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Sentenza

Sentenza n. 1195/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento - del provvedimento notificato in data 22.10.2025, con il quale il Dirigente del Servizio Pubblica Istruzione e Patrimonio del Comune di Prato ha disposto per il 24.11.2025 lo sgombero e la consegna dell'area rappresentata al catasto fabbricati del Comune di Prato dal foglio n. 12, particella n. 243; - del decreto del 30.03.2017, richiamato dal provvedimento indicato sub a), con il quale il Ministero dei Beni Culturali – Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale ha dichiarato di interesse storico-artistico, ai sensi dell'art. 10, comma 1 del D.Lgs. 42/2004, il bene “Complesso denominato presa del Cavalciotto sul fiume Bisenzio con i macchinari e la lapide”, rappresentato al catasto fabbricati dal foglio 12 – p.lle 175 e 243; - di ogni altro atto ad essi presupposto, preliminare, connesso e/o conseguente, ancorché di contenuto incognito.

Giustizia amministrativa202503211

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordine di sgombero e consegna di un'area ritenuta demaniale, nonché decreto di dichiarazione dell'interesse storico-artistico del complesso denominato presa del Cavalciotto sul fiume Bisenzio

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (comune e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordine comunale di sgombero, deducendo anzitutto che l'area individuata dall'amministrazione fosse più ampia di quella effettivamente nella sua disponibilità. Ha inoltre contestato l'istruttoria sulla demanialità dell'area, sostenendo che il terreno non avesse mai fatto parte delle gore pratesi o che, comunque, avesse perduto la natura demaniale per la definitiva cessazione del collegamento funzionale con il sistema idraulico, ormai costituito da canali sotterranei. Ha affermato che il bene fosse eventualmente appartenente al patrimonio disponibile comunale e di averlo usucapito, facendo valere la relativa domanda davanti al giudice ordinario. Ha poi dedotto il difetto di motivazione dell'ordine di sgombero quanto all'interesse pubblico perseguito e ha contestato il vincolo storico-artistico del 2017, sostenendo che la porzione occupata non appartenesse al complesso storico sottoposto a tutela.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile per difetto di interesse il primo motivo, ritenendo che l'ordine di sgombero debba essere interpretato come riferito soltanto all'area effettivamente nella disponibilità della ricorrente e non possa produrre effetti sulla porzione asseritamente eccedente. Ha dichiarato inammissibili per difetto di giurisdizione il secondo e il terzo motivo, poiché la contestazione della demanialità e dell'indisponibilità del bene, accompagnata dalla rivendicazione della proprietà privata e dall'allegazione dell'usucapione, riguarda il petitum sostanziale e implica la contestazione della stessa potestà amministrativa di disporre unilateralmente del possesso; la controversia spetta quindi al giudice ordinario. Ha respinto il quarto motivo: una volta accertato che il bene demaniale o patrimoniale indisponibile è utilizzato privatamente senza titolo, l'autotutela possessoria prevista dall'art. 823, secondo comma, c.c. è doverosa e vincolata, sicché non richiede la comparazione con gli interessi del privato né una specifica motivazione sull'interesse pubblico. Ha dichiarato inammissibile e comunque infondato il motivo contro il vincolo storico-artistico, rilevando l'ampia discrezionalità dell'amministrazione dei beni culturali nell'individuazione dei beni da tutelare. Ha aggiunto che la valutazione storico-identitaria può riferirsi anche a situazioni del passato e non dipende necessariamente dall'attuale appartenenza dell'area al demanio idrico. Ricorso quindi in parte inammissibile e in parte respinto; spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 823, comma 2, c.c.

    L'amministrazione può tutelare direttamente il possesso dei beni demaniali e dei beni patrimoniali indisponibili; quando il bene è utilizzato privatamente senza titolo, tale potere è doveroso e vincolato e non richiede né la comparazione con gli interessi del privato né una specifica motivazione sull'interesse pubblico.

  • art. 10, comma 1, d.lgs. 42/2004

    dichiarato di interesse storico-artistico

    La disposizione costituisce la base del vincolo storico-artistico; l'amministrazione dei beni culturali dispone di ampia discrezionalità nell'individuazione dei beni meritevoli di tutela, anche in ragione del loro valore storico-identitario.

Massime di principio

  • La contestazione di un ordine di sgombero relativo a un'area ritenuta demaniale appartiene alla giurisdizione ordinaria quando il privato rivendica la proprietà del bene, nega la sussistenza della demanialità o dell'indisponibilità e deduce l'usucapione, poiché la controversia investe la stessa esistenza del potere amministrativo di disporre unilateralmente del possesso.
  • L'autotutela possessoria prevista dall'art. 823, comma 2, c.c. ha natura doverosa e vincolata quando un bene demaniale o patrimoniale indisponibile sia utilizzato privatamente senza titolo; l'amministrazione non deve quindi comparare previamente gli interessi del privato né motivare specificamente l'interesse pubblico perseguito.
  • L'ordine di sgombero produce effetti soltanto sull'area concretamente individuata e nella disponibilità del destinatario; la contestazione relativa a una porzione asseritamente eccedente è priva di interesse se l'atto non può giuridicamente incidere su tale porzione.
  • La valutazione storico-identitaria posta a fondamento della tutela culturale rientra nell'ampia discrezionalità tecnico-amministrativa dell'amministrazione dei beni culturali e può riferirsi anche a situazioni storiche pregresse, senza dipendere necessariamente dall'attuale appartenenza dell'area al demanio idrico.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniVincolo culturaleGiurisdizione e ripartoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiDemanio e patrimonio pubblicoBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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