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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17059/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di rescissione del giudicato relativa alla condanna per ricettazione. Denunciava nulità del procedimento e violazione del diritto di difesa perché la sua nomina di difensore di fiducia (avv. Antonio Gugliotta), resa in un verbale di sequestro, era stata ignorata: inizialmente il pubblico ministero aveva riconosciuto tale nomina notificando al difensore di fiducia il decreto di convalida del sequestro, ma successivamente, senza informare l'imputato, veniva nominato un difensore d'ufficio (avv. Corroppoli) a cui furono indirizzate le notificazioni degli atti, con conseguente mancata conoscenza da parte dell'imputato degli atti processuali e della vocatio in judicium. In subordine, si lamentava la violazione del diritto al giusto processo (art. 6 CEDU) e delle garanzie costituzionali (artt. 24 e 111 Cost.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la Corte territoriale per aver ritenuto invalide per la mancata sottoscrizione le dichiarazioni di nomina/domiciolio senza considerare che l'indagato non era stato informato della nullità né della sostituzione del difensore; ha rilevato l'affidamento formato dall'indagato a seguito del primo atto (decreto di convalida notificato al difensore di fiducia) e che la successiva nomina del difensore d'ufficio è avvenuta all'oscuro dell'indagato. Per tali ragioni ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, revocato le sentenze di condanna del Tribunale di Roma (22/01/2016) e della Corte di appello di Roma (15/11/2019), ha sospeso l'esecuzione e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Riferito all'avviso di conclusione delle indagini; il primo avviso e gli atti successivi sono stati emessi indicando il difensore, e la Corte ha rilevato che il primo atto (decreto di convalida) fu notificato al difensore di fiducia, contribuendo a formare l'affidamento dell'indagato sulla validità della nomina.

  • art. 97, comma 1, cod. proc. pen.

    Disciplina la nomina del difensore d'ufficio; la Corte ha sottolineato che la nomina di un difensore d'ufficio in luogo del difensore di fiducia deve essere effettivamente comunicata all'indagato, pena la perdita della possibilità per l'indagato di entrare in contatto con il nuovo difensore e la violazione del diritto di difesa.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Riferito alle modalità di notificazione degli atti; la Corte ha rilevato che le notifiche eseguite presso il difensore d'ufficio anziché al difensore di fiducia (e senza informare l'indagato) hanno determinato l'ignoranza, senza colpa, dell'indagato sugli atti processuali.

  • art. 615-bis cod. proc. pen.

    Citato relativamente all'avviso della vocatio in judicium; la Corte ha osservato che l'indagato non ha ricevuto tale notifica e quindi è rimasto all'oscuro, senza sua colpa, dello svolgimento del procedimento.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel motivo inerente la rescissione del giudicato; la Corte ha ritenuto che l'esistenza di un vizio procedurale che ha impedito la conoscenza e la partecipazione dell'imputato possa giustificare l'apertura della strada alla rescissione del giudicato o comunque ad altri rimedi idonei.

  • art. 6 CEDU

    Tutela del diritto a un processo equo; la Corte ha valorizzato la mancata informazione dell'indagato e l'alterazione delle garanzie di partecipazione come violazione del principio del giusto processo.

  • art. 24 Cost.

    Diritto alla difesa; la sentenza valorizza la necessità che la nomina del difensore e le relative comunicazioni siano efficaci per garantire l'esercizio del diritto di difesa.

  • art. 111 Cost.

    Principio del giusto processo e del diritto all'equa pronuncia di giudizi; la Corte ha ritenuto che il vizio procedurale abbia inciso su tali garanzie costituzionali.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia diventa efficace e rilevabile anche in relazione alla tutela del diritto di difesa quando atti ufficiali (es. decreto di convalida) vengono notificati al difensore indicato, creando un affidamento legittimo nell'indagato.
  • La sostituzione o la nomina di un difensore d'ufficio deve essere comunicata all'indagato; l'assenza di comunicazione che impedisca all'indagato di mettersi in contatto con il nuovo difensore può determinare l'illegittimità delle notifiche e la lesione del diritto di difesa.
  • La mancanza di notifiche all'indagato, dovuta a scelte compiute dalle autorità di notificare ad un diverso difensore senza informarne l'interessato, esclude di norma un rimprovero di negligenza per l'indagato e può giustificare la rescissione del giudicato o altre misure correttive.
  • I giudici devono valutare gli effetti delle comunicazioni formali (come il primo decreto che riconosce il difensore) e l'effettivo affidamento dell'indagato nella scelta del proprio difensore prima di escludere vizi procedurali per mere formalità (es. mancata sottoscrizione di un verbale).
  • In casi simili è possibile ottenere l'annullamento senza rinvio e la revoca di sentenze quando il vizio procedurale ha compromesso irreparabilmente il diritto di difesa e la regolarità dell'intero svolgimento del processo.
  • Prassi consigliata: assicurarsi che la nomina del difensore sia formalmente comunicata all'indagato e che tutte le notifiche siano indirizzate correttamente; in caso di omissioni, proporre tempestive impugnazioni e segnalare l'eventuale formazione di affidamento sull'operato del difensore iniziale.

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