Cassazione Penale, Sentenza n. 18863/2024 del 14/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente contestava la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, in relazione al delitto di usura (art. 644 c.p.), sostenendo: 1) travisamento della prova e vizio di motivazione per manifesta illogicità, poiché la persona offesa non avrebbe mai indicato una partecipazione dell'Ascione al patto usurario; 2) mancanza di partecipazione alla pattuizione usuraria e assenza di posizioni di garanzia rispetto al credito, con richiesta di riqualificazione del fatto in favoreggiamento personale ai sensi dell'art. 378 c.p., essendo la presenza del ricorrente al solo momento del recupero del credito al più riconducibile a favoreggiamento e non a partecipazione al reato di usura.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché composto da motivi non consentiti e manifestamente infondati. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché consisteva in una rilettura alternativa del merito non consentita in sede di legittimità, anche alla luce della "doppia conforme": la Corte d'appello aveva motivato compiutamente le risultanze, rilevando la piena consapevolezza del ricorrente circa l'attività usuraria e la sua attiva partecipazione (mediazione e pressioni per il recupero del credito). Il secondo motivo è stato dichiarato non consentito perché la riqualificazione in favoreggiamento personale non era stata dedotta in sede di appello, determinando l'interruzione della catena devolutiva. Per effetto dell'inammissibilità, è stata confermata la statuizione della Corte d'appello (che, tra l'altro, aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado dichiarando la prescrizione rispetto a taluni fatti e rideterminando la pena per il resto). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento alla cassa delle ammende della somma di euro 3.000.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Articolo richiamato nella sentenza di merito quale parte della qualificazione del reato; nessuna interpretazione particolare desumibile oltre alla richiamata contestazione per concorso di persone.
art. 110 cod. pen.
Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la Corte di appello ha ritenuto sussistente la partecipazione del ricorrente alle condotte usurarie anche in termini di contributo alle fasi successive alla pattuizione.
art. 644 cod. pen. (usura)
La Corte ha confermato il principio che il reato di usura può sussistere anche per chi interviene in fasi successive alla formazione del patto usurario, poiché i pagamenti e il recupero del credito costituiscono momenti della consumazione prolungata del reato.
art. 378 cod. pen.
Richiesta dal ricorrente per la riqualificazione in favoreggiamento personale; la Corte di cassazione ha rilevato che la rinnovata qualificazione non poteva essere valutata perché non proposta in appello, con interruzione della devoluzione sulla questione.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata in merito ai limiti della esposizione delle censure in cassazione: la Corte ha motivato nel rispetto dei limiti fissati dall'art. 173 delle disposizioni attuative, riportando i motivi nei limiti necessari per motivare la decisione.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e all'ammenda (versamento alla cassa delle ammende) in caso di ricorso inammissibile, ravvisando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 3776 del 16/12/2008 (De Luca) e altri precedenti richiamati
Giurisprudenza consolidata richiamata per affermare che l'usura è reato a consumazione prolungata: interventi successivi alla pattuizione possono integrare partecipazione al reato; i pagamenti in esecuzione del patto fanno parte dell'evento penalmente rilevante e non sono 'post factum' innocui.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito proporre una semplice rivalutazione alternativa del merito: i motivi devono evidenziare specifici profili di illegittimità di diritto o vizi della motivazione che rientrino nelle censure consentite.
- La riqualificazione del fatto in favore di una diversa imputazione (es. favoreggiamento personale) deve essere tempestivamente proposta nelle fasi precedenti (in appello), altrimenti la questione non è devoluta alla Corte di cassazione.
- Il reato di usura può essere configurato anche per chi interviene dopo la stipula del patto usurario: le condotte successive (mediazione per il recupero, pressioni per la restituzione, riscossione di pagamenti) possono integrare la partecipazione alla fattispecie a consumazione prolungata.
- I pagamenti eseguiti dalla vittima in esecuzione di un patto usurario costituiscono elementi della consumazione del reato e non sono automaticamente qualificabili come atti post factum non punibili.
- L'inammissibilità del ricorso comporta generalmente la conferma della statuizione impugnata e può comportare la condanna al pagamento delle spese e, se sussistono profili colpevoli nella proposizione, all'ammenda a favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
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