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Sentenza

Sentenza n. 619/2026 - Catania, Sezione 3

per l'accertamento ex art. 117, c.p.a., dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Azienda Sanitaria Provinciale di Catania sulla richiesta del 22.11.2024, avente ad oggetto “Adeguamento dei prezzi – Richiesta di avvio del procedimento istruttorio di accertamento della misura della revisione dei prezzi delle forniture erogate dalla sola Beckman Coulter S.r.l. in esecuzione dei contratti di fornitura di sistemi diagnostici, reagenti, calibratori, controlli e consumabili stipulati a seguito di aggiudicazione della gara “Fornitura, in service, di reagenti e materiale di consumo per le UU.OO. Patologia Clinica e Medicina Trasfusionale di questa ASP CT. Numero gara 5597543 – Lotto n. 9 “Ematologia” CIG 5755959F9D”, con conseguente accertamento dell’obbligo della medesima Azienda Sanitaria Provinciale di provvedere sulla domanda mediante l’adozione di un provvedimento espresso.

Giustizia amministrativa202502756

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dall'ASP di Catania sull'istanza di avvio del procedimento e di adeguamento dei prezzi relativa a contratti di fornitura in service

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente, aggiudicataria di una fornitura di reagenti e materiali di consumo per strutture sanitarie, aveva presentato il 22 novembre 2024 un'istanza per ottenere l'adeguamento dei prezzi riferito al periodo maggio 2023-novembre 2024. A fronte dell'assenza di un provvedimento espresso, ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a., chiedendo l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e l'ordine all'amministrazione di provvedere. L'ASP ha sostenuto di avere avviato il procedimento chiedendo documentazione integrativa e ha affermato che, valutati i documenti prodotti, non sussistevano i presupposti per accogliere la richiesta, qualificando la propria inerzia come silenzio-diniego. La ricorrente ha contestato tale impostazione, rilevando che le ragioni ostative avrebbero dovuto essere formalizzate in un provvedimento espresso di rigetto, mai adottato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha affermato che, quando il procedimento consegue obbligatoriamente a un'istanza, l'amministrazione è tenuta a concluderlo mediante un provvedimento espresso, anche negativo. L'azione contro il silenzio presuppone l'inerzia dell'amministrazione rispetto a tale obbligo. La mera esistenza di ragioni ostative all'accoglimento dell'istanza non legittima l'omissione del provvedimento finale: il silenzio-rigetto e il silenzio-assenso sono figure di silenzio significativo tassativamente previste dalla legge e non ricorrevano nella fattispecie. Pertanto, il silenzio dell'ASP è stato qualificato come silenzio-inadempimento. L'ASP di Catania è stata ordinata a pronunciarsi sull'istanza, positivamente o negativamente, entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. È stato nominato, per l'eventuale ulteriore inerzia, il Direttore Generale dell'ASP di Messina quale commissario ad acta, con facoltà di delega, incaricato di provvedere entro 120 giorni dall'insediamento e previa richiesta della parte. L'ASP di Catania è stata inoltre condannata al pagamento di 1.500 euro di spese di giudizio, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    per l'accertamento ex art. 117, c.p.a., dell'illegittimità del silenzio

    Prevede il rimedio contro il silenzio dell'amministrazione quando, a fronte di un'istanza, non sia stato adottato il provvedimento espresso dovuto; il giudice può ordinare all'amministrazione di provvedere e nominare un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.

  • art. 2 l. 241/1990

    Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso

    Impone all'amministrazione di concludere il procedimento avviato su istanza con un provvedimento espresso, anche di contenuto negativo.

  • art. 2 l.r. n. 7/2019

    disposizione riproposta dall’omonimo articolo della l.r. n. 7/2019

    Riproduce, nell'ordinamento regionale siciliano, il dovere dell'amministrazione di concludere il procedimento mediante provvedimento espresso.

Massime di principio

  • Al di fuori delle ipotesi di silenzio significativo tassativamente previste dalla legge, il silenzio dell'amministrazione su un'istanza del privato integra silenzio-inadempimento e non silenzio-rigetto.
  • La sussistenza di ragioni sostanziali ostative all'accoglimento di un'istanza non esonera l'amministrazione dall'obbligo di adottare un provvedimento espresso di definizione del procedimento, eventualmente negativo.
  • Quando il procedimento consegue obbligatoriamente a un'istanza e l'amministrazione non lo conclude con un provvedimento espresso, il privato può proporre l'azione avverso il silenzio ai sensi dell'art. 117 c.p.a.
  • In caso di accoglimento dell'azione avverso il silenzio, il giudice può fissare un termine per la pronuncia amministrativa e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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