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Sentenza

Sentenza n. 3768/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del Decreto del Ministro della Salute 06.07.2022 di “Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018”, pubblicato sulla G.U. n. 216 del 15.09.2022; - ove occorra, del Decreto del Ministero della Salute, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, 06.10.2022 di “Adozione delle linee guida propedeutiche all’emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018” pubblicato sulla G.U. n. 251 del 26.10.2022. - ove occorra, dell’Accordo n. 181/CSR del 07.11.2019 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, con il quale è stato fissato – retroattivamente - il tetto di spesa regionale del 4,4% per l’acquisto dei dispositivi medici relativo agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018; - di qualsivoglia atto presupposto, connesso e/o consequenziale. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da F.R.L. Medical Service S.r.l. il 24/2/2023: - della determinazione n. 10 del 12.12.2022 del Direttore del Dipartimento della Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia, pubblicata sul BURP n. 135 del 15.12.2022, con la quale è stato quantificato e richiesto alla F.R.L. Medical Service s.r.l. l’importo di € 476.807,92 a titolo di payback per la fornitura di dispositivi medici per le annualità dal 2015 al 2018; - ove occorra, della nota del Direttore del Dipartimento della Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia a mezzo PEC in data 15.12.2022; - ove occorra, della nota del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia prot. n. AOO_168/PROT/06/02/2023/0001127 del 06.02.2023; - ove occorra, della determinazione n. 1 del 08.02.2023 del Direttore del Dipartimento della Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia, che ha effettuato un ricalcolo degli oneri di riparto, quantificando a carico della ricorrente l’importo complessivo di € 511.079,44. - di qualsivoglia atto presupposto, connesso e/o consequenziale. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da F.R.L. Medical Service S.r.l. il 27/6/2023: per l’annullamento - della nota della Regione Puglia, pubblicata sul sito istituzionale il 28.04.2028, contenente la quantificazione della richiesta di liquidazione del payback per i dispositivi medici in applicazione del D.L. n. 34/2023, convertito in L. n. 56/023, ed il relativo “Elenco di ripiano per fornitore” nella parte in cui è quantificato in € 511.079,44 l’ammontare dovuto dalla ricorrente ed in € 245.318,13 l’ammontare oggetto di eventuale riduzione; - della nota prot. AOO_168/0004012 del 15.06.2023 della Regione Puglia; - di qualsivoglia atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202301916

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti statali e regionali di determinazione e richiesta del payback sui dispositivi medici per le annualità 2015-2018, inclusa la quantificazione regionale di € 511.079,44

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il decreto del Ministro della Salute del 6 luglio 2022, relativo alla certificazione del superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici negli anni 2015-2018, il successivo decreto ministeriale del 6 ottobre 2022 recante linee guida, l’Accordo Stato-Regioni n. 181/CSR del 7 novembre 2019, nonché gli atti presupposti e consequenziali. Con motivi aggiunti ha contestato la determinazione della Regione Puglia del 12 dicembre 2022, che le aveva richiesto € 476.807,92 a titolo di payback, gli atti successivi e il ricalcolo del debito in € 511.079,44. Con ulteriori motivi aggiunti ha impugnato la quantificazione regionale pubblicata nell’aprile 2023 e la nota del 15 giugno 2023, concernenti l’applicazione del d.l. n. 34/2023, convertito dalla l. n. 56/2023, e l’eventuale riduzione dell’importo. Prima della decisione, la ricorrente ha dichiarato, con atto del 7 novembre 2025, la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito del ricorso e dei motivi aggiunti, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e tutti i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca della ricorrente. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., non residuasse interesse alla decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione dell’esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • La dichiarazione univoca della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può determinare l’improcedibilità sia del ricorso introduttivo sia dei motivi aggiunti, quando la dichiarazione della parte si riferisca all’intero contenzioso.
  • In caso di declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, le spese di giudizio possono essere integralmente compensate ove l’esito della controversia e la particolarità delle questioni trattate lo giustifichino.

Come è indicizzato

MaterieFarmaci e dispositiviEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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