/Inf(2019)23 del 4 luglio 2019; richiamato anche un dato statistico 2021 sul tasso di detenzione

    I rapporti CPT sono utilizzati come elementi probatori sulle condizioni carcerarie. La Corte ha distinto tra rapporti derivanti da ispezioni in situ (2018/2019) e rapporti/statistiche che misurano il tasso di detenzione (2021), ritenendo che quest'ultimo sia un indicatore diverso e non sufficiente, da solo, a dimostrare condizioni di detenzione incompatibili con l'art. 3 CEDU

Massime di principio

  • Nei procedimenti di esecuzione di un mandato di arresto europeo l'ostativo alla consegna fondato su condizioni carcerarie nel paese richiedente richiede allegazioni specifiche e circostanziate: dati generici o riferimenti statistici senza collegamento diretto a rischi concreti sono insufficienti
  • I rapporti del Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) hanno rilevanza, ma la distinzione tra rapporti derivanti da ispezioni in situ sulle condizioni materiali e dati statistici (es. tasso di detenzione) è importante: solo le prime forniscono prova diretta delle condizioni detentive constatate
  • La Corte può avvalersi di fonti aperte e dei rapporti più recenti disponibili per valutare la situazione penitenziaria; tuttavia, se il ricorrente ritiene necessarie indagini integrative ai sensi dell'art. 16 legge 69/2005, deve indicare in modo concreto quali accertamenti richiede e perché tali accertamenti sono necessari
  • Per opporsi efficacemente alla consegna per rischio di trattamenti inumani o degradanti conviene produrre elementi specifici (per esempio: documentazione medica, prove di sovraffollamento in una determinata struttura, segnalazioni recenti su casi analoghi) e chiedere eventualmente garanzie o misure alternative alla consegna
  • La mancata allegazione di fatti concreti comporta il rischio di inammissibilità della impugnazione; la difesa deve formulare motivi circostanziati e fornire prove o fonti precise che colleghino la situazione generale alla concreta persona sottoposta al provvedimento

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