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Sentenza

Sentenza del 25/07/2017 n. 142 - Comm. Trib. Prov. Grosseto

Imu - Agevolazioni prima casa - Requisito della dimora abituale in capo all'intero nucleo familiare - Sussiste - Prova di dimora abituale in capo ad un solo coniuge - Insufficienza - Eventuale frattura del rapporto di convivenza - Onere della prova a carico del contribuente.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato rigettato. È stata negata l'agevolazione IMU, poiché il contribuente non ha provato che nell'immobile dimorassero abitualmente lui e i suoi familiari, né ha fornito una prova adeguata della separazione di fatto dal coniuge. La prova della frattura della convivenza grava sul contribuente, trattandosi di una circostanza invocata per ottenere un'agevolazione fiscale.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente sosteneva che l'immobile costituisse la propria dimora abituale e che fosse irrilevante il fatto che il coniuge abitasse altrove. La Commissione ha ritenuto invece che, ai fini dell'agevolazione per l'abitazione principale, la dimora abituale debba essere riferita all'intero nucleo familiare. La sola prova della residenza o della dimora abituale di uno dei coniugi non è sufficiente. Inoltre, il contribuente non ha dimostrato in modo rigoroso l'asserita separazione di fatto o la frattura del rapporto di convivenza.

Norme richiamate

  • Art. 8 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    Per abitazione principale deve intendersi quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente.

    La norma è stata interpretata nel senso che il requisito della dimora abituale deve sussistere con riferimento al contribuente e ai suoi familiari, non essendo sufficiente la sola dimora abituale del contribuente. L'eventuale deroga derivante dalla separazione di fatto deve essere provata rigorosamente.

  • Art. 53 della Costituzione

    La sentenza richiama il principio della capacità contributiva per sottolineare che le agevolazioni fiscali costituiscono deroghe alla regola generale e, pertanto, devono essere dimostrate dal soggetto che le invoca.

Massime di principio

  • Per ottenere l'agevolazione IMU sull'abitazione principale non basta dimostrare che il proprietario dimori abitualmente nell'immobile: occorre verificare anche la dimora abituale dei familiari rilevanti secondo la normativa applicabile.
  • La mera residenza anagrafica o la semplice dichiarazione del contribuente possono non essere sufficienti quando emergano elementi incompatibili con la dimora abituale dell'intero nucleo familiare.
  • Se il coniuge vive in un'abitazione diversa, il contribuente deve fornire una prova concreta e rigorosa della separazione, della cessazione della convivenza o di altra circostanza giuridicamente rilevante.
  • L'onere della prova dei presupposti dell'agevolazione fiscale grava sul contribuente che la richiede; in caso di prova insufficiente, l'agevolazione può essere negata.
  • Le agevolazioni fiscali, in quanto deroghe al principio generale di imposizione, sono interpretate restrittivamente e non possono essere riconosciute sulla base di presunzioni generiche.

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