Cassazione Penale, Ordinanza n. 18217/2025 del 14/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello, deducendo un unico motivo di doglianza fondato sul vizio di manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione. Dal testo emerge che la censura mirava a contestare la ricostruzione della condotta tenuta nei confronti dell'autorità giudiziaria, descritta nei gradi di merito come oppositiva e particolarmente aggressiva durante il divincolamento finalizzato a sottrarsi al controllo degli operanti. La Suprema Corte ha ritenuto che la doglianza non fosse proponibile in sede di legittimità e comunque manifestamente infondata, poiché la motivazione della sentenza impugnata non presentava evidenti illogicità.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza di appello immune da evidenti vizi logici, essendo sorretta dalla valutazione delle modalità concrete della condotta oppositiva e aggressiva tenuta durante il tentativo di sottrarsi al controllo dell'autorità giudiziaria.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito devolvere censure che si risolvano in una diversa lettura del fatto o della motivazione di merito, se la sentenza impugnata è sorretta da una motivazione non manifestamente illogica.
- La denuncia di manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione non può fondarsi su rilievi meramente assertivi quando il giudice di merito abbia dato conto, in modo coerente, delle modalità concrete della condotta contestata.
- Il ricorso manifestamente infondato è dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende.
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