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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18866/2024 del 14/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che, in parziale riforma del Tribunale di Rimini, ha: assolto De Deo per art. 512-bis; dichiarato estinti per prescrizione taluni capi nei confronti di Ripoli, Cavaliere, Zavanaiu, Giulianini, Romaniello e Ausili; e confermato o rideterminato le condanne per reati quali associazione per delinquere (capo A, art. 416 e 416-bis), estorsioni (art. 629), rapine, truffe e reati connessi. I motivi di ricorso deducono violazioni di legge e vizi di motivazione su: insussistenza del vincolo associativo o della stabilità/organizzazione (art. 416 e 416-bis); carenze probatorie e travisamento delle intercettazioni relative ai reati di estorsione (art. 629), con contestazioni su natura consumata o tentata del reato e sul mancato requisito dell'ingiusto profitto; nullità o irregolarità delle notifiche all'imputato detenuto (artt. 156-157-178-179 c.p.p. e art.161 c.p.p. relativo all'elezione di domicilio); erronea valutazione dei precedenti e della recidiva e conseguente errata determinazione del trattamento sanzionatorio (art. 62-bis, art. 133 cod. pen.); mancata concessione o errata valutazione delle attenuanti generiche; richiesta di riqualificazione di taluni fatti come esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 cod. pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Lamberto Ausili, Ettore De Deo, Wainer Giulianini, Giuseppe Ripoli, Massimiliano Romaniello e Stefano Zavanaiu. Il ricorso di Mario Cavaliere è ritenuto fondato solo con riferimento alla mancata considerazione delle attenuanti generiche già riconosciute in primo grado: la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio di Cavaliere e ha rideterminato la pena complessiva in anni 3 e 7 mesi di reclusione e euro 950 di multa (tenendo conto della diminuzione ex art. 62-bis). Le affermazioni di responsabilità sui capi di imputazione principali (associazione per delinquere ed estorsioni nei vari capi) sono confermate dalla Suprema Corte, così come le valutazioni di merito sulla attendibilità delle persone offese e sulle intercettazioni, non sindacabili in sede di legittimità se non per manifesta illogicità. Sono altresì confermate le statuizioni accessorie (misura di sicurezza della libertà vigilata per Ausili) e la condanna dei ricorrenti inammissibili al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. / art. 416-bis cod. pen. (associazione per delinquere)

    La Corte ha ritenuto sussistente il vincolo associativo: è stata accertata una struttura organizzata, ripartizione di ruoli, disponibilità di risorse e continuità dell'accordo criminoso; la valutazione delle prove in merito alla sussistenza dell'associazione è questione di merito non sindacabile se non per manifesta illogicità.

  • art. 629 cod. pen. (estorsione)

    Il danno ingiusto è stato interpretato anche come perdita di chance economiche o impedimento nell'esercizio di interessi patrimoniali; l'estorsione si considera consumata al momento in cui la persona offesa, costretta, rinuncia all'incasso dell'assegno incardinando il danno.

  • art. 62-bis cod. pen. (attenuanti generiche)

    La compensazione fra recidiva e attenuanti può incidere sulla determinazione della pena; nel caso di Cavaliere la Corte ha ritenuto di dover riconoscere la riduzione prevista e ha operato la rideterminazione della pena in cassazione.

  • artt. 156-157 cod. proc. pen. (notificazioni in caso di detenzione e domiciliazione)

    La Corte ha ricordato che le notifiche ad imputati detenuti vanno eseguite con la procedura prevista; tuttavia l'elezione di domicilio presso il difensore perdura fino a revoca espressa e la mancata tempestiva eccezione processuale può determinare sanatoria della notificazione.

  • art. 161 cod. proc. pen. (elezione di domicilio)

    L'elezione di domicilio presso il difensore sussiste finché non sia espressamente revocata; la semplice sostituzione del legale non invalida automaticamente la precedente elezione.

  • art. 182, comma 2 cod. proc. pen. (sanatoria della nullità per mancata eccezione)

    La mancata deduzione della nullità notificatoria nei termini processuali comporta la sanatoria prevista dall'art. 182 c.p.p., con conseguente inammissibilità dell'impugnazione fondata su tale nullità tardivamente dedotta.

  • art. 620, lett. I) cod. proc. pen. (potere della Cassazione di rideterminare la pena)

    La Corte ha ritenuto di poter rideterminare direttamente la pena in cassazione alla luce degli elementi di fatto emergenti dal giudizio di merito e della concorde valutazione dei gradi di merito sul riconoscimento delle attenuanti generiche applicate ad altri coimputati.

  • art. 512-bis cod. pen. (reati con strumenti informatici / altra fattispecie collegata citata)

    Per De Deo è stata pronunciata assoluzione da questo capo; la dichiarazione liberatoria rende assorbite le censure connesse al trattamento sanzionatorio.

  • art. 393 cod. pen. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni)

    I giudici di merito hanno ritenuto che i fatti non possano essere riqualificati come mera esercizio arbitrario delle proprie ragioni, poiché mancava qualsiasi prova di un mandato legittimo e il linguaggio/condotta era idoneo a integrare minaccia/violenza estorsiva.

  • art. 616 cod. proc. pen. (condanna alle spese per impugnazioni infondate)

    I ricorrenti inammissibili sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria per impugnazione temeraria o infondata.

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile ottenere una revisione del fatto o una "rilettura" diversa del materiale probatorio: le doglianze devono dedurre vizi di diritto o di motivazione 'mancante, manifesta illogicità o contraddittorietà' per essere ammissibili.
  • L'elezione di domicilio presso il difensore (art.161 c.p.p.) perdura fino a revoca rituale; la contestazione tardiva di notifiche effettuate all'indirizzo eletto può essere improduttiva e la nullità può essere sanata se non dedotta nei termini.
  • Per l'estorsione (art.629) il danno ingiusto può consistere anche nella perdita di chance economiche o nell'impedimento dell'esercizio di diritti patrimoniali; la consumazione si verifica quando la condotta ha già determinato quell'evento dannoso.
  • La valutazione dell'attendibilità della persona offesa e l'interpretazione delle intercettazioni sono questioni di merito che la Cassazione sindaca limitatamente se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria.
  • La ricorrenza della recidiva e la valutazione delle attenuanti generiche sono criteri che incidono sulla misura della pena: la Cassazione può, in presenza di elementi probatori chiari e di precedenti valutazioni concordi dei giudici di merito, procedere a rideterminare la pena senza rinvio (art. 620 lett. I).
  • Le misure di sicurezza (es. libertà vigilata) possono essere ordinate anche in presenza di condanna per reati associativi se è accertata pericolosità sociale e sussistono i presupposti previsti dall'orientamento di legittimità.
  • Se l'impugnazione ripropone essenzialmente la valutazione dei fatti già compiuta dal giudice di merito senza indicare vizi formali o di diritto, è molto probabile che sia dichiarata inammissibile.

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