Cassazione Penale, Sentenza n. 34231/2024 del 11/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 10-ter del d.lgs. n. 74/2000 (omesso versamento IVA per l'anno 2014, €593.378,00). I motivi di impugnazione: 1) dichiarazione d'ufficio della prescrizione (la difesa sosteneva che il termine si era estinto il 28/06/2023); 2) vizio di applicazione della norma penale e assenza di dolo per effetto di pagamenti successivi e di una procedura concorsuale (pagamenti riduttivi fino a €170.841,89, piani di rateazione e concordato preventivo); 3) vizi di motivazione relativi agli atti prodotti in appello e mancata rinnovazione dell'istruttoria; 4) questione di legittimità costituzionale dell'art. 10-ter per mancanza di dolo specifico, in violazione degli artt. 3 e 111 Cost.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti i motivi: 1) la prescrizione non era maturata perché la difesa non aveva computato le sospensioni (complessivi 555 giorni più 64 giorni per COVID), spostando la scadenza al 6/01/2025; 2) i pagamenti successivi non possono incidere sul dolo valutato al momento della commissione del reato; i pagamenti parziali e le limitazioni imposte dalla procedura concorsuale non esonerano la legale rappresentante, che avrebbe potuto usare risorse personali per adempiere; 3) la sentenza di assoluzione su diverso periodo d'imposta non vincola nel presente procedimento; 4) la questione costituzionale è stata ritenuta inammissibile perché formulata in modo incompleto. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 10-ter d.lgs. n. 74/2000
Norma che incrimina l'omesso versamento di imposte (qui IVA). La Corte ha interpretato che il dolo va valutato al momento della commissione del reato e che la norma non richiede per la fattispecie esaminata un "dolo specifico" come postulato dalla difesa; la carenza di adempimento successivo non annulla il dolo precedente.
art. 13 d.lgs. n. 74/2000
Prevede l'estinzione del reato se i debiti tributari sono integralmente estinti prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. La Corte ha ritenuto che i pagamenti prodotti dalla difesa siano successivi e non soddisfano la condizione temporale richiesta dalla norma.
art. 157 cod. pen.
Norma relativa alla prescrizione (determinazione del termine). Invocata dalla difesa per chiedere che il reato fosse dichiarato prescritto; la Corte ha ribadito che il computo della prescrizione deve tenere conto delle sospensioni e delle interruzioni previste dalle norme processuali.
art. 581 cod. proc. pen.
Riferimento processuale attinente alla dichiarazione di prescrizione nel giudizio d'appello; la Corte ha ritenuto infondata la doglianza perché la difesa non ha computato le sospensioni e gli effetti interruttivi che prorogano il termine prescrizionale.
artt. 45 e 51 cod. pen.
Richiamati dalla difesa in relazione alla rilevanza soggettiva e alla scriminante: la Corte ha ritenuto irrilevante l'argomento per la tutela invocata, sottolineando che la sussistenza del dolo va valutata al momento del fatto e non è neutralizzata da eventi successivi.
art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000
Richiamato solo in relazione a una sentenza precedente di assoluzione per altro periodo d'imposta; la Corte ha ricordato che decisioni riferite a distinti fatti/periodi non vincolano il giudice nel procedimento corrente.
artt. 3 e 111 Cost.
Richiamati nella prospettiva di una presunta lesione di principi costituzionali (parità e giusto processo) a causa dell'assenza di dolo specifico nella norma penale. La Corte ha ritenuto la questione proposta in modo incompleto e quindi non valutabile.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che prevede l'onere delle spese e sanzioni in caso di inammissibilità del ricorso. La Corte ha applicato tale disposizione condannando la ricorrente al pagamento delle spese e alla somma di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il termine di prescrizione va computato tenendo conto di tutte le sospensioni e delle interruzioni: una semplice data calcolata senza considerare sospensioni processuali può essere erronea.
- Il dolo nel reato tributario (art. 10-ter) si valuta al momento della commissione del fatto: pagamenti successivi, se effettuati dopo il fatto, non cancellano il dolo originario.
- Pagamenti parziali o operazioni nell'ambito di procedure concorsuali non automaticamente scriminano o escludono la responsabilità penale del legale rappresentante, soprattutto se le limitazioni ai pagamenti dipendono dalla procedura e non sono surrogabili con mezzi personali dell'amministratore.
- Una sentenza di assoluzione relativa a un diverso periodo d'imposta non vincola il giudice in procedimento separato e non costituisce di per sé motivo di non imputabilità.
- Per sollevare una questione di legittimità costituzionale efficace è necessario formulare in modo completo e preciso l'oggetto del vizio (es. definizione del "dolo specifico" contestato); altrimenti la questione può essere dichiarata inammissibile.
- Chi propone ricorso in cassazione deve curare il rispetto delle formalità e comprovare i calcoli (es. della prescrizione); omissioni formali o mancanze probatorie possono rendere il motivo manifestamente infondato.
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