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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19209/2022 del 16/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace di Bari che aveva assolto Tarantino dai reati di minaccia (art. 612 c.p.) e di lesioni (art. 582 c.p.) per mancata prova. Il ricorrente ha dedotto che la motivazione della sentenza era mancante, contraddittoria o manifestamente illogica, segnalando in particolare che il provvedimento non riportava alcun esame o valutazione del fatto di lesione contestato (nonostante agli atti vi fosse un certificato del Pronto Soccorso che attestava "lesioni personali giudicate guaribili in giorni due, per trauma cranio facciale e rialzo pressorio" riferite a Poli Antonio) e delle deposizioni della persona offesa e dei testi. In sostanza si contestava l'omessa motivazione in ordine all'assoluzione per il reato di lesione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al capo relativo al reato di lesione. Ha constatato che la sentenza impugnata non contiene alcun riferimento al fatto di lesione né al certificato del Pronto Soccorso e quindi manca motivazione sufficiente su quel capo. Per questo ha annullato la sentenza limitatamente all'assoluzione dal reato di lesioni e ha rinviato al Giudice di Pace di Bari per nuovo esame. Quanto al resto (in particolare l'assoluzione per il reato di minaccia), il ricorso è stato rigettato e la decisione di primo grado è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p. (minaccia)

    La sentenza di primo grado aveva motivato in ordine alla minaccia, ritenendola non sufficientemente provata sulla base delle sole dichiarazioni della persona offesa; la Cassazione ha ritenuto sufficiente la motivazione su questo capo e ha rigettato il gravame su tale reato

  • art. 582 c.p. (lesioni personali)

    La Corte ha rilevato che il giudice di primo grado non ha espresso alcuna motivazione in ordine al reato di lesione né ha considerato il certificato del Pronto Soccorso prodotto negli atti; l'omessa valutazione ha determinato l'annullamento parziale per difetto di motivazione e il rinvio per nuovo esame

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. L. 18/12/2020 n.176

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n.176

    Norma procedurale che ha consentito la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti, con le conclusioni rese per iscritto; la Corte ha reso decisione sulla base del materiale scritto

Massime di principio

  • Il giudice deve motivare espressamente e separatamente ogni capo di imputazione: l'omessa motivazione su un capo comporta l'annullamento limitato a quel capo e il rinvio per nuovo esame
  • Certificati medici e referti del Pronto Soccorso costituiscono elementi di prova oggettiva che il giudice è tenuto a valutare e a menzionare nella motivazione se rilevanti per l'accertamento dei fatti
  • La motivazione basata unicamente sulle dichiarazioni della persona offesa può risultare insufficiente se non sostenuta da riscontri probatori; il giudice deve indicare le ragioni per cui ritiene attendibili o inattendibili le testimonianze
  • La Corte di Cassazione può accogliere il ricorso in modo parziale: è possibile l'annullamento solo per i capi privi di motivazione, mantenendo intatta la decisione sugli altri capi
  • In caso di annullamento per difetto di motivazione il giudice remittente dovrà riesaminare tutte le prove (documentali e testimoniali) e motivare specificamente le valutazioni compiute in relazione al capo rinviato

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