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Sentenza

Sentenza n. 884/2026 - Latina, Sezione 2

per l’annullamento del provvedimento del Comune di -OMISSIS- n. -OMISSIS-, avente ad oggetto “provvedimento di diniego all'istanza di fiscalizzazione per la richiesta di sanzione pecuniaria in luogo della sanzione ripristinatoria per abusi edilizi non sanabili” presentata dai ricorrenti; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso, per quanto di ragione, il preavviso di diniego del -OMISSIS-; nonché per l’accertamento del diritto dei ricorrenti ad una nuova valutazione dell’istanza di fiscalizzazione, previa corretta qualificazione dell’intervento edilizio;

Giustizia amministrativa202600651

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di fiscalizzazione dell’abuso edilizio mediante applicazione della sanzione pecuniaria in luogo della sanzione ripristinatoria, nonché il presupposto preavviso di diniego

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale relativo a un’istanza di fiscalizzazione presentata ai sensi dell’art. 34 del d.P.R. n. 380/2001, chiedendo anche l’accertamento del diritto a una nuova valutazione previa corretta qualificazione dell’intervento edilizio. Deducevano, anzitutto, che il Comune avesse erroneamente qualificato gli interventi oggetto di una precedente ordinanza di demolizione, rimasta inoppugnata, come opere totalmente difformi o nuova costruzione, anziché come opere parzialmente difformi dal titolo edilizio. A loro avviso, l’edificio avrebbe mantenuto la collocazione, la destinazione abitativa e la sagoma originarie, pur essendo stato sottoposto a un intervento di ristrutturazione pesante. Deducevano, inoltre, che l’istanza non fosse tardiva, poiché l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale non avrebbe impedito all’amministrazione di valutare la fiscalizzazione. Chiedevano anche una consulenza tecnica d’ufficio o una verificazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. Il primo motivo è stato ritenuto infondato: il provvedimento comunale aveva motivato adeguatamente la qualificazione degli interventi come totalmente difformi dal titolo, valorizzando la tipologia degli abusi, la loro consistenza superiore al 160% delle opere autorizzate, il rilevante impatto sulle opere assentite, la creazione di maggiori superfici fuori terra e la destinazione residenziale. Secondo il TAR, la distinzione tra difformità totale e parziale dipende dalla portata e dalle caratteristiche concrete dell’intervento abusivo, non dal dato meramente formale dell’esistenza di un titolo edilizio. Qualificato l’abuso come totale difformità, risultava applicabile l’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, con esclusione della fiscalizzazione prevista dall’art. 34. Anche il secondo motivo è stato respinto. Richiamando l’Adunanza Plenaria n. 16/2023 e gli ulteriori precedenti citati, il Collegio ha affermato che, decorso inutilmente il termine di 90 giorni dall’ordinanza di demolizione, si produce ipso iure l’acquisizione gratuita del bene abusivo al patrimonio comunale; il successivo verbale di accertamento dell’inottemperanza ha natura meramente dichiarativa. Dal momento dell’acquisizione, il privato perde la legittimazione sostanziale a chiedere la fiscalizzazione, poiché ha perso la proprietà dell’opera abusiva. La fiscalizzazione può quindi essere richiesta soltanto entro il termine di 90 giorni assegnato per eseguire la demolizione. Poiché l’istanza era stata presentata oltre tre anni dopo l’ordinanza di demolizione e il verbale di inottemperanza, il diniego comunale è stato ritenuto legittimo. È stata inoltre respinta l’istanza di CTU o verificazione, perché irrilevante e diretta a supplire alla mancata indicazione di elementi adeguatamente supportati di erroneità o illogicità dell’azione amministrativa. Nulla sulle spese, in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 34 d.P.R. n. 380/2001

    La fiscalizzazione dell’abuso, mediante sanzione pecuniaria in luogo della demolizione, è riferibile alle opere parzialmente difformi e non è più possibile quando l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale si è già perfezionata.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Le opere totalmente difformi dal titolo edilizio sono assoggettate al regime demolitorio e all’acquisizione gratuita conseguente all’inottemperanza, restando escluse dalla fiscalizzazione prevista per le parziali difformità.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando sussistono l’integrità del contraddittorio e la completezza dell’istruttoria, senza ulteriori esigenze processuali.

  • Adunanza Plenaria n. 16/2023

    Il decorso infruttuoso del termine di 90 giorni per adempiere all’ordine di demolizione determina ipso iure l’acquisizione gratuita del bene abusivo al patrimonio comunale; il successivo accertamento dell’inottemperanza ha efficacia dichiarativa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali delle parti.

Massime di principio

  • La qualificazione di un intervento edilizio come totale o parziale difformità dal titolo deve essere compiuta sulla base della portata concreta, della consistenza e delle caratteristiche delle opere abusive, non del solo dato formale dell’esistenza di un titolo edilizio.
  • La fiscalizzazione prevista per le opere parzialmente difformi non è applicabile alle opere totalmente difformi dal titolo edilizio, soggette al regime dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001.
  • Il decorso infruttuoso del termine di 90 giorni assegnato con l’ordine di demolizione determina ipso iure l’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo al patrimonio comunale; il successivo verbale di accertamento dell’inottemperanza ha natura meramente dichiarativa.
  • Dopo il perfezionamento dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, il privato perde la legittimazione sostanziale a chiedere la fiscalizzazione dell’abuso, poiché non è più proprietario dell’opera abusiva. La richiesta deve essere presentata entro il termine di 90 giorni concesso per ottemperare all’ordine di demolizione.
  • Una richiesta di CTU o verificazione non può essere utilizzata per supplire alla mancata allegazione, da parte del ricorrente, di elementi specifici e adeguatamente supportati idonei a dimostrare l’erroneità o l’illogicità delle valutazioni tecniche dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi edilizi
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieFiscalizzazione dell'abusoAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

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