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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25920/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La ricorrente censura la contraddittorietà e la manifesta illogicità della motivazione in ordine alla sussistenza di gravità indiziaria, sostenendo che gli indizi a suo carico si fondano unicamente sulla consapevolezza della illecita attività del coniuge (connivenza non punibile) e non su alcuna condotta attiva della stessa; inoltre la documentazione prodotta attesterebbe attività lecita e non giustificherebbe le deduzioni del Tribunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Napoli per nuovo esame, stabilendo che la sola consapevolezza e tolleranza dell'attività illecita del coniuge, senza individuazione di comportamenti attivi o di un obbligo giuridico di impedimento, non integra gravi indizi di concorso nella detenzione dei tabacchi di contrabbando. La motivazione del Tribunale impugnato è stata ritenuta giuridicamente errata e manifestamente illogica nella parte in cui ha dedotto la compartecipazione della ricorrente dalla sola convivenza, dalla presenza della merce nell'abitazione e dall'assenza di adeguata prova di reddito.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come riferimento di possibile concorso di persone nel reato; la Corte distingue tra concorso per azione/omissione e mera connivenza, richiedendo elementi ulteriori per ritenere la partecipazione.

  • art. 84 d.lgs. n. 141 del 2024

    Norma sostanziale relativa al reato contestato (detenzione di tabacchi lavorati esteri privi del contrassegno di Stato); la decisione si concentra tuttavia sul profilo della partecipazione e della gravità indiziaria, non sull'interpretazione sostanziale di questa norma.

  • art. 40, comma 2, cod. pen.

    Usato come riferimento per il concorso omissivo: la Corte ricorda che per configurare una partecipazione tramite omissione è necessario che l'omittente abbia una posizione di garanzia specifica che lo obblighi a impedire il reato; in assenza di tale obbligo la mera omissione è connivenza non punibile.

Massime di principio

  • La sola convivenza con l'autore di un illecito e la consapevolezza della presenza della cosa illecita in ambito domestico non sono sufficienti, di per sé, a fondare il grave indizio di concorso: è necessario individuare condotte attive o un quid pluris idoneo ad integrare un apporto materiale o morale.
  • Per ritenere concorso per omissione è indispensabile accertare una posizione di garanzia dell'omittente (art. 40 c.2 c.p.) che imponga l'obbligo di impedire il reato; in assenza di tale obbligo l'inerzia costituisce connivenza non punibile.
  • Elementi come il rinvenimento di denaro contante o discrepanze reddituali, se non collegati a comportamenti concreti idonei ad agevolare l'illecito, hanno valore indiziario insufficiente a fondare la misura cautelare per concorso nel reato.
  • La qualificazione della gravità indiziaria richiede motivazione logica e puntuale: il giudice deve indicare fatti concreti e non limitarsi a inferenze generiche tratte dalla convivenza o dall'abitualità dell'attività del coniuge.
  • In situazioni analoghe occorre raccogliere e documentare elementi probatori che dimostrino un apporto (materiale o morale) della persona indagata all'attività illecita o l'esistenza di obblighi giuridici specifici che avrebbero imposto l'impedimento del reato; in mancanza, misure restrittive devono essere riesaminate.

Testo integrale

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